Manfredonia
"La reazione è stata di grande apertura e curiosità"

Luigi e Valerio “Anche a Manfredonia il fenomeno della ‘marijuana light'”

Una novità che inizia a farsi conoscere e a conquistare la fiducia dei manfredoniani


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La moda della “marijuana light” sbarca in provincia di Foggia e fa parlare di sé. Da alcuni mesi anche a Manfredonia è possibile acquistare cannabis legalmente perché la sostanza venduta non contiene Thc (delta9tetraidrocannabinolo), il principio attivo vietato dalla legge. In altre parole si tratta di fiori di canapa il cui effetto potrebbe essere paragonato a quello della birra analcolica.

Il fenomeno è iniziato solo nel maggio del 2017 e in città come Roma e Milano ha fatto fiorire decine e decine di punti vendita. In questi pochi mesi ha già creato un giro di affari di oltre tre milioni di euro. Un mercato promettente ma che si basa su una normativa ancora incerta: la “marijuana light” è venduta solo a maggiorenni “ad uso tecnico”, senza cioè specificarne cosa se ne possa fare.

“Quello della canapa legale è un mercato nuovo, che si sta autoregolando – spiega Luigi, giovane imprenditore che ha deciso di investire nella “marijuana light” -. Abbiamo scelto di aprire il nostro Green Gold Canapa Shop Café a dicembre perché vogliamo far conoscere anche a Manfredonia la canapa per quello che è: una pianta usata dall’uomo da millenni, con differenti utilizzi e dalle tante proprietà benefiche”.


Una novità che inizia a farsi conoscere e a conquistare la fiducia dei manfredoniani: “In questi primi mesi si sono avvicinati in tanti, di tutte le età. Non siamo una farmacia, ma con i principi attivi della canapa si possono ottenere grandi benefici. Oltre alle infiorescenze, ci sono cosmetici e saponi fatti con olio di canapa che sono ottimi per la cura del corpo e prossimamente allestiremo anche una linea di prodotti alimentari”.

Non mancano tuttavia le critiche di chi associa questi prodotti legali alle droghe leggere. “C’è molto da fare a livello culturale – chiarisce Valerio, socio del canapa shop di Manfredonia -. Decenni di proibizionismo hanno fatto si che l’Italia, un tempo tra i primi paesi al mondo nella coltivazione di canapa, oggi sia il fanalino di coda di questo mercato. La reazione a Manfredonia è stata di grande apertura e curiosità. Esistono ancora dei pregiudizi, ma a chi critica attività come la nostra vogliamo ricordare che Green Gold Canapa è soprattutto un progetto di legalità: i nostri prodotti sono sicuri, chi li acquista può trasparentemente leggere le analisi di laboratorio che su di essi sono state fatte e, non da ultimo, anche lo stato ne trae i suoi benefici, perché sono tassati regolarmente”.

Luigi e Valerio “Anche a Manfredonia il fenomeno della ‘marijuana light'” ultima modifica: 2018-04-10T22:06:12+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Giosi

    Il fatto inaccettabile (per me) è voler dipingere di “rosa” una situazione, a dir poco, inquietante. Ma i giovani che nel tempo hanno raggiunto preoccupanti livelli di tossicodipendenza, secondo voi, da dove hanno cominciato? La marijuana rappresenta, sicuramente, l’entry level della droga. Che questa sostanza venga utilizzata, con innegabili vantaggi, anche in altri campi come quello medico, è risaputo, ma il tutto deve avvenire sotto stretta sorveglianza di operatori competenti e certificati. È pericoloso far passare, specie tra i giovani, il messaggio che questa sostanza può essere assunta con facilità, senza effetti collaterali e, ancor peggio, con la certezza che l’assunzione non porti ad una pericolosissima dipendenza. ATTENZIONE, PER FAVORE!!!


  • Sipontino vero

    Volevo sapere se la marijuana light si fuma o si usa come tisana?


  • Francesco

    solo tisana. Fumarla non dà gusto, dicono chi l’ha provata. Ma dicono che non provoca effetti collaterali.


  • Franco

    il primo commento dimostra quanti danni abbia provocato il proibizionismo privo di appigli scientifici. Ancora con questa storia del “da dove hanno cominciato” mentre milioni di persone si distruggono con gli psicofarmaci (regolarmente prescritti) e l’alcol.
    Stiamo freschi , facciamo arricchire i trafficanti…


  • Vincenzino Scifo

    data undicifebbraioduemiladiciotto: si deve ancora contrastare, con forza il pensiero “giovanardiano” che la marijuana, rappresenta l’entry level della droga. Magari fosse la marijuana il problema di tutte le dipendenze, si sarebbe trovata la chiave di svolta in quanto è una pianta -proibita- dal secondo dopoguerra, ma è evidente cara GIOSI che non sia così come tu dici. Più di mezzo secolo di proibizionismo risulta difficile da debellare.
    ATTENZIONE ALLE RISTRETTEZZE MENTALI, PER FAVORE!!!


  • Giosi

    …forse perchè, al contrario di qualcuno (maldestramente liberale) conosco bene il problema.
    Rinnovo il mio invito: ATTENZIONE PER FAVORE!!!!


  • Valerio

    Giosi, innanzitutto volevo dirti che ho massimo rispetto per le vicende personali di ognuno. Così come avevi sottolineato nel primo commento, interpreto la tua come una convinzione personale e non come una verità assoluta. Personalmente posso garantire che in questi anni ho utilizzato canapa ma non sono mai passato all’utilizzo dell’eroina e non sono diventato tossicodipendente. La letteratura in merito è ampia e variegata. Sempre riferendomi alla mia personale esperienza: a causa di una legge che ritengo personalmente sbagliata, ho dovuto fare un colloquio con un assistente sociale rispetto all’utilizzo di canapa. L’assistente, appena ho spiegato il motivo del colloquio, ha sminuito tutte le mie preoccupazioni, sottolineando invece la “piaga” delle dipendenze multiple (quelle che vedono persone abusare di più sostanze, dall’alcool alle droghe sintetiche fino alla cocaina). Infine, se si cerca su “google”, si trovano diversi articoli in cui si sottolinea come il CBD, proprio quello presente nella canapa legale, sia utilizzato proprio per la cura delle tossicodipendenze.


  • Antonio

    Franco sicuramente ha ragione per come la vedo io..Magari possiamo fare riferimento a quanti hanno cominciato con la cannabis per andare oltre,quanti hanno cominciato direttamente con droghe pesanti e quanti hanno preso la strada dell’ alcool ecc ecc..Quindi Giosi io dico che è anche una questione personale in quanto in Germania non tutti bevono la birra e ad Amsterdam non tutti fumano cannabis.

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