Manfredonia

Oasi Lago Salso: criticità e patrimoni da difendere


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Area Parco nazionale del Gargano, Oasi Lago Salso (copyright M.P.Telera)

Area Parco nazionale del Gargano, Oasi Lago Salso (copyright M.P.Telera)

Manfredonia – IL 2010 è stato dichiarato dalle Nazioni Unite l’Anno Internazionale della Biodiversità, un periodo di particolare sensibilizzazione dell’ambiente e delle sue risorse, con l’obiettivo di creare un clima di rispetto e attenzione, visto il degrado e l’incuria delle nostre città e di tutti gli spazi verdi. Per celebrare questo evento il Centro Studi Naturalistici organizza ogni domenica un’escursione guidata gratuita lungo i sentieri dell´Oasi “Lago Salso” per esplorare la variegata fauna di un territorio non ancora valorizzato e poco conosciuto, eppur così vicino. Per far conoscere e apprezzare quindi la biodiversità, il Centro Studi Naturalistici, che gestisce le attività di educazione ambientale e di ricerca presso l’Oasi WWF Lago Salso ha messo a disposizione, gratuitamente, grazie ad un finanziamento del Laboratorio di Educazione Ambientale della Provincia di Foggia, le proprie guide naturalistiche per accompagnare i visitatori ogni sabato e domenica, dal 25 aprile al 30 maggio. Gruppi di famiglie passeggiano e osservano le bellezze naturali del posto, come le varie specie di uccelli nidificano o accudiscono i loro piccoli, mentre nel cielo si osservano gli aironi rossi che disturbati dai passi dei visitatori sorvolano la zona. Una passeggiata inconsueta, un percorso atipico alla scoperta di un mondo dimenticato se non del tutto defraudato dalla propria bellezza. Un vasto territorio che racchiude la storia e le origini della nostra terra, una perla nascosta dai canneti e dagli alberi che percorrono la strada provinciale 141.
L’Oasi è infatti una zona umida di circa 540 ettari, formata da un alternarsi di specchi d’acqua e folti canneti, situata nel Comune di Manfredonia e formata da tre vasche arginate (la Valle Alta, la Valle di Mezzo e la Valle Bassa o Lago Salso vero e proprio). Essa è compresa nel perimetro del Parco Nazionale del Gargano ed è anche parte di un’area più vasta che la legislazione europea definisce Zona di Protezione Speciale. Nel corso degli anni si stanno realizzando numerosi interventi finalizzati alla conservazione delle specie animali più minacciate presenti in Puglia (tra cui un progetto per la reintroduzione del Gobbo Rugginoso, una piccola anatra che viveva libera nelle paludi sipontine, oggi estinta), attraverso l’attivazione di progetti finanziati dalla Comunità Europea (LIFE) e dalla Regione Puglia (POR). L’ambiente lacustre permette la riproduzione di anatre e aironi e di alcune specie di rapaci, come il Falco Pellegrino, il Falco della Palude e il Falco pescatore.

Parco nazionale del Gargano, oasi Lago Salso (copyright Maria Pia Telera)

Parco nazionale del Gargano, oasi Lago Salso (copyright Maria Pia Telera)

Nel 1800 la piana di Manfredonia fino alla foce dell’Ofanto era caratterizzata da estese paludi, determinate dall’apporto idrico dei torrenti che provengono dal Subappennino Dauno, dal Gargano e delle risorgive. In prossimità della foce questi corsi d’acqua, a causa dell’assenza di pendenza, determinavano estesi allagamenti e in alcuni casi situazioni simili a veri e propri piccoli delta. Le attività economiche che venivano svolte in queste aree erano il pascolo dei bufali e degli equini la pesca, la caccia e la raccolta di vari prodotti naturali, dalle cannucce, alle erbe spontanee per uso alimentare. La bonifica, cominciata a fine ‘800 e poi soprattutto dagli anni ’30 del Novecento in poi ad opera del Consorzio per la Bonifica di Capitanata, ha comportato delle modifiche strutturali delle zone umide.

Verso la metà degli anni ’50 del Novecento, in seguito al completamento delle operazioni di bonifica, nacque un’area arginata di circa 541 ettari, che riceve le acque soprattutto dal canale Roncone collegato direttamente al torrente Cervaro, mentre il torrente Candelaro, ad ovest, la divide dalla palude di Frattarolo, un’area umida decisamente più salmastra e solo periodicamente allagata.Questa palude insieme ai terreni limitrofi bonificati, di proprietà del Comune di Manfredonia, fu affittata a privati con un contratto di 29 anni. La gestione a fini venatori fu attuata fino al dicembre 1992 quando fu decretata la perimetrazione del Parco Nazionale del Gargano.

Dal gennaio 1993, infatti, nella ‘ex Daunia Risi’, oggi Oasi Lago Salso, non è più ammessa l’attività venatoria, in quanto parte integrante del Parco, ripartita in due zone (1 e 2) a diverso grado di protezione. Attualmente l’area è gestita da una società mista pubblico-privata costituita dal Comune di Manfredonia e dall’Ente Parco, denominata “Oasi Lago Salso”. Un territorio che testimonia la storia di tante generazioni non può non costituire una risorsa da valorizzare e proteggere contro ogni pericolo di incuria e degrado.

Oasi Lago Salso: criticità e patrimoni da difendere ultima modifica: 2010-05-10T12:00:16+00:00 da Redazione



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