Momenti di forte tensione nella gestione della Fondazione Casa Sollievo della Sofferenza, dove si registra una fase di profonda riorganizzazione tra criticità finanziarie, cambi ai vertici e nuove forme di vigilanza.
Secondo quanto emerso, circa 30 milioni di euro già erogati da UniCredit sarebbero stati successivamente congelati per motivi legati a valutazioni reputazionali, anche in seguito a inchieste giornalistiche sulla gestione dell’ente. Una decisione che ha avuto un impatto significativo sul quadro economico della struttura.
Sul fronte interno, si registrano le dimissioni del direttore amministrativo Michele Giuliani, mentre resta confermato alla guida della struttura il direttore generale Gino Gumirato, che continuerà il proprio mandato.
Nel corso di un incontro con i dipendenti, il direttore generale ha illustrato lo stato dell’ente, rivendicando un percorso di risanamento dei conti e il superamento delle criticità legate al capitale netto negativo. Gumirato ha sottolineato come la Fondazione dovrebbe chiudere il bilancio in equilibrio operativo, evidenziando al tempo stesso il miglioramento di diversi settori sanitari, in particolare oncologia, neurologia e diagnostica avanzata.
Il manager ha inoltre difeso la gestione complessiva, affermando che i risultati ottenuti sarebbero stati raggiunti senza licenziamenti e con la progressiva regolarizzazione di debiti pregressi legati al personale.
Parallelamente, si rafforza il sistema di controllo e vigilanza: entra infatti in funzione una commissione di indirizzo e monitoraggio collegata alla Santa Sede, nell’ambito di una struttura di governance che coinvolge anche organismi vaticani di supervisione finanziaria.
L’incontro con il personale non è stato tuttavia privo di tensioni. Le dichiarazioni del direttore generale nei confronti di alcune rappresentanze sindacali e di lavoratori che hanno intrapreso azioni legali per il recupero di arretrati hanno suscitato forti reazioni, con le sigle sindacali che hanno definito le affermazioni «inaccettabili e offensive».
La vicenda si inserisce in un quadro più ampio di riorganizzazione della Fondazione, tra pressioni finanziarie, interventi esterni di vigilanza e un acceso confronto interno sulla gestione del personale e delle risorse.




Spero che padre Pio protegga la sua opera della provvidenza in sieme a tutti noi che amiamo lui le sue stigmate e Gesù che vive nel opere di padre Pio nelle piaghe di padre Pio insieme combatteremo in estremità casa solievo non morira