Nuove restrizioni per Punta Molentis, una delle spiagge più celebri e suggestive della Sardegna, dove da quest’estate l’accesso sarà a numero chiuso e a pagamento. La decisione, adottata dal Comune di Villasimius, ha già acceso il dibattito tra residenti, turisti e operatori del settore.
Dal 6 giugno al 31 ottobre, per accedere alla spiaggia sarà necessario prenotare e pagare un ticket giornaliero di 10 euro, come previsto dall’ordinanza firmata dal sindaco Gianluca Dessì. La gestione degli ingressi sarà affidata alla società in house del Comune, mentre i controlli verranno effettuati dalla polizia locale con verifiche quotidiane.
L’accesso gratuito sarà consentito esclusivamente alle persone con disabilità, fino a un massimo di tre ingressi contemporanei, accompagnatore incluso.
A suscitare le maggiori polemiche è soprattutto il regolamento sugli strumenti di ombreggio. Ombrelloni, gazebo, tende e altre coperture saranno vietati quasi per tutti. L’unica eccezione riguarda famiglie con bambini fino a dieci anni e persone over 65, che potranno continuare a utilizzare l’ombrellone.
Anche il numero di presenze sarà fortemente limitato: massimo 70 veicoli al giorno e non oltre 150 persone contemporaneamente presenti sull’arenile, nell’ottica di contenere l’impatto ambientale e il sovraffollamento.
Alla base della decisione c’è il ricordo del grave incendio del 27 luglio 2025, che devastò parte del litorale di Villasimius, distruggendo vegetazione, danneggiando numerose auto in sosta e mettendo in pericolo i bagnanti presenti sulla spiaggia.
Nell’ordinanza comunale, il sindaco motiva il provvedimento con esigenze di “tutela ambientale del sito, salvaguardia degli habitat protetti e sicurezza dei fruitori”, evidenziando come sia oggi “indispensabile” limitare il carico antropico per preservare le condizioni dell’ecosistema.
La scelta di Villasimius riporta al centro il tema dell’equilibrio tra tutela ambientale e accessibilità dei luoghi turistici, una questione sempre più rilevante nelle località sottoposte a forte pressione turistica. Da una parte il contingentamento viene visto come uno strumento per proteggere aree naturali fragili e ridurre i rischi, dall’altra emergono critiche legate ai costi d’ingresso e alle limitazioni imposte in uno spazio pubblico.
Lo riporta leggo.it.



