Si aggrava il quadro accusatorio nei confronti dei tre uomini ritenuti coinvolti nel tentato assalto ai portavalori avvenuto sull’autostrada A14, all’altezza di Porto Recanati. Nel corso dell’udienza preliminare davanti al Gup del Tribunale di Macerata, la Procura ha contestato anche l’aggravante del metodo mafioso e dell’agevolazione mafiosa, ottenendo il rinvio del procedimento per consentire alle difese di esaminare le nuove contestazioni.
Sul banco degli imputati siedono Savino Pugliese, 44 anni, residente a Giulianova, Giuseppe Rubbio, 52 anni, e Savino Costantino, 57 anni, tutti originari di Cerignola. I tre sono accusati, a vario titolo, di tentato omicidio, tentata rapina aggravata, detenzione abusiva di armi, interruzione di pubblico servizio, ricettazione e falsificazione di targhe e armi.
Secondo la ricostruzione della Procura, il commando entrò in azione nel tardo pomeriggio del 27 ottobre scorso, quando due furgoni portavalori Mondialpol stavano percorrendo la carreggiata sud dell’A14. Il gruppo, composto da almeno sette persone, avrebbe affiancato i mezzi blindati utilizzando tre veicoli, tra cui una Maserati Ghibli, aprendo il fuoco con kalashnikov AK-47 per colpire gli pneumatici e il parabrezza dei due furgoni, sui quali viaggiavano cinque persone. Da qui l’accusa di tentato omicidio.
Uno dei blindati trasportava circa tre milioni di euro, mentre il secondo svolgeva funzioni di scorta. Dopo aver costretto i mezzi a fermarsi, gli assalitori avrebbero cercato di aprire il portellone utilizzando ordigni esplosivi e cesoie, senza però riuscire a impossessarsi del denaro. Per garantirsi la fuga, il gruppo avrebbe disseminato la carreggiata di chiodi a quattro punte, mentre le guardie giurate rispondevano al fuoco, ferendo uno dei rapinatori.
Le indagini ricostruiscono anche il ruolo degli altri componenti della banda. Alcuni avrebbero bloccato la carreggiata opposta costringendo un autoarticolato a mettersi di traverso, ostacolando così l’arrivo dei soccorsi e delle forze dell’ordine. Nel frattempo, secondo l’accusa, Pugliese e Rubbio attendevano i complici a bordo di un autocarro Iveco rubato e con targhe falsificate, parcheggiato nei pressi di un’uscita di emergenza dell’autostrada. Sul mezzo sarebbero state trovate anche due motociclette di grossa cilindrata, caschi e numerosi chiodi a quattro punte, pronti per favorire la fuga del commando. I due vennero però fermati e arrestati dai carabinieri prima che il piano potesse essere completato.
Savino Costantino, rimasto ferito durante il conflitto a fuoco, avrebbe raggiunto successivamente un vivaio a Potenza Picena, dove fu soccorso prima del trasporto in ospedale.
I tre imputati sono attualmente detenuti nel carcere di Montacuto, ad Ancona. La prossima udienza è stata fissata per il 9 settembre, quando dovrà essere affrontata anche la questione della competenza territoriale del procedimento, che potrebbe essere attribuita alla Direzione distrettuale antimafia di Ancona oppure a quella di Bari.
Lo riporta cronachemaceratesi.it.



