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CERIGNOLA BLINDATI Cerignola, assalti paramilitari ai portavalori: esplosivi e AK-47. Sette indagati, entra in campo la Dda

Sette persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bari

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
10 Luglio 2026
Cerignola // Cronaca //

L’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bari riguarda un presunto gruppo criminale con base a Cerignola. Contestata, per la prima volta in questo tipo di indagine, l’aggravante del metodo mafioso.

Sette persone sono state raggiunte da misure cautelari nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Bari su una presunta organizzazione criminale specializzata negli assalti ai furgoni portavalori.

Il provvedimento è stato eseguito nella mattinata del 10 luglio dal Nucleo investigativo dei Carabinieri di Bari, in esecuzione di un’ordinanza emessa dal giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bari.

Gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati, a vario titolo, di associazione per delinquere aggravata, rapina aggravata dal metodo mafioso e di altri reati che, secondo l’ipotesi investigativa, sarebbero stati commessi nell’ambito delle attività del gruppo.

L’organizzazione avrebbe avuto la propria base operativa a Cerignola e sarebbe stata in grado di procurarsi automobili, armi da guerra, esplosivi e altri mezzi necessari per compiere assalti con modalità paramilitari.

Tra gli episodi al centro dell’indagine figura la rapina avvenuta il 6 novembre 2024 lungo la strada statale 96, nei pressi di Toritto. Secondo gli investigatori, durante l’assalto sarebbero stati utilizzati esplosivi e fucili d’assalto Ak-47 e sarebbero stati esplosi colpi contro le guardie giurate.

Il furgone trasportava circa un milione di euro in contanti. Non è stato tuttavia possibile stabilire con precisione la somma sottratta, poiché parte del denaro sarebbe stata distrutta durante l’azione.

Agli indagati viene inoltre contestato il furto di quattro autobus di linea, avvenuto a Ostuni il 15 aprile 2025. Secondo l’accusa, i mezzi sarebbero stati destinati alla preparazione di ulteriori assalti.

Nel corso delle attività investigative sono state recuperate e sequestrate anche sette automobili di provenienza illecita, rinvenute all’interno di un autoparco di Trinitapoli.

Le indagini, condotte attraverso intercettazioni ambientali, pedinamenti e dichiarazioni di collaboratori di giustizia, avrebbero inoltre fatto emergere un presunto contesto di connivenze attorno ad alcuni degli indagati nel territorio di Cerignola.

Particolare rilievo assume la contestazione del metodo mafioso. Secondo la Dda, l’impiego di numerosi uomini, mezzi, armi da guerra ed esplosivi, la pianificazione accurata e le modalità plateali e violente degli assalti sarebbero idonei a generare una forza intimidatrice riconducibile alla criminalità organizzata cerignolana.

 

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