La Commissione Europea accusa Meta di aver progettato Instagram e Facebook con funzionalità capaci di favorire un uso compulsivo delle piattaforme, arrivando a contestare una possibile violazione del Digital Services Act. L’esecutivo comunitario, nelle proprie valutazioni preliminari, sostiene che il design dei due social sia stato sviluppato «in modo da creare dipendenza».
Al centro dell’indagine ci sono alcune caratteristiche delle piattaforme, tra cui lo scorrimento infinito dei contenuti, la riproduzione automatica dei video, le notifiche push e i sistemi di raccomandazione personalizzati. Secondo la Commissione, Meta non avrebbe valutato adeguatamente i rischi legati all’impatto di queste funzioni sulla salute mentale degli utenti, con particolare attenzione a minori e persone vulnerabili.
Se le conclusioni preliminari dovessero essere confermate, Meta potrebbe andare incontro a una sanzione molto elevata. Il Digital Services Act prevede infatti multe fino al 6% del fatturato annuo mondiale dell’azienda: considerando i ricavi dichiarati da Meta nel 2025, la cifra massima teorica potrebbe superare i 10 miliardi di euro.
Secondo Bruxelles, alcune funzioni di Instagram e Facebook spingerebbero gli utenti a rimanere continuamente connessi, portando il cervello in una sorta di «modalità pilota automatico» e favorendo comportamenti ripetitivi e difficili da interrompere.
La Commissione sostiene inoltre che Meta avrebbe ignorato dati relativi al tempo trascorso dagli adolescenti sulle piattaforme, anche durante le ore notturne, e il ruolo di strumenti come Reel e Storie nel favorire un utilizzo eccessivo dei servizi.
Particolare attenzione è stata riservata al tema dei minori. Per l’esecutivo europeo, gli strumenti messi a disposizione da Meta per la gestione del tempo trascorso online, compresi quelli attivati per gli adolescenti, non sarebbero sufficientemente efficaci nel limitare l’uso delle piattaforme.
Anche i controlli parentali, secondo la Commissione, presenterebbero criticità perché richiederebbero ai genitori «adeguate competenze tecniche» e un impegno significativo per essere utilizzati correttamente.
Le iniziative di sensibilizzazione promosse da Meta sulla salute mentale, secondo Bruxelles, non sarebbero sufficienti a contrastare i rischi derivanti da un sistema di progettazione orientato ad aumentare il coinvolgimento degli utenti.
La Commissione ha indicato alcune possibili modifiche che Meta dovrebbe introdurre, tra cui la disattivazione predefinita di alcune funzioni considerate problematiche, come autoplay e scorrimento infinito, l’introduzione di strumenti più efficaci per interrompere il tempo trascorso davanti allo schermo e una revisione degli algoritmi di raccomandazione.
Meta avrà ora la possibilità di esercitare il proprio diritto alla difesa, consultando gli atti dell’indagine e presentando osservazioni scritte sulle contestazioni avanzate dalla Commissione. Parallelamente sarà coinvolto anche il Comitato europeo per i servizi digitali.
L’indagine era stata avviata il 16 maggio 2024 nell’ambito del Digital Services Act e si basa sull’analisi di documenti interni, valutazioni dei rischi fornite da Meta, risposte alle richieste di informazioni della Commissione e studi scientifici sul tema delle dipendenze comportamentali.
L’esecutivo europeo sta inoltre approfondendo altri aspetti legati alle piattaforme, tra cui i cosiddetti effetti «rabbit hole», ovvero le spirali di contenuti generate dagli algoritmi di raccomandazione che potrebbero aumentare la vulnerabilità degli utenti più giovani.
«Tutelare la salute fisica e mentale dei cittadini europei deve essere una priorità per le piattaforme di social media», ha dichiarato Henna Virkkunen, vicepresidente della Commissione Europea, aggiungendo: «Il regolamento sui servizi digitali fornisce un quadro chiaro per responsabilizzare le piattaforme in merito alla progettazione e agli effetti dei loro servizi, che possono indurre dipendenza. Siamo pienamente impegnati a far rispettare la nostra normativa in Europa».
Lo riporta leggo.it.



