Depositati in Procura a Larino gli esiti delle autopsie su Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi, madre e figlia morte a Pietracatella. Gli accertamenti medico-legali hanno confermato che entrambe sono decedute a causa di un’intossicazione provocata dalla ricina, sostanza tossica al centro dell’inchiesta.
Il risultato rappresenta un passaggio fondamentale nelle indagini, perché mette nero su bianco la causa dei decessi dopo mesi di approfondimenti tecnici. La perizia arriva al termine di un lavoro complesso condotto dalla dottoressa Benedetta Pia De Luca di San Nicandro Garganico, dirigente medico della Asl Vasto-Chieti, insieme agli altri consulenti incaricati.
Gli esami autoptici erano stati eseguiti il 31 dicembre scorso all’ospedale Cardarelli di Campobasso. Successivamente il lavoro dei consulenti è proseguito con ulteriori verifiche e analisi, tanto da richiedere tre proroghe dei tempi di deposito, ciascuna della durata di un mese.
La relazione tecnica e gli allegati compongono un fascicolo di quasi 900 pagine, nel quale sono raccolti tutti gli elementi scientifici necessari alla ricostruzione del caso.
La conferma dell’intossicazione da ricina costituisce un punto fermo per la Procura di Larino, che potrà ora proseguire gli accertamenti investigativi su una base medico-legale più definita. La perizia, infatti, chiarisce la causa della morte, ma non esaurisce il quadro complessivo dell’inchiesta, che dovrà ancora approfondire ogni ulteriore aspetto relativo alle modalità e alle eventuali responsabilità.
La tragedia ha profondamente scosso Pietracatella e l’intero territorio molisano, dove la morte di una madre e della figlia ha generato dolore e interrogativi. La conferma dell’avvelenamento imprime una direzione precisa alle indagini, escludendo un’origine naturale dei decessi.
Gli accertamenti svolti tra Campobasso e Larino rappresentano ora una tappa decisiva del percorso giudiziario. Il lavoro degli specialisti ha richiesto tempi lunghi proprio per garantire la massima accuratezza nella raccolta e nella valutazione degli elementi scientifici.
La Procura potrà quindi concentrarsi sui successivi passaggi investigativi, mantenendo alta l’attenzione su una vicenda che resta tra le più delicate degli ultimi mesi in Molise.
Il dato emerso dalla perizia è chiaro: Sara Di Vita e Antonella Di Ielsi sono morte a causa di un’intossicazione acuta da ricina. Un elemento che rappresenta una svolta nell’inchiesta, ma che lascia ancora aperti gli interrogativi sulle circostanze e sulle responsabilità legate alla loro morte.
Lo riporta ilnuovoabruzzoemolise.it.



