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SAN SEVERO ANASTASIO San Severo, spari dopo un tamponamento: arrestato il complice di Anastasio

I carabinieri hanno arrestato Raffaele Trapani, 23 anni, ritenuto coinvolto nella vicenda insieme ad Antonio Pasquale Anastasio

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
10 Luglio 2026
Cronaca // San Severo //

Nuovo sviluppo nell’inchiesta sulla sparatoria avvenuta a San Severo lo scorso 3 marzo dopo una lite nata per un tamponamento. I carabinieri hanno arrestato Raffaele Trapani, 23 anni, ritenuto coinvolto nella vicenda insieme ad Antonio Pasquale Anastasio, il 28enne già arrestato nell’immediatezza dei fatti.

Trapani è accusato, a vario titolo, di concorso in ricettazione, porto illegale di pistola ed evasione dagli arresti domiciliari. L’ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal gip del Tribunale di Foggia, gli è stata notificata mentre si trovava già detenuto per un’altra vicenda.

Secondo l’accusa, il giovane si trovava a bordo dell’auto insieme ad Anastasio quando, dopo un incidente stradale, sarebbe nata una discussione poi degenerata con l’esplosione di alcuni colpi di pistola.

I fatti risalgono alla mattina del 3 marzo 2026, quando una Fiat 500 con tre persone a bordo, tra cui Anastasio e Trapani, avrebbe tamponato una Ford Focus con a bordo due cittadini marocchini in via Masselli. Dopo un primo confronto verbale, la situazione sembrava essersi conclusa, ma poco dopo le due vetture si sarebbero ritrovate in piazza del Papa.

Qui, secondo la ricostruzione investigativa, Anastasio sarebbe sceso dall’auto, avrebbe estratto una pistola calibro 6.35 e avrebbe esploso quattro colpi a scopo intimidatorio, senza ferire nessuno, per poi allontanarsi insieme a Trapani.

I carabinieri intervenuti sul posto hanno recuperato bossoli e un proiettile inesploso, avviando gli accertamenti che hanno portato all’identificazione dei due giovani.

Anastasio, dopo l’arresto, aveva ammesso le proprie responsabilità per il porto illegale dell’arma e aveva sostenuto di aver sparato solo per intimidire la controparte. Durante l’interrogatorio davanti al gip aveva dichiarato: “Ho sparato per difendermi non certo per uccidere o ferire; visto quanto era vicino, avrei potuto tranquillamente farlo”.

Il 28enne ha successivamente scelto il rito del patteggiamento, ottenendo una condanna a 3 anni, convertita nella misura sostitutiva dei lavori di pubblica utilità. La proposta concordata tra il suo legale, l’avvocato Luigi Marinelli, e la Procura è stata accolta dal gup Cecilia Massarelli, che ha disposto la sua scarcerazione.

A distanza di quattro mesi dall’episodio, gli investigatori hanno quindi ricostruito anche il ruolo attribuito a Trapani, accusato di aver partecipato alla vicenda e di aver concorso nella disponibilità e nel trasporto dell’arma utilizzata durante l’intimidazione.

Lo riporta lagazzettadelmezzogiorno.it.

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