CronacaScuola e Giovani

Università, cancellazione Bonus maturità: ricorso Codacons


Di:

C.Rienzi (Codacons)

Roma – IL Codacons ricorrerà al Tar del Lazio contro la decisione del Governo di abolire già da quest’anno il “bonus maturità”. “All’interno del maxi-ricorso contro il numero chiuso che stiamo per presentare al Tar del Lazio, impugneremo anche il provvedimento con cui l’esecutivo ha deciso di cancellare il bonus maturità – spiega il Presidente Carlo Rienzi – Indipendentemente dalla validità di tale sistema, assai lacunoso e contestato dagli stessi studenti, appare evidente come un cambiamento delle regole a esami avviati determini un danno per quei candidati che, nell’affrontare i test di ingresso alle facoltà universitarie, avevano fatto affidamento proprio su tale bonus. La decisione del Governo di abolire il bonus maturità già da quest’anno appare dunque illegittima, poiché rappresenta un abuso nell’esercizio dei poteri propri dell’esecutivo, e determina un danno certo e immediato ai candidati alle prese con i test d’ammissione alle università”.

“La situazione che ora si profila – prosegue Rienzi – è una raffica di ricorsi singoli da parte di quegli studenti che, a causa della cancellazione del bonus maturità, non supereranno le prove d’ingresso, e chiederanno nelle aule di tribunale il riconoscimento dei propri diritti lesi”.

Redazione Stato

Università, cancellazione Bonus maturità: ricorso Codacons ultima modifica: 2013-09-10T15:27:12+00:00 da Redazione



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Il Comune deve risarcire i privati cittadini, vicini alla scuola, disturbati dagli schiamazzi dei bambini che giocano nel cortile scolastico!

    I rumori sono sempre molesti, anche se sono quelli della ingenuità e dalla spensieratezza dei bambini. Lo sa bene la Cassazione che, con una recentissima sentenza], ha condannato una scuola elementare per gli schiamazzi dei bambini che procuravano disturbo all’abitazione di alcuni vicini.

    Del caso si sono occupate nientemeno che le Sezioni Unite della Corte, a significare l’importanza del problema e quanto lo stesso sia sentito come “delicato” anche dalla giurisprudenza. Tutelare comunque il riposo o chiudere un occhio davanti a chi non agisce con l’intenzione di dare fastidio? La Cassazione non ci ha pensato due volte… ( così Cass. sent. n. 20571 del 6.09.2013.)

    Dunque, stop ai giochi a scuola se disturbano il circondario; stop alla ricreazione nelle aree scolastiche. La sentenza ha dato ragione a un residente nel comune di Trezzano sul Naviglio che si lamentava dei continui schiamazzi provenienti da un parco di una scuola. La Corte d’Appello di Milano aveva stabilito che la scuola limitasse i giochi nell’area attrezzata del parco esterno solo un’ora e mezza al giorno, escludendo le ore della prima mattina. In Cassazione, poi, il ricorrente ha ottenuto, oltre al risarcimento del danno per il passato, l’inibizione, per il futuro, nei confronti della scuola a ripetere episodi identici.

    La pubblica amministrazione, sottolinea la Suprema Corte, deve osservare le regole tecniche, cioè i canoni di diligenza e prudenza. L’eventuale violazione di tale precetto, e la conseguente richiesta di risarcimento del danno, non va denunciata davanti a giudici speciali (TAR), ma al giudice ordinario.

    Il principio che esce dalla sentenza è chiaro: il privato ha sempre diritto al godimento pieno della sua abitazione, con le correlative esigenze di riposo e di quiete influenti anche sulla salute.

    Nella pronuncia, la Cassazione si è anche rivolta agli avvocati, ricordando le regole sulla giurisdizione e sulla competenza. Si legge nel provvedimento che l’inosservanza da parte della pubblica amministrazione, nella gestione (e manutenzione) dei beni che a essa appartengono, delle regole tecniche, oppure dei canoni di diligenza e prudenza, può essere denunciata dal privato dinanzi al giudice ordinario non solo ove la domanda sia volta a conseguire la condanna della stessa amministrazione al risarcimento del danno patrimoniale, ma anche ove miri alla condanna della stessa a un “fare” o a un “astenersi dal fare”, giacché la domanda non investe scelte e atti autoritativi dell’amministrazione, ma attività soggetta al rispetto del principio di “non ledere nessuno”.
    Foggia, 10 settembre 2013 Avv. Eugenio Gargiulo


  • pipino

    come fare per aderire al ricorso? Sarebbe opportuno che la redazione indichi anche eventuali link o contatti.

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