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VILLADOSE RODIGINO Muore a 39 anni a due mesi dalla compagna, lascia una bambina

È morto improvvisamente a soli 39 anni Salvatore Giannotta, a distanza di appena due mesi dalla scomparsa della compagna Nadia Santinon

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
10 Settembre 2026
Prima pagina //

È morto improvvisamente a soli 39 anni Salvatore Giannotta, a distanza di appena due mesi dalla scomparsa della compagna Nadia Santinon. Una tragedia che ha profondamente colpito la comunità di Villadose, nel Rodigino, dove la coppia viveva da circa dieci anni.

Nadia era morta lo scorso 5 luglio nella loro abitazione di via Rizzo, stroncata da una grave malattia che in pochi mesi aveva compromesso le sue condizioni. Salvatore, originario del Sud, si era trasferito con lei a Villadose dopo un periodo trascorso a Camposampiero, in provincia di Padova. Qui avevano trovato una casa nella quale avevano costruito la loro vita insieme.

Nadia e Salvatore stavano insieme da quasi 19 anni e dalla loro relazione era nata una bambina, il centro della loro vita. La piccola aveva ricevuto la prima comunione lo scorso maggio e proprio in questi giorni avrebbe iniziato la quinta elementare.

Dopo la morte della compagna, Salvatore aveva concentrato tutte le proprie energie sulla figlia e sull’organizzazione delle incombenze legate alla scomparsa di Nadia. La notizia della sua morte, arrivata giovedì, ha lasciato sgomenta una comunità che aveva imparato a conoscere e apprezzare la coppia per la loro semplicità e disponibilità.

Nadia, in particolare, era conosciuta come una persona solare, sorridente e sempre pronta ad aiutare gli altri. Salvatore aveva raccontato al Gazzettino i momenti drammatici della morte della compagna, ricordando le ultime ore trascorse insieme.

«Domenica mattina Nadia aveva stirato le mie camicie perché non voleva andassi in giro in disordine, poi dopo pranzo aveva sistemato dei bicchieri e delle altre cose – aveva raccontato Salvatore – era molto premurosa nelle faccende domestiche. Poi mi ha detto che si sarebbe riposata nella poltrona, ma non è riuscita ad arrivare in tempo ed è collassata tra le mie braccia. Io e mia mamma ci siamo precipitati da lei, abbiamo tentato di rianimarla in attesa dei sanitari, ma al loro arrivo non c’era più nulla da fare».

Anche per questo la famiglia aveva scelto di allestire la camera ardente direttamente nella loro abitazione, un luogo profondamente legato alla loro storia.

«Aveva tanta forza, era sempre sorridente – aveva raccontato ancora il compagno – non ha mai abbassato la guardia, nonostante i dolori, ha sempre lottato».

Salvatore aveva inoltre organizzato una veglia di preghiera in chiesa prima dei funerali, nel ricordo di quella donna che per la famiglia rappresentava un autentico punto di riferimento. Nadia si occupava della casa e della figlia ed era descritta come il pilastro della famiglia, affrontando la malattia con grande determinazione.

Dopo una prima risposta positiva alle cure, però, le sue condizioni erano rapidamente peggiorate. Negli ultimi quattro giorni aveva iniziato le cure palliative. La sua immagine sui social, con un leone scelto come foto del profilo, raccontava simbolicamente la forza con cui aveva affrontato la malattia.

Ora la tragedia si è abbattuta nuovamente sulla famiglia, con la morte di Salvatore appena due mesi dopo quella di Nadia. La coppia lascia la figlia, oltre ai genitori e ai fratelli. Da pochi giorni rientrati in Sicilia, la madre Concetta e il padre Giuseppe piangono la perdita del figlio insieme ai fratelli Antonio e Daniele.

Il funerale di Salvatore è stato celebrato ieri nella chiesa parrocchiale di San Leonardo Abate, davanti alla comunità che in questi anni aveva accolto la famiglia e che ora si stringe attorno alla bambina e ai suoi familiari.

Lo riporta leggo.it.

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