Era da tempo che Piazza Duomo non si presentava così gremita. Ieri sera, intorno alle 22, l’arrivo sul corso restituiva immediatamente la dimensione di una serata speciale: la piazza colma di pubblico, le strade laterali affollate e un lungo flusso di persone a attraversare il centro di Cerignola. Non solo cittadini, ma anche numerosi spettatori arrivati dai comuni vicini e da altre zone della provincia.
A portare in città il tour “Per sempre sì” sono state la Deputazione della Festa Patronale e l’Amministrazione comunale, che hanno scelto per l’appuntamento un artista protagonista di una fase particolarmente importante della propria carriera.
Il concerto ha rappresentato non soltanto un evento musicale, ma anche un momento di grande visibilità per Cerignola, che ha accolto Sal Da Vinci nel pieno della sua popolarità. Una scelta premiata dalla risposta del pubblico, capace di trasformare Piazza Duomo in un’unica grande platea.
«Questa sera abbiamo deciso di rendere protagonisti tutti voi, perché senza di voi tutto questo non potrebbe esistere», ha detto Sal Da Vinci rivolgendosi alle migliaia di persone presenti. La replica della piazza è stata immediata: cori, applausi e il pubblico impegnato a cantare insieme all’artista.
Per Sal Da Vinci, inoltre, quella di Cerignola non era una semplice tappa del tour. L’artista ha raccontato di essere tornato in città dopo diversi decenni: l’ultima volta risaliva agli anni Ottanta, quando arrivava insieme al padre per esibirsi a teatro. Un ricordo personale che ha aggiunto alla serata una particolare componente emotiva.
Sul palco è stata ripercorsa una carriera lunga cinquant’anni, celebrata proprio in questo periodo. Sal Da Vinci si è definito un «pendolare dei sogni», affidando al pubblico anche una riflessione sul valore dei desideri: «un uomo che non sogna è un uomo che non vive».
La scaletta ha alternato i suoi brani più conosciuti ad alcuni grandi classici della musica italiana, coinvolgendo pubblico di diverse generazioni. Da Se telefonando a Strada facendo, passando per Cercami e Gloria, le canzoni hanno accompagnato una serata caratterizzata da una partecipazione costante.
Non è mancato l’omaggio a Renato Zero, con il quale Sal Da Vinci ha scritto l’album Non si fanno prigionieri. Proprio a lui è stata dedicata Cercami, uno dei momenti più riconoscibili dello spettacolo.
La parte più intima del concerto è arrivata con il ricordo del padre, scomparso alcuni anni fa. Sal Da Vinci lo ha definito «colui che ti educa e ti accompagna», spiegando che senza di lui probabilmente il percorso artistico intrapreso non sarebbe stato possibile. A questa figura ha dedicato una canzone particolarmente intensa, trasformando il palco in uno spazio di memoria e riflessione sul dolore della perdita.
Poi, ancora una volta, Cerignola è diventata protagonista dello spettacolo. Sul palco è salita Luisana, una bambina cerignolana di 11 anni, che studia danza latino-americana e ha ballato al fianco dell’artista, regalando al pubblico un altro momento destinato a rimanere nella memoria della serata.
Sal Da Vinci ha quindi rivolto lo sguardo verso il Duomo, lasciandosi conquistare dalla bellezza della piazza: «Avete questa meraviglia, solo a guardarla manca il respiro».
Nel corso dello spettacolo l’artista ha raccontato anche un passaggio significativo della propria carriera. Quando nel 2022 stava lavorando all’album Per sempre sì, era andato a Milano e, secondo quanto raccontato dal cantante, si era sentito dire che quel tipo di musica non avrebbe avuto successo: «È musica che non va, è musica che i ragazzi non ascoltano. È musica melodica».
Poi sarebbe arrivato il successo di Rossetto e caffè, pubblicato il 12 giugno 2024 e diventato uno dei brani più popolari degli ultimi anni, contribuendo a riportare la musica melodica al centro dell’attenzione.
A Cerignola la risposta del pubblico è stata ancora una volta evidente. E quando sono partite le note di “Per sempre sì”, la canzone vincitrice di Sanremo, la piazza ha iniziato a cantare con una partecipazione tale da arrivare quasi a sovrastare la voce dell’artista.
Ma l’immagine destinata più di tutte a raccontare la serata è quella delle 22: Piazza Duomo piena, il corso affollato, le strade del centro gremite e una città interamente coinvolta dall’evento.
Per una sera, Cerignola non è stata soltanto la location di un concerto. È diventata parte integrante dello spettacolo.
Lo riporta cerignolaviva.it.



