
Con questo intendimento e sulla base di questa consapevolezza l’Ente di Palazzo Dogana chiederà al Comitato tecnico di valutazione provinciale per il rilascio della ‘Via’ “il massimo del rigore e della correttezza nelle analisi”.
“La Provincia di Foggia – concludono il presidente della Provincia e l’assessore alle Risorse Ambientali – è al fianco della comunità carapellese, convinta che la Capitanata non può essere invasa indiscriminatamente dai tanti e troppi impianti che rischierebbero di far diventare invivibile il nostro territorio”.
Come spiegato nello stesso sito della società ideatrice del progetto, costituitasi appositamente per il piano, la centrale a biomasse di Carapelle verrà realizzata dalla Carapelle Energia S.r.l, utilizzando biomasse per produrre energia elettrica che verrà messa a disposizione della rete elettrica nazionale. Nella composizione societaria della ditta ben il 30% di essa è data proprio da cantine ed oleifici foggiani e pugliesi, laddove un altro 30% è costituito da STC Group – il partner industriale che materialmente realizzerà la struttura della centrale – e il restante 40% dal Gruppo Caviro, proprietario del sito industriale nel quale verrà realizzata la centrale. “Progressivamente nel tempo- spiegano i responsabili del gruppo – la presenza di Caviro nella compagine societaria si andrà riducendo a vantaggio delle cantine e degli oleifici locali”.
Per i responsabili, l’impianto di Carapelle esprimerà valori di potenza termica inferiori ai parametri dettati dalla L.R. 11/01, e sarà quindi non assoggettabile ad obbligatoria procedura di verifica di V.I.A. Ciononostante, a garanzia e tutela degli interessi del territorio e dei cittadini, il progetto di realizzazione della centrale a biomasse di Carapelle è stato sottoposto volontariamente, da parte di Carapelle Energia S.rl., ad uno studio ambientale che ne ha indagato i potenziali impatti derivanti dall’esercizio sui comparti ambientali di: aria, acque superficiali e sotterranee, rumore, paesaggio ed ecosistemi. A questo si aggiunge il fatto che la gestione della centrale a biomasse di Carapelle godrà delle più moderne tecnologie per garantire il massimo della sicurezza, anche in termini di sostenibilità ambientale.
Per i responsabili il progetto avrà “ricadute importanti per il territorio locale” grazie alla “reindustrializzazione di un sito produttivo già esistente, con tempi di cantierizzazione brevi e che consentirà di occupare almeno 45 addetti, ai quali vanno aggiunti i posti di lavoro dell’indotto – 150 unità – e gli addetti alla costruzione, per la quale si prevede che saranno necessarie almeno 200 persone”.
Di recente, la stessa ditta ha proposto l’attivazione di un Comitato di Cittadini per valutare il progetto della centrale a biomasse nell’agro carapellese. “Vogliamo condividere il nostro progetto con i cittadini di Carapelle, coinvolgerli e fornire loro un’informazione corretta e quanto più esaustiva possibile sulla centrale di produzione di energia che abbiamo in progetto di realizzare”. Con queste parole il presidente di Carapelle Energia, Sergio Celotti, ha commentato l’iniziativa che la società ha deciso di promuovere a Carapelle.
La Commissione Cittadini, alla quale potranno chiedere di iscriversi solo i cittadini maggiorenni residenti nel Comune di Carapelle e sarà composta da 7 membri fra i quali verrà individuato il coordinatore/portavoce, resterà in carica fino al completamento dei lavori della stessa. Successivamente verrà istituita una nuova commissione con compiti di vigilanza dell’operato della centrale stessa.
(immagine d’archivio, da vivitelese.it)


