
Si ricorda che la chikungunya (Chik) è una malattia febbrile acuta virale, epidemica, trasmessa dalla puntura di zanzare infette. Il termine chikungunya sta per “ciò che curva” o “contorce” e fu impiegato durante una epidemia in Tanzania nel 1952, a causa delle limitazioni articolari dovute alle importanti artralgie, che caratterizzano la stessa malattia. Già dopo un’epidemia di chikungunya in Indonesia nel 1779, il virus è stato riconosciuto come responsabile di alcune epidemie in Asia ed Africa. Nel gennaio del 2006 si è registrata un’epidemia nell’isola di Reunion, nell’Oceano Indiano.
In Italia, nel luglio del 2007 il Ministero della Salute ha diramato un comunicato per conferma la presenza dell’epidemia di Chikungunya (la prima sul suolo europeo dall’individuazione del virus) nei paesi di Castiglione di Cervia e Castiglione di Ravenna (ambedue in provincia di Ravenna) e Bordighera. 130 i casi accertati, fra questi un anziano è deceduto, dopo un ricovero all’ospedale di Ravenna, con i sintomi ascrivibili alla malattia, ma non strettamente riconducibile al virus. Le prove di laboratorio hanno permesso di stabilire con certezza che si è trattato di Chikungunya trasmessa da Aedes albopictus, volgarmente conosciuta come zanzara tigre (vedi nei collegamenti esterni la documentazione a cura della Regione Emilia-Romagna). Responsabile della diffusione dell’infezione un immigrato indiano che in quel periodo si trovava nella zona dopo avere contratto la malattia nel suo paese natale (fonte: Wikipedia). Tuttavia, il personale sanitario non ha escluso l’ipotesi che alcuni casi possano essersi diffusi per contagio interumano, in quanto un piccolo numero di contagiati aveva riferito di non avere subito (o quanto meno avvertito) punture della pericolosa zanzara.
(immagine tratta da www.chikungunya.in)


