Manfredonia -“IL Cinema è intrattenimento, il Teatro vita”. Mai parole furono più adatte ad evidenziare il connubio tra dramma shakespeariano e rappresentazione cinematografica portata in scena questa sera nel Teatro di Manfredonia. L’innovativa trasposizione di Otello curata da Arturo Cirillo ha, in effetti, molto in comune con certe pellicole della Hammer degli anni trenta: gli abiti di scena, la disposizione degli attori che riempiono il palco in ogni settore rendendolo simile ad uno schermo di cinema, le luci oblique atte a conferire “tridimensionalità” ai personaggi, le monolitiche e claustrofobiche scenografie. Il dramma di Otello, pieno più di Thanatos (morte) che Eros (amore) creato dal Bardo più di 400 anni fa riacquista nuova linfa grazie alla eccezionale bravura degli attori, tra tutti lo strepitoso Jago, che si fa odiare da tutto il pubblico per la perfidia con il quale trasforma in veleno l’amore di Otello per la bella e innocente Desdemona, diventando il vero motore della storia. Il suo personaggio si aggira sul palco con la posa di un avvoltoio rendendo squallido ogni cosa riesca a toccare. “La gelosia è un mostro dagli occhi verdi che si alimenta di se stessa.” L’ossessione per il controllo e il tarlo della gelosia rende man mano Otello sempre più simile ad un animale sanguinoso che alla fine ucciderà anche se stesso. Sala praticamente quasi piena per un ottimo avvio per la stagione teatrale con questa messa in scena realizzata in collaborazione col Consorzio Teatro Pubblico Pugliese e la compagnia Bottega degli Apocrifi.