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Pescara, arrestato albanese presunto capo di clan dedito a spaccio di droga nel foggiano

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
10 Novembre 2009
Cronaca //

droga-sequestroFoggia – ARRESTATO un presunto esponente di spicco di un’organizzazione foggiana dedita allo spaccio di sostanze stupefacenti.  Si tratta del 32enne  Leonard Tresa, latitante dal dicembre 2007, ed arrestato a Montesilvano (Pe) dagli agenti della  squadra mobile di Pescara nelle prime ore della mattinata. Tresa risultava infatti destinatario di un’ordinanza che ne disponeva la custodia cautelare in carcere richiesta dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Bari. Nell’ambito dell’operazione antidroga denominata Domino (fonte: Agi.it), eseguita lo scorso 17 dicembre 2007, Tresa era sfuggito alla cattura degli agenti, differentemente da altre 28 persone, arrestate con l’accusa di reati di associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.

La sede dell’organizzazione foggiana, di cui Tresa eraa capo, era stata individuata dagli stessi criminali a San Severo; l’uomo avrebbe importato ed esportato droga dall’Albania per distribuirla sul territorio della provincia di Foggia, in particolar modo sul Gargano, e in Abruzzo. Difatti, tra le misure cautelari prescritte dalla Dda di Bari ci sarebbero anche degli zingari di città abbruzzesi, come Vasto, Lanciano, Termoli e Pescara.

Tresa sarebbe stato bloccato a bordo della sua auto, durante un’operazione della squadra mobile di Pescara. Al momento del riconoscimento l’uomo avrebbe mostrato agli agenti dei falsi documenti d’identità, dichiarandosi infatti un cittadino greco. Nel corso della perquisizione a Tresa gli agenti avrebbero sequestrato all’uomo una somma pari a 4mila euro, oltre ad un computer portatile.

Continuano ancora le indagini per capire se l’organizzazione coordinata da Tresa sia ancora presente sul territorio, in qualche altra area. Gli inquirenti ipotizzano infatti una “seconda” organizzazione nel territorio abbruzzese, così confermando una possibile relazione nello spaccio di droga, tra la malavita foggiana e quella di Pescara, in primis per la rifornitura del Gargano.

(immagine d’archivio)

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