Il sindacato Nursing Up lancia un monito sul cosiddetto aumento degli stipendi per il personale sanitario previsto dalla Manovra 2026. Secondo il sindacato, le cifre celebrate come “epocali” non rappresentano nuove risorse, ma comprendono anche fondi già stanziati negli anni precedenti.
«Va riconosciuto al Governo il merito di aver mosso le acque, ma i numeri reali parlano chiaro – afferma Antonio De Palma, Presidente del Nursing Up – non possiamo accontentarci di cifre esigue che non sanano la crisi contrattuale ventennale del SSN. Occorrono strategie e pianificazioni strutturali, non interventi last minute».
Secondo il sindacato, la Corte dei Conti ha evidenziato che dei 480 milioni citati, 285 milioni erano già previsti nella Manovra 2024, mentre solo 195 milioni rappresentano effettivamente un incremento aggiuntivo. In pratica, l’aumento di circa 1.600 euro lordi annui è frutto di due leggi consecutive e non di un intervento straordinario della nuova manovra.
De Palma denuncia quella che definisce “retorica gonfiata”: «Si sommano fondi di manovre diverse e si presentano come risorse nuove, creando una percezione distorta della realtà. Gli infermieri non hanno bisogno di slogan, ma di numeri veri».
Il sindacato evidenzia inoltre la disparità tra cifre annunciate e realtà concreta: «Gli infermieri del SSN sono circa 285mila – sottolinea De Palma – e gli aumenti sulla carta sembrano grandi, ma nella vita reale pesano molto meno nelle buste paga».
Il Nursing Up chiede trasparenza e verità oggettiva: gli infermieri meritano riconoscimenti strutturali e concreti, non promesse illusorie. Come ribadisce De Palma: «La Manovra 2026 non prevede 480 milioni di nuove risorse, ma solo 195 milioni aggiuntivi rispetto a stanziamenti già dovuti. Il resto sono belle parole destinate a svanire».
Le dichiarazioni arrivano a pochi giorni dalla presentazione ufficiale della manovra, confermando la volontà del sindacato di vigilare affinché gli operatori sanitari ricevano informazioni chiare e trasparenti.



