Editoriali

Luce sull’Asp “SMAR”: storia, caratteristiche, prospettive (II)


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Ipab Anna Rizzi di Manfredonia (image by Stato)

Ipab Anna Rizzi di Manfredonia (image by Stato)

Manfredonia – DALLA precedente analisi emergono pertanto le seguenti riflessioni: 1) innanzitutto il consiglio comunale di Manfredonia, in quanto tale, non si è espresso ne’ c’è stato un qualche dibattito e confronto pubblico su tale operazione di trasformazione delle due Ipab in Asp “SMAR” e sullo statuto. Il tutto è stato trattato in maniera strettamente burocratica-amministrativa nel chiuso delle solite segrete stanze. Ebbene: non è già questo un controsenso ? Un’operazione che ha un grande valore politico-sociale e che influenzerà fortemente l’operare del sistema di Welfare State (stato assistenziale), ed il nostro vivere quotidiano presente e futuro, è stata trattata in modo chiuso e ristretto. Per comprendere anche solo intuitivamente il limite di tale modo di operare basti pensare che tutta la vita di Manfredonia, dalla fine degli anni ’60, è stata fortemente influenzata da una scelta precisa fatta a suo tempo dal C.d.A. ed in particolare dal presidente del consiglio di amministrazione dell’Ipab Opere Pie ‘Stella Maris”: concedere i terreni su cui si è insediata l’Enichem , donati dalla stessa Ipab e, quindi, di sua proprietà. Erano informati di questo i lettori ? 2)l’Asp “SMAR” ha formalmente un patrimonio immobliare di 8.544.037,80 euro e mobiliare di 93.058,93 euro. In realtà, il valore di mercato di tale patrimonio è sicuramente più alto, dato che le perizie sono state affidate in modo discrezionale ai tecnici privati, che comunque utilizzano criteri di valutazione con aspetti di soggettività, e non da uffici pubblici competenti. Questo anche perchè si sa che il valore dell’immobile ha di per sè una sua variabilità sulla base di una pluralità di condizioni, favorevoli o sfavorevoli. Resta comunque il dato che il patrimonio dell’Asp “SMAR” è piuttosto rilevante, ma immobilizzato. Ovvero non immediatamente fungibile ed utilizzabile, se non in parte, per le attività sociali. Si pone, quindi, il problema di come valorizzare tale patrimonio senza svenderlo, come è successo nel passato, sia pure in modo legittimo e per necessità inderogabili, visto la strutturale ed attuale situazione deficitaria dell’ex Ipab. 3) connesso al precedente, è la grande, fondamentale, questione dei fondi necessari alla Asp “SMAR” per la gestione dei servizi residenziali per anziani e minori. La Regione Puglia non ha previsto fondi propri per sostenere l’Asp “Smar” ma prevede ed obbliga al pareggio di bilancio. Che fare allora ? Aumentare le rette degli utenti in modo spropositato ? Utilizzare fondi del piano sociale di Zona ? Continuare a dare contributi pubblici comunali, in modo più o meno mascherato ? Vendere o svendere gli immobili ? Tali interrogativi irrisolti e la storia strutturale situazione deficitaria nella gestione dell’Ipab e, di consueguenza, dell’Asp “SMAR” fanno correre il fondato rischio di snaturare il fine originario ed il tipo di utenza, i “poveri e gli indigenti”, ed il senso stesso dei servizi offerti che non si rivolgerebbero più sostanzialmente ai soggetti più deboli. 4) il nuovo statuto dell’Asp “SMAR” prevede un consiglio di amministrazione che duri in carica 5 anni (e non più 4 come prima), composto da 4 componenti, designati dal consiglio comunale di Manfredonia, di cui 1 espressione delle minoranze, a cui si aggiunge 1 presidente, nominato direttamente dalla Giunta Regionale. Sono “spariti” nel nuovo statuto i due rappresentanti, rispettivamente delle famiglie fondatrici e donatrici e delle suore e Chiesa locale. Sono previsti inoltre tre revisori dei conti, di cui il presidente nominato direttamente dalla Giunta regionale, e due consiglieri designati dal consiglio comunale, oltre al direttore generale. Tutte queste persone (5 componenti C.d.A., 3 revisori dei conti, 1 direttore generale), percepiranno indennità economiche a carico del bilancio dell’Asp “SMAR”. A me pare (e pareva) chiaro che tale nuovo quadro tecnico-amministrativo snaturi totalmente la storia, lo spirito, la lettera e la pratica del precedente statuto che per oltre cent’anni ha indirizzato e guidato l’azione dell’Ipab Anna Rizzi (e Stella Maris) rappresentandone piuttosto una rottura con il suo spirito originario di solidarietà sociale. Perciò, pur consapevole che tale statuto è essenzialmente dovuto a scelte e leggi regionali, nell’aprile 2008, da consigliere in minoranza all’Anna Rizzi, avevo proposto le seguenti modifiche, non accettate: specificare che l’ambito territoriale di operatività dell’Asp “SMAR” sia quello del Piano Sociale di Zona; gli atti di trasferimento a terzi di diritti reali sugli immobili sono da prendere con maggioranze qualificate (e non con maggioranze semplici del CdA) e, comunque, sono da effettuarsi solo per il raggiungimento più funzionale delle finalità dell’Asp, garantendone il valore patrimoniale di mercato.

Luce sull’Asp “SMAR”: storia, caratteristiche, prospettive (II) ultima modifica: 2009-12-10T09:22:49+00:00 da Silvio Cavicchia



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