Manfredonia

Crisi artigianato, Pecorella: riportare in città le botteghe


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Convegno Artigianato Manfredonia (image by Comune Mf)

Convegno Artigianato Manfredonia (image by Comune Mf)Manfredonia – IN occasione del tradizionale appuntamento con la Befana per i figli degli artigiani, il candidato sindaco del centrodestra, per le amministrative di Manfredonia, Stefano Pecorella, intervenendo al workshop sulle tematiche della formazione e innovazione organizzato dall’Associazione Maria SS. Di Siponto a palazzo dei Celestini, ha evidenziato le numerose problematiche della categoria, i punti di ombra e le grandi potenzialità dello stesso settore stessa. “Le istituzioni e la società tutta sono chiamate a uno sforzo supplementare per difendere ciò che rappresenta un nostro patrimonio e soprattutto una nostra tradizione”, ha detto Pecorella durante l’incontro. Gli artigiani – ricorda l’ass. Pecorella – erano quelle figure che si recavano nelle botteghe al mattino presto, quando il sole non era ancora sorto e tornavano a casa dopo il tramonto, quando ormai era già buio, ed erano sempre accompagnati da una figura ormai scomparsa, l’apprendista o “ragazzo”, che seguiva il maestro nel lavoro per acquisire quel know how necessario a continuarne in futuro l’attività. Oggi purtroppo tutto questo non esiste più – ha detto Pecorella – non ci sono più le botteghe, delocalizzate nelle periferie, non ci sono più giovani interessati ad apprendere questi nobili mestieri, e quindi si assiste a uno scollamento del comparto produttivo dal tessuto cittadino e, più in generale, ad un invecchiamento della categoria, destinata, di questo passo, all’estinzione. La città era arricchita e riempita dalla presenza di questi “artisti”, era frequente ascoltare il tempo scandito dal battere del martello del fabbro sull’incudine, il classico “suono” delle pialle dei falegnami o del mastro carraio, inoltre diventa quasi nostalgico ripensare alla calda immagine che si aveva guardando sul lungomare i maestri d’ascia intenti a modellare i fasci di legname, o a quel “disordine-ordinato” dei tavoli dei decoratori di ceramiche con le loro tempere, o delle officine di riparazione delle auto, allo scintillio che arrivava dalla bottega dello “stagnaro”, senza dimenticare la presenza e la maestria degli elettricisti, imbianchini, idraulici a noi noti come “tubisti”, dei maestri cartapestai e di tutte quelle persone che letteralmente con le loro mani, da un prodotto che veniva dalla terra, creavano quella che è senza dubbio un’opera d’arte”. Senza contravvenire a quelli che sono i vincoli ambientali, si potrebbero riportare in città le botteghe, ha detto Pecorella, intese come “rappresentanze dell’azienda, in modo da favorire l’interazione e la vicinanza con il resto della popolazione”. Per quanto riguarda la mancanza di ricambio generazionale nel settore, per Pecorella è stata dovuta “anche al distacco creatosi tra scuola e lavoro, alla mancanza di corsi di formazione professionale seri, troppo spesso istituiti più per clientelismo che per reale necessità imprenditoriale”. Affinchè le associazioni di categoria assumano “un ruolo centrale nelle contrattazioni con gli enti”, in modo tale da non disperdere i fondi *erogati, ma indirizzarli secondo le reali esigenze del territorio e degli artigiani, “la provincia – dichiara l’avv. Pecorella – ha bandito negli ultimi sei mesi tre corsi di formazione professionale, e se altro non è stato possibile fare, le motivazioni sono da cercare nei ritardi da parte della Regione del completo trasferimento dei poteri in favore delle province, per questo chiedo una maggiore sinergia istituzionale, perché amministrare vuol dire interessarsi del bene di tutti, e non di difendere un campanile e una bandiera politica”. Per la stretta creditizia: “non si può accettare che le banche, giustamente e sottolineo giustamente, salvate dalla grande crisi con i soldi della collettività, chiudano il credito agli artigiani e alle piccole e medie imprese in genere, di fatto condannandole al fallimento”. Una piaga consolidata è costituita dal “lavoro nero”, che va combattuto, per Pecorella, “mettendo in condizione l’imprenditore di emergere dal sommerso, magari rivedendo la fiscalità della comparto ad iniziare dalla revisione dagli studi di settore e dalla modifica dell’IVA, e inculcando nelle menti delle nuove generazioni un sentimento diverso di cultura, con maggiore senso di responsabilità, personale e collettiva, che apra uno spiraglio a prospettive nuove per una città e una categoria che non vogliono più restare al palo, ma vogliono crescere e guidare la rinascita economica di Manfredonia”.

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GLI ALTRI INTERVENTI NEL CORSO DEL WORKSHOP: “L’artigianato ha in sé i contenuti di flessibilità che gli permettono con nuove forme giuridico-imprenditoriali di sostenere la sfida della precarietà del lavoro”. E’ uno dei passaggi significativi dell’analisi sulla condizione in cui versa il settore dell’artigianato, tratteggiata da Antonio Falcone, presidente dell’Associazione artigiani di Manfredonia aprendo i lavori del Workshop organizzato e focalizzato su “Formazione e innovazione per lo sviluppo locale” svoltosi all’Auditorium comunale dei Celestini alla presenza di numeroso pubblico e con l’intervento di personalità della politica, delle istituzioni e dell’Università. Un consulto moderato da Paolo Balzamo che ha evidenziato penalizzazioni e attese di una categoria trasversalmente fondamentale nello sviluppo armonico dell’economia territoriale ma che “subisce – ha rilevato Ugo Galli, direttore della Comunità montana del Gargano – le conseguenze negative dei vincoli inauditi e dei dissennati tagli indiscriminati di risorse delle ultime finanziarie”. Tra le problematiche evidenziate quelle del lavoro nero e dell’accesso al credito (come detto evidenziate dall’assessore provinciale Stefano Pecorella), della formazione (assessore Enrico Barbone). Più che diagnosi il presidente Falcone ha invocato soluzioni. “Il settore – ha insistito – va supportato con interventi legislativi che favoriscano la crescita del settore e con politiche istituzionali di investimenti che diano slancio al complesso mondo dell’artigianato”. Un sostanziale imput su questo fronte è venuto dalla Regione Puglia – ha ricordato il consigliere regionale Franco Ognissanti – che ha, tra le altre iniziative, messo a disposizione 15 milioni di euro a favore delle micro e piccole aziende artigiane incrementate dal 20 al 23 per cento. Per assicurare la necessaria svolta culturale in grado di dare sviluppo al settore è necessario – ha affermato durante il workshop Angela Mogelli, sociologa dell’Università di Bari – una più larga e qualificata inclusione sociale delle donne e dei giovani. Citando la Ferrari di Maranello che investe annualmente forti somme nella formazione, ha indicato nell’innovazione e dunque nella qualità dell’offerta la via per proporsi non solo sui mercati nazionali ma anche di quelli esteri. In questa prospettiva si inserisce Stildauniamoda, l’iniziativa degli artigiani – ha spiegato il direttore Fernando Balestra – volta a valorizzare la composita filiera legata alla moda. Annotazioni operative sono venute dal consigliere regionale Angelo Riccardi che ha proposto soluzioni locali come ad esempio, per combattere il lavoro nero e incrementare l’attività lavorativa locale, la costituzione di un tavolo tra artigiani e imprenditori per creare sinergie valide e produttive; o per quanto riguarda la formazione, che sia il Comune a organizzare e finanziare corsi mirati per legare formazione e lavoro. “Le risorse – ha affermato – ci sono, ma vanno scovate e utilizzate. Non è ammissibile – ha rilevato – che la provincia di Foggia sia stata capace di utilizzare solo il 7 per cento delle ingenti risorse dei POR 2003-6. Un errore che non bisogna fare con i Fondi strutturali”. Ha annunciato la creazione di un distretto per la produzione di energia alternativa in grado di autoprodurre i sei megawatt che consuma la città. Nuova tecnologia si, ma – ha avvertito Giandiego Gatta, presidente del Parco del Gargano – che sia sostenibile e che tenga conto delle straordinarie vocazioni culturali del territorio.

Crisi artigianato, Pecorella: riportare in città le botteghe ultima modifica: 2010-01-11T15:07:48+00:00 da Redazione



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