Cronaca

File pedo-pornografici: 6 arresti, 4 domiciliari


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classic-internet-porn-2_bBari – NELL’AMBITO del contrasto ai reati attinenti la pornografia minorile, commessi mediante sistemi informatici o mezzi di comunicazione telematica cui è preposta la Specialità Polizia Postale e delle Comunicazioni, il Compartimento Puglia – Bari ha eseguito, nella mattinata odierna, con la collaborazione dei Compartimenti della Lombardia, del Piemonte, Liguria, Toscana, Marche e Campania, coordinati, a livello centrale dal Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni, 10 ordinanze di custodia cautelare, di cui 6 in carcere e 4 agli arresti domiciliari. E’ stato inoltre notificato un provvedimento di interdizione all’uso di strumenti informatici a carico di un altro indagato. Le suddette ordinanze sono state emesse dal Gip presso la Procura della Repubblica del Tribunale di Bari, Jolanda Carrieri, su richiesta del Sostituto Procuratore della Repubblica, Rossi, che ha diretto una complessa attività di indagine, avviata agli inizi del 2005 dal Settore operativo del Compartimento Polizia Postale di Bari. Alla base dell’indagineuna segnalazione giunta all’ufficio della polizia postale di Bari, in merito all’esitenza su Internet di un file, camuffato nella sua nomenclatura ed estensione, il cui contenuto corrispondeva a filmati pedo-pornografici; il file era reperibile su canali telematici cd File Sharing (P2P) utilizzati prevalentemente per scambio di informazioni dati ed altro, mediante l’uso di applicativi software come ad esempio ‘eMule’. A seguito dei primi accertamenti, prontamenti avviati dagli investigatori, si procedeva su autorizzazione dell’autorità giudiziaria ad effettuare una attività specifica, mirata alla verifica del’effettivo contenuto del file segnalato. Veniva dunque accertato che il file era stato ‘camuffato’ con estensione .rar (compresso) per depistare la proprietà e lo stesso contenuto. Da una prima analisi è dunque emerso che, contrariamente alla sua nomenclatura e tipologia, in realtà il file faceva riferimento di un file visualizzabile con l’uso di applicativi software impiegati per la gestione e/o riproduzione di filmati in estensione .avi, .mpeg, .mpg, tra i quali Windwos Media Player della Microsoft. La totale riproduzione rivelava una brutale sequenza di filmat, con 4 spezzoni video riproducenti atti sessuali con minori di 14 anni, ma anche di minore età. Da qui l’attività di indagine fino ad estrapolare un elenco degli utenti individuati (tra loro connessi in rete) risultati essere in possesso ed in condivisione del file oggetto d’indagine, nella specifica tipologia di file sharing. In seguito l’attività investigativa per l’accertamento della interconnessione fra gli utenti, con attività conclusa nel gennaio del 2006, con l’esecuzione di 14 decreti di perquisizione personale e domiciliare, con la quale gli inquirenti riuscivano ad accertare una notevole quantità di materiale pedopornografico oggetto di scambio. In seguito, grazie ad una attività di intercettazione, venivano eseguiti nel 2007, su tutto il territorio nazionale, 45 decreti di perquisizione. Nel corso di queste perquisizioni veniva dunque sequestrato ingente materiale informatico sottoposto al vaglio degli investigatori per ulteriori sviluppi investigativi ed una scrupolosa attività di analisi, al termine della quale il Pm Rossi ha fatto richiesta delle 10 ordinanze custolare eseguite stamane in diverse regioni italiane (compresa la Puglia).

File pedo-pornografici: 6 arresti, 4 domiciliari ultima modifica: 2010-01-11T16:00:56+00:00 da Girolamo Romussi



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