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FIRMA Puglia. Accusato di truffa militare pluriaggravata, assolto sottufficiale della marina militare

"La firma del militare era in perfetta corrispondenza con gli riportati sul registro"

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
11 Gennaio 2024
Brindisi // Cronaca //

Assolto perché il fatto non sussiste” sottufficiale della marina militare in servizio, all’epoca dei fatti, in servizio presso il 1′ Reggimento M.M. San Marco, in Brindisi.

Il Tribunale militare di Napoli, competente per tutti i reati militari commessi nel sud Italia, ha assolto il militare, difeso dall’avv Antonio La Scala, dall’accusa di truffa militare pluriaggravata perché lo stesso induceva in errore l’amministrazione militare sulle ore di lavoro effettivamente prestate, mediante l’indicazione sugli statini personali, di orari non collimanti con i registri di rilevazione delle presenze giornaliere. All’epoca dei fatti oggetto di causa il sistema rilevamento presenze era cartaceo non essendo previsto l’utilizzo del badge elettronico.

Il militare quando iniziava il servizio era costretto a comunicare la propria presenza telefonicamente in quanto il suo servizio si articolava presso due sedi diverse distanti circa 10 km l’una dall’altra( caserma Carlotto e il Castello di Brindisi). Evidentemente ciò ha dato luogo, come ha rilevato il Tribunale militare, alla mancata annotazione sull’apposito registro per negligenza dei colleghi cui egli si rivolgeva.

Le discrasie emerse dall’ analisi della documentazione contabile ed amministrativa prodotta in giudizio, appaiono spiegabili, come ha evidenziato il difensore dell’imputato avv. La Scala, alla luce del servizio svolto presso altra sede dall’imputato e alla luce del fatto che questi non avrebbe potuto firmare il registro giornaliero laddove il servizio è stato intrapreso direttamente presso la sede diversa ( atteso che il registro era presente solo in una delle 2 sedi).

La consultazione dello statino giornaliero e dell’estratto delle variazioni in altri casi contestati al militare hanno dimostrato che la firma del militare era in perfetta corrispondenza con gli riportati sul registro.

Pertanto, conclude il Giudice penale militare, la contestazione di non aver svolto il servizio è del tutto errata o comunque se la stessa deve intendersi quale mancata prestazione dello specifico servizio di guardia si sarebbe dovuta contestare un eventuale discrasia nel calcolo delle indennità spettanti per quello specifico servizio e quindi non una generica contestazione di mancata prestazione lavorativa.

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