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Nucleare in Molise e Albania. E al centro la Puglia


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Nucleare (robertovallasciani.files.wordpress.com)

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Manfredonia – FIRMATO lo scorso 9 aprile un accordo Italia-Francia, un accordo che il Presidente francese Sarkozy ha definito “storico”, un accordo che sancisce, di fatto, il ritorno del nucleare in Italia. “Rendo omaggio alla decisione storica del Governo italiano- ha aggiunto il premier francese- e del presidente Berlusconi di fare la scelta del nucleare una decisione che avvicina Francia e Italia”. I due Paesi “hanno firmato 11 accordi per il rientro dell’Italia nel nucleare, per l’industria, la formazione e la sicurezza”, ha sottolineato il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola. A Parigi sono stati sottoscritti gli accordi di partnership tra le multinazionali Areva ed Ansaldo ed Enel, Edf ed Ansaldo. «Da oggi – ha detto Scajola – parte il sistema nucleare italo-francese non solo per la costruzione di centrali in Italia con l’obiettivo del 25% di produzione elettrica dal nucleare nel 2030 ma anche per lavorare insieme sul nucleare in paesi terzi». Il ministro ha inoltre aggiunto che l’Italia è impegnata con i francesi di Edf non solo sull’impianto di Flamanville e anche sulla prossima centrale in progetto nel paese francese.

DETTAGLI DELL’INTESA – L’accordo prevede, tra le altre cose- la costruzione di 4 nuove centrali nucleari in Italia la cui localizzazione non è stata ancora specificata. Più di 30 aziende italiane sono già impegnate in questa operazione ed hanno firmato accordi vincolanti tra Italia e Francia. Inoltre, secondo quanto riportato dal quotidiano britannico Times, le scorie nucleari di diversi paesi europei, fra cui l’Italia, potrebbero essere seppellite in un deposito “collettivo” in un paese ancora da individuare nell’est europeo.

ALBANIA NUCLEARE Il 24 marzo di quest’anno, giunto a Bari per sostenere il candidato del Pdl alla presidenza della Puglia, Silvio Berlusconi spiegò che “la Puglia non ha bisogno di una centrale nucleare perché’ e’ già’ energeticamente autosufficiente’. In effetti l’eolico con 1.312 nuovi mega watt installati nel 2009 è passato da 3.538 a 4.850 MW di potenza totale, il 37% in più rispetto all’anno scorso. Foggia è la provincia con più alto numero di impianti. Ma il premier ha anche lasciato intendere di essere interessato a costruire una centrale nucleare in Albania perché costerebbe meno che se venisse costruita in Italia, più precisamente nelle Puglie. In una recente intervista al Corriere della Sera il presidente albanese Berisha affermava: «Il nostro Paese è aperto all’energia atomica. Aperto a chiunque. Non ne ho ancora parlato col governo italiano, perché quello precedente era antinucleare. Con Berlusconi invece cambia tutto. C’è un gruppo italiano che è venuto a discutere la possibilità d’una centrale in Albania. Ma non abbiamo ancora deciso il sito. Sappiamo solo che ci sarà. Se ci sarà un accordo fra i nostri governi, cinque anni è un termine possibile per la costruzione”

TERMOLI NUCLEARE – Termoli è uno dei siti possibili per l’imminente rientro dell’Italia nelle politiche energetiche nucleari. Questa notizia è stato riportata ieri da diversi testate nazionali. Ne parla Repubblica, che ripropone la mappa dei siti evidenziane cinque: Trino Vercellese (Vercelli), Rovigo, Caorso (Piacenza), Montalto di Castro (Viterbo) e Termoli. Ne parla Libero, giornale vicino e amico del premier, quando dice, prendendo in esame le regioni nel mirino per l’ipotesi di centrali, che «Sul fronte del no senza se e senza ma si sono espressi i Governatori del centrosinistra di Puglia, Emilia, Toscana e Basilicata. Ma dal centrodestra, anche anche Cappellacci in Sardegna, Iorio in Molise, Lombardo in Sicilia, Tondo in Friuli Venezia Giulia non hanno mai mostrato grandi apertura». Ne parla il Corriere della Sera e il Messaggero, quando scrive che «Tra il ’60 e l’80, quando l’Italia entrò nel nucleare, a Trino Vercellese fu realizzato uno dei 4 impianti italiani con quelli di Caorso (Piacenza), di Garigliano (tra Latina e Caserta) e di Latina, poi smantellati. Ora circolano molti nomi: da Termoli a Porto Tolle, da Scanzano Jonico a Montalto di Castro, oltre alla stessa Trino e, ancora, a Caorso».

E IL REFERENDUM? L’ 8-9 novembre 1987 si votò in Italia per cinque quesiti referendari: due sulla giustizia e tre sul nucleare. Consideriamo gli ultimi tre. Al primo ( referendum per l’abolizione della procedura per la localizzazione delle centrali elettronucleari) vinse il si con l’80,6 % delle preferenze, idem per il secondo e il terzo, rispettivamente, per l’ abolizione dei contributi a regioni e comuni sedi di impianti elettronucleari e per l’ abolizione della partecipazione dell’ Enel alla realizzazione di impianti elettronucleari all’estero, con il 79,7 e il 71,9 % delle schede votate. Dunque con il referendum abrogativo del 1987 del ricorso al nucleare come forma di approvvigionamento energetico è stato, di fatto, “dimenticato” dall’attuale governo.

CONCLUSIONI La famosa “Carta dei siti” redatta negli anni settanta dal C.N.E.N (Comitato nazionale per l’ Energia Nucleare) in cui si andavano ad individuare le aree suscettibili di insediamento di impianti nucleari comprendeva anche la zona costiera tra Molise e Capitanata. Il comitato lavorò sulla base di una griglia di parametri che definiva i requisiti e criteri di scelta dei siti suscettibili di insediamento di centrali e impianti nucleari e che indicava anche le variabili da prendere in considerazione nella ricognizione sistematica del territorio (demografia, geologia, sismica, agibilità tecnica, eventi limite, ecologia). Di fatto i recenti e drammatici eventi sismici che hanno coinvolto la zona avrebbero dovuto far cambiare le postazioni dei siti stessi. Ma così non è stato.

PER APPROFONDIMENTI VEDI ANCHE Approvazione definitiva per il ritorno al nucleare

Nucleare Puglia, in attesa della Consulta tutti contro Fitto

Ritorno al nucleare: mappa dei sito entro aprile – Golfo Manfredonia

Nucleare in Molise e Albania. E al centro la Puglia ultima modifica: 2010-04-11T16:27:44+00:00 da Agostino del Vecchio



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Commenti


  • sartorius

    Mah…stiamo freschi!una centrale nucleare a termoli è come l’enichem a M.S.Angelo!!!Una bella fregatura!


  • mahboh

    Molisani incoscienti e stupidamente avidi, tuttavia il mare non è del molise e l’inquinamento radioattivo comprende anche la Puglia

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