Manfredonia

Gambizzazione via Galileo, probabile chiusura delle indagini


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Manfredonia, via Beccarini (Luigi Rignanese)

Manfredonia, via Beccarini (Luigi Rignanese)

Manfredonia – FORSE una questione di ore, ma sarebbe in ogni modo prossimo alla conclusione il caso relativo all’ignota aggressione che, lo scorso sabato 8 maggio, ha causato il ferimento di Giuseppe Trimigno, il 43enne di Manfredonia, classe 1967, colpito da due-tre colpi di arma da fuoco, probabilmente una pistola calibro 7.65, nel corso di un agguato avvenuto in viale Beccarini, una traversa a nord di via Gargano, precisamente in via Galilei, vicino ad una bancarella di ortofrutta. Dopo una serie di meticolose ed approfondite indagini, i militari del Comando Compagnia di Manfredonia, sotto il coordinamento del Tenente A.Stanizzi, avrebbero individuato infatti l’uomo resosi autore del ferimento del 43enne pregiudicato di Manfredonia.

I FATTI – Lo scorso 8 maggio, Giuseppe Trimigno è in una traversa ad est di viale Beccarini, via Galilei, a fare delle compere in una bancarella di ortofrutta. La zona è situata in pieno rione Monticchio, dove il mercoledì si svolge abitualmente il mercato settimanale. La vittima è sola, improvvisamente un uomo affianco Trimigno e, da una distanza relativamente ravvicinata, spara 2-3 colpi di pistola, probabilmente calibro 7.65, colpendo l’uomo ad entrambi gli arti inferiori. Un colpo di pistola è entrato con sicurezza nella gamba destra di Trimigno, colpendo il quadricipe femorale dell’uomo. Lo stesso colpo, ma l’ipotesi è ancora al vaglio degli inquirenti, Nucleo operativo e radio Mobile dei carabinieri di Manfredonia, sarebbe fuoriuscito dalla gamba destra della vittima per entrare in quella sinistra, così colpendo la parte periferica (dunque in relazione al femorale) delll’arteria poplitea (parte finale dell’arteria femorale che si sdoppia in arteria tibiale anteriore e tibioperoniera. Si occupa dell’irrorazione del ginocchio e dei muscoli a esso legati) della stessa vittima. Ma non è escluso che sia stato il secondo o terzo colpo, sparato dall’ignoto aggressore, a colpire l’arteria suddetta. Dei 2-3 colpi uno avrebbe colpito la carrozzeria di una macchina sita nelle vicinanze. Da qui la perdita copiosa di sangue di Trimigno, con l’alto rischio per l’uomo di morire dissanguato. Un passante, forse amico di Trimigno, avrebbe aiutato lo stesso accompagnandolo in macchina al locale pronto soccorso dell’ospedale San Camillo di Manfredonia. L’ignoto aggressore sarebbe invece fuggito a piedi, per poi salire a bordo di un auto che attendeva lo stesso, chiaro sintomo naturalmente della precedente premeditazione ed organizzazione dell’azione delittuosa, non preceduta nella stessa mattinata da alcuna azione di violenza.

Subito Trimigno, di professione pescatore presso terzi, con gestione indiretta di un bar-caffè locale, gestito in famiglia, viene trasportato d’urgenza nel reparto di chirurgia cardio-vascolare dell’ospedale Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo. Qui i medici riescono a tamponare la situazione di emergenza, scongiurando quindi il pericolo di morte per l’uomo. Per Trimigno la prognosi attuale parla di ancora 30 giorni di cure nel plesso ospedaliero di San Giovanni. Non riscontrate sull’uomo lesioni o fratture in altre parti del corpo o negli stessi arti inferiori. L’aggressore avrebbe utilizzato una pistola calibro 7.65, ma non c’è ancora certezza, a causa del mancato rinvenimento dei bossoli relativi.

LE INDAGINI – Dopo una serie di indagini, i carabinieri di Manfredonia hanno ascoltato quasi una ventina di persone, escludendo qualsiasi correlazione fra l’aggressione ed un legame con gli interessi delle famiglie della Faida del Gargano. Ancora dunque indefinita un’ipotesi reale alla base dell’agguato avvenuto sabato a Manfredonia. Probabile dunque un’aggressione ai danni di Trimigno a scopo di intimidazione, per “malintesi” tra la stessa vittima nei confronti di ignoti. A livello giudiziario, Trimigno avrebbe avuto in passato dei “piccoli” precedenti penali, legati a spaccio di droga, truffa ed estorsioni. Dunque, un soggetto di “non particolare spessore criminale”. Non eseguiti esami stub, non estese le ricerche nell’area a sud di Monte Sant’Angelo. Il reo potrebbe anche costituirsi nelle prossime ore, in base agli elementi di prova del reato in possesso degli organi inquirenti. Si attendono novità imminenti.

OMERTA’ E SILENZIO OSTACOLANO LE INDAGINI – Come spesso avvenuto in passato, il silenzio e l’assoluto riserbo della comunità locale, nonostante le ore 8 e 30 di sabato mattina, non hanno e non stanno di certo agevolando le indagini degli organi inquirenti. Resta dunque un’aggressione materializzatasi, nei fatti, nel completo silenzio della città di Manfredonia e nella più totale indifferenza della gente del luogo.

Gambizzazione via Galileo, probabile chiusura delle indagini ultima modifica: 2010-05-11T18:00:28+00:00 da Redazione



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