Manfredonia

Ospedale, Castrignano: stop polemiche, priorità efficienza struttura


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Un momento dell'incontro di sabato 8 giugno 2013 nel nuovo consultorio del PO San Camillo (statoquotidiano)

OGGI il Governo centrale sta erroneamente procedendo ad ulteriori tagli alla spesa sanitaria pubblica, facendo pesare sempre più sulle condizioni dei cittadini meno abbienti il costo della crisi generale. Ciò in Puglia si aggiunge ai tagli già operati dalla Regione nel corso degli ultimi anni, con il Piano di Rientro.

La situazione della sanità e della struttura ospedaliera a Manfredonia è da 2 anni nel vortice di una azione di ridimensionamento della spesa che ha determinato tagli di reparti, diminuzione di organici, rimodulazione e difficoltà nelle prestazioni. È stato indubbiamente importante l’impegno profuso dalle associazioni, dagli operatori e dalle Istituzioni per la lotta contro il declassamento e per la valorizzazione dell’Ospedale, ma la classe politica ed amministrativa locale avrebbe dovuto far seguire alla mobilitazione cittadina di fine anno 2011 una più adeguata e partecipata azione di monitoraggio e di rilancio della struttura e dei servizi prestati. Questo non è avvenuto.

I cittadini oggi chiedono il buon funzionamento dei servizi territoriali a tutela della propria salute. Il cambiamento non fa paura se volto a dare maggiore efficacia e sicurezza alle attività di cura e di prevenzione, anche se ciò richiede la razionalizzazione delle strutture. Nella nostra situazione queste condizioni si verificano se non si pregiudica o svilisce la presenza e il ruolo dell’Ospedale, se gli operatori si impegnano seriamente, con professionalità e mettendosi sempre dalla parte dell’ammalato, se i decisori istituzionali agiscono con programmazioni e scelte basate sul consenso e sulla partecipazione dei cittadini.

Coinvolgere e conoscere per esercitare meglio il diritto alla salute “Lavoro&Welfare” ed altre Associazioni hanno per primi, nell’autunno 2011, lanciato l’allarme, coinvolto i cittadini, sollecitato le Istituzioni a partire dall’Amministrazione comunale di Manfredonia, affinché non si registrassero solo i contraccolpi negativi dovuti ai tagli, ma si avviasse un processo dinamico di iniziative volte a tenere sempre vivi l’attenzione e l’operato di tutti a tutela della continuità e della buona funzionalità dell’Ospedale e dei servizi territoriali.

Ovviamente il compito delle Associazioni è quello di evidenziare i temi che incidono sulle condizioni dei cittadini, indicare proposte e percorsi virtuosi, essere in campo con la propria autonoma iniziativa di sensibilizzazione o affianco alle Istituzioni quando queste le coinvolgono. Ai rappresentanti delle Istituzioni compete invece la responsabilità di agire con coerenza rispetto agli impegni assunti, con il consenso dei cittadini e prima che sia troppo tardi.

Ecco perché abbiamo ritenuto necessario e ribadiamo l’importanza di un monitoraggio sociale stabile e completo sulla funzionalità dei servizi sanitari nel distretto di Manfredonia, come pure nel resto della nostra provincia. Non a caso abbiamo lanciato più volte la proposta -in un primo tempo condivisa dagli amministratori comunali ma mai adempiuta- di una Conferenza territoriale sulla sanità, per responsabilizzare e coinvolgere tutti i principali attori locali interessati rispetto alle esigenze reali e alle risposte da assicurare per tutelare la salute. A questo proposito ribadiamo la necessità che venga attivata al più presto tale Conferenza, come appunto da impegno a suo tempo assunto dal Sindaco Riccardi.

Per una sanità dei cittadini. Il tavolo tecnico proposto dallo stesso Riccardi all’Assessore regionale può essere utile solo se non si limita ad essere un momento di mediazione tra le prerogative degli operatori e i margini a disposizione delle Istituzioni. Nel confronto “tecnico”, l’Istituzione locale e la Regione devono poter valutare anche gli elementi concreti della rendicontazione sociale sulla funzionalità dell’esistente, con i quali prima o poi occorre fare i conti se non vogliamo continuare a parlare di mobilità passiva, di reparti disertati, di baronie e scorribande politiche sulle strutture ospedaliere, di insensate duplicazioni delle spese sanitarie, ecc.

Ci auguriamo che sia davvero arrivato il momento di una svolta nel fronteggiare sul piano territoriale gli aspetti funzionali di questo settore delicatissimo e prioritario per l’intera nostra comunità. Riponiamo nei nostri rappresentanti istituzionali, il Sindaco e l’Assessore Regionale alla Sanità in primis, l’aspettativa e la fiducia che attribuiamo alla loro importante funzione. Essi devono meritarsi con l’azione questa fiducia. Partendo, per cominciare, dal riconoscere ai cittadini e alle loro libere espressioni aggregative, un ruolo veramente attivo nel definire le priorità e verificare i livelli qualitativi delle prestazioni. Occorre dire basta alla sanità fatta su misura degli operatori e della politica.

È necessario che la sanità sia dei cittadini. Pertanto può essere pretestuosa, inefficace e solo appariscente ogni conflittualità che non abbia come fondamento questa consapevolezza.

Equità territoriale e integrazione socio-sanitaria. Sottolineiamo, oggi come due anni fa, l’esigenza di non vedere discriminata la struttura ospedaliera di Manfredonia per opportunismi e convenienze che ledano il diritto di tutelare dignitosamente la salute dei cittadini. Va dunque salvaguardata l’equità territoriale nella destinazione delle risorse finanziarie ed umane.

Ribadiamo infine l’esigenza di una più efficace integrazione nella pianificazione socio-sanitaria regionale e territoriale, percorso avvalorato dall’affidamento delle deleghe delle Politiche Sociali e della Sanità allo stesso Assessore regionale Elena Gentile, la cui determinazione e capacità di governo sono ampiamente riconosciute.

(A cura di Salvatore Castrignano, coordinatore provinciale Lavoro&Welfare)

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Redazione Stato@riproduzioneriservata

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IERI IL PRESIDIO DI SINDACO E GIUNTA IN OSPEDALE

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Disposizioni Piano di rientro e di riqualificazione del Sistema Sanitario Regionale 2010-2012Modifica ed Integrazione al Regolamento Regionale 7 GIUGNO 2012, n. 11, di riordino della rete ospedaliera della Regione Puglia

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Ospedale, Castrignano: stop polemiche, priorità efficienza struttura ultima modifica: 2013-06-11T10:22:45+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Salvo

    Ciaoo a tutti…

    Caro Castrignano, siamo sicuri che quel sindaco ed altri, si battevano per il bene della società comune del paese e non per altri fini?

    Dapprima ero entusiasta del gesto, ma poi sentendo bene la conversazione, civile da un lato, mi sono fatto un’ impressione diversa, come qelli della cricca, che non sono stati invitati, e per rabbia hanno sbottato…

    Comunque il problema di questo ospedale , come tante chiusure, sta a monte, dei tanti debiti accumulati negli anni, con tante (presunte) assunzioni — fatte in passato, soprattutto —– basta vedere i dipendenti alla sbarra, dai due alle tre unità, per non parlare della perdita di introiti per la fuga di malati a San Giovanni Rotondo ed altri ospedali vicini, per l’ incapacità di certi reparti, ecc’…

    Io avrei optato, non di proteggere il posto di due amici dottori, ma di lottare per l’ approvvigionamento di una seconda unità mobile, un’ altra ambulanza del 118, forse di impiegare qui alcuni dottori, fondamentale per la città di Manfredonia, soprattutto d’ estate, e non aspettare che le persone decedute aumentano per la mancanza del mezzo, o che arrivi da Mattinata, che vergognaaa…

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