Cultura

Salam, Islam – Viaggio all’interno della comunità musulmana


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CON oltre un milione e mezzo di fedeli e circa 70 mila cittadini italiani convertiti, la comunità islamica rappresenta un interlocutore essenziale al dialogo sociale, in un’Italia sempre più multietnica, a patto che si prescinda da rappresentazioni della realtà errate quanto fuorvianti.

“Salam, Islam”, il nuovo libro di Pasquale Nuccio Franco, giornalista e scrittore, è,un viaggio all’interno della comunità musulmana,organizzata e non, realizzato attraverso reportage, interviste ed articoli che hanno dato vita ad un lavoro in grado di raccontare gli aspetti religiosi, politici e sociali di una realtà molto spesso vista con diffidenza.

Con questo saggio, l’autore intende illustrare la vera essenza dell’Islam, il suo permeare la vita del fedele in ogni sua rappresentazione ed aprire una finestra su aspetti sconosciuti se non volutamente ignorati, che spesso inducono ad una visione parziale del fenomeno. Infatti, molti sono gli aneddoti, i comportamenti e le storie raccontate nelle pagine del saggio, probabilmente sconosciute ai più.

Oggetto di approfondimento sono quegli argomenti che la politica non ha saputo (o voluto) risolvere; ci riferiamo alla cittadinanza per le seconde generazioni, all’Intesa (auspicata) con lo Stato, alla questione del niqab, alle discriminazioni sul posto di lavoro.

Dal punto di vista sociale, l’autore insiste nel confutare quelli che nell’immaginario collettivo sembrano ormai essere sinonimi, ossia Islam e islamismo radicale; approfondisce la lotta per i diritti civili, la posizione della donna nella società islamica (anch’essa oggetto di una mitologia al limite del grottesco), il cosiddetto femminismo islamico, il fenomeno dell’integrazione e delle conversioni, dei “ritorni” all’Islam.Percorso, questo, ricco di suggestioni, di passaggi intellettuali e storie personali forti, spesso causa di criticità con le famiglie d’origine ed il resto della società.

Non mancano, tuttavia, anche approfondimenti relativi a fette di mercato in grande espansione come la moda, l’alimentazione, le forme di turismo lecite (halal) – i turisti musulmani, infatti, necessitano di servizi ad hoc – i motori di ricerca ed internet nonché la presenza delle donne in rete ed in economia.

Sotto questo aspetto, l’autore approfondisce un argomento che in una situazione come quella attuale, di congiuntura economica negativa, potrebbe rappresentare una risorsa per i mercati internazionali, ossia la Finanza islamica, rispondente ai dettami della Shari’a ed ancora poco conosciuta nel nostro Paese.

Da ultime, alcune considerazioni relative alla cosiddetta “Primavera araba”, al ruolo svolto dai mezzi di comunicazione come cassa di risonanza di tale movimento e alla lotta per una maggiore libertà di informazione che ha avuto quale effetto il proliferare di testate, canali satellitari e la larga diffusione di internet.

Non il solito libro, dunque, ma un lavoro a tutto tondo il cui scopo è quello di raccontare la realtà il più possibile con obiettività e coerenza, in un quadro che pone la comunità islamica, la seconda in Italia, come interlocutore imprescindibile della nostra società.

“Il libro di Pasquale Nuccio Franco contribuisce a far conoscere la realtà dei fatti in modo utile e costruttivo, oltre a denunciare le strumentalizzazioni, le violenze e le falsità. Con queste premesse riesce ad accompagnare il lettore alla scoperta di una dimensione eterogenea e complessa di una nicchia della società contemporanea senza mai cadere nella banalità” .

Dalla Prefazione di Yahya Pallavicini,Vice Presidente e Imam della CO.RE.IS (Comunità Religiosa Islamica) Italiana.

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L’Autore – Pasquale Nuccio Franco, scrittore e giornalista freelance, collabora con testate giornalistiche locali e nazionali, riviste letterarie, organismi di cooperazione e turismo responsabile. Specializzato in Storia e Diritto islamico, da anni si occupa delle problematiche concernenti l’immigrazione, il mondo dell’Islam e dell’area mediorientale. Vincitore, tra gli altri, della sezione narrativa inedita del Premio letterario “Firenze per le culture di Pace 2010” dedicato a Tiziano Terzani, nel 2011 ha pubblicato il suo primo romanzo per GDS “Nevè Shalom – Wahat al Salam”.

Per contattare l’autore per approfondimenti, copie a scopo recensione e presentazioni: nucciofranco@gmail.com

Redazione Stato

Salam, Islam – Viaggio all’interno della comunità musulmana ultima modifica: 2013-06-11T14:03:41+00:00 da Redazione



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Commenti


  • avv. Gegè Gargiulo

    Da: avv. Eugenio Gargiulo (eucariota@tiscali.it)

    Lo straniero “clandestino” non può essere espulso se deve eseguire cure essenziali in Italia!

    Perfino allo straniero/clandestino va garantito il diritto alla salute: pertanto egli non può essere espulso se sta svolgendo, in Italia, cure essenziali con farmaci che non troverebbe nel proprio Paese di origine. È infatti necessario garantire anche ai clandestini la continuità delle terapie urgenti ed essenziali, che assicurino il ciclo terapeutico completo.

    A stabilire l’importante principio ci hanno pensato le Sezioni Unite della Cassazione con una recentissima sentenza con cui hanno accolto il ricorso di un extracomunitario che era stato rimpatriato dal questore nonostante si stesse sottoponendo alle cure contro l’Aids.

    La legge in vigore (art. 35, 3° comma del D.l.vo n. 286/1998) garantisce, ai cittadini stranieri presenti sul territorio nazionale, anche se non sono in regola con le norme relative all’ingresso ed al soggiorno, le cure ambulatoriali ed ospedaliere urgenti o comunque essenziali, anche continuative, per malattia e infortunio. In particolare, sono garantiti la profilassi, la diagnosi, e la cura delle malattie infettive.

    La garanzia del diritto fondamentale alla salute del cittadino straniero, che comunque si trovi nel territorio nazionale, impedisce quindi l’espulsione nei confronti di colui che dall’immediata esecuzione del provvedimento potrebbe subire un irreparabile pregiudizio. Tale garanzia ricomprendere non solo le prestazioni di “pronto soccorso” e di “medicina d’urgenza” ma anche tutte le altre prestazioni essenziali per la vita. ( così Cass. S.U., sent. n. 14500 del 10.06.2013)

    Secondo la Suprema Corte, per “cure essenziali” si devono intendere le prestazioni sanitarie anche se relative a patologie non pericolose nell’immediato e nel breve termine, ma che nel tempo potrebbero determinare maggiore danno alla salute o rischi per la vita (complicanze, cronicizzazioni o aggravamenti). Dunque, il concetto di “urgenza” viene interpretato in senso abbastanza largo!
    Foggia, 11 giugno 2013 Avv. Eugenio Gargiulo


  • avv. Gegè Gargiulo

    …ogni tanto “pubblicatemi” nella sezione “Casi e Sentenze” e non solo come commenti! Un salutone


  • Redazione

    Ok Avvocato, ha ragione e cercheremo di pubblicare i suoi testi nella sezione relativa, la ringraziamo per la pazienza e la professionalità; buona serata; Red.Stato


  • RE MANFREDI

    Cribbio, propongo il premio Re Manfredi a questo dinamico e brillante avvocato che ha la costanza di informarci gratis su tutto!!


  • avv. Gegè Gargiulo

    Ringrazio per la stima , o Re Manfredi, accetto certamente l’ambito riconoscimento. Continui a leggermi

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