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MODENA Va in caserma col cadavere della moglie in auto: “L’ho uccisa”. La donna aveva una cintura al collo

Un femminicidio è avvenuto nella notte fra il 10 e l'11 giugno a Modena

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
11 Giugno 2024
Prima pagina //

Un femminicidio è avvenuto nella notte fra il 10 e l’11 giugno a Modena. Un uomo di 48 anni si è presentato al comando dei carabinieri nella caserma di Via Pico della Mirandola, portando con sé il cadavere della moglie, una donna di 41 anni, nel furgone con cui era arrivato. Si è immediatamente costituito, confessando di essere il responsabile: “L’ho uccisa io”.

Le forze dell’ordine lo hanno trattenuto e sottoposto a interrogatorio. Il corpo della donna, madre di due figli, era rannicchiato all’interno del bagagliaio del veicolo, con il capo coperto da un sacchetto nero di plastica stretto al collo con un filo elettrico plastificato. Una volta rimosso il sacchetto, è stata trovata una cintura stretta attorno al collo.

La procura ha sottolineato che è stato il personale specializzato dell’Arma ad aprire il veicolo, parcheggiato all’esterno della struttura militare, “con modalità idonee a non compromettere le fonti di prova”, facendo così la drammatica scoperta.

L’uomo è stato arrestato sulla base delle prove acquisite e portato in carcere, in attesa dell’udienza di convalida davanti al Gip.

La battaglia legale per l’affidamento dei figli minori
Dalle prime indagini, è emerso che la vittima aveva avviato una procedura legale davanti all’autorità giudiziaria di Innsbruck (in Austria) per la regolamentazione dell’affidamento prevalente dei due figli minori e l’esercizio del diritto di visita. Nel maggio dello scorso anno, il giudice aveva dato ragione alla donna, e i figli erano stati affidati a lei.

Questa decisione non era stata accettata dall’uomo, che aveva presentato ricorso con separazione giudiziale. Tuttavia, le autorità avevano confermato la sentenza del tribunale austriaco. Lo scorso febbraio, la 41enne aveva poi presentato istanza al tribunale di Innsbruck per ottenere l’affidamento esclusivo dei due bambini.

Un altro tragico caso: il femminicidio di Vigonza
Solo poco più di una settimana fa, un altro femminicidio si è consumato a Vigonza, in Veneto, dove Giada Zanola è morta precipitando da un cavalcavia. Sarebbe stato il compagno a farla cadere. L’uomo, un camionista di 39 anni, è attualmente in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato.

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