FOGGIA – Il Tribunale Ordinario di Foggia ha assolto M.D.G. dalle accuse di lesioni personali e minacce aggravate relative a un episodio risalente al marzo 2018 a Manfredonia. La sentenza, pronunciata il 26 febbraio 2026 dal giudice onorario Maria Teresa Tavano, ha stabilito l’assoluzione dell’imputato con la formula piena “perché il fatto non sussiste”.
Secondo l’originaria ricostruzione accusatoria, M.D.G. avrebbe aggredito V.T. nei pressi di un’officina di un fabbro di Manfredonia, provocandogli alcune lesioni e rivolgendogli contestualmente espressioni minacciose. L’episodio aveva dato origine a un procedimento penale nel quale V.T. si era costituito parte civile.
Nel corso del dibattimento il Tribunale ha esaminato le dichiarazioni delle parti, le testimonianze raccolte e la documentazione acquisita agli atti. Dall’istruttoria è emerso un quadro caratterizzato da versioni contrastanti e da elementi ritenuti non sufficienti a sostenere la responsabilità penale dell’imputato oltre ogni ragionevole dubbio.
Nelle motivazioni della sentenza viene evidenziata l’inattendibilità di alcuni aspetti della ricostruzione accusatoria e la mancanza di elementi probatori idonei a confermare la tesi sostenuta dalla parte civile. Il giudice ha pertanto concluso per la totale insussistenza dei fatti contestati a M.D.G., disponendo altresì la condanna della parte civile alla rifusione delle spese processuali sostenute dall’imputato.
A commento della decisione, l’avvocato Ermenegildo Russo, difensore di M.D.G., ha evidenziato come il procedimento si inserisca in un contesto giudiziario più ampio.
«Preme precisare che V.T. è già stato condannato in primo grado per il reato di stalking nei confronti di D.G. e il relativo procedimento si trova attualmente in fase di appello. In quel processo rientrava anche l’episodio oggetto di questo giudizio. Alla luce delle motivazioni della sentenza, che affermano modalità e luoghi differenti rispetto a quanto sostenuto dall’accusa e sanciscono la completa innocenza del mio assistito, abbiamo già avviato ulteriori azioni legali, sia in sede civile sia in sede penale, per il risarcimento dei danni subiti», ha dichiarato il legale.
Nel procedimento conclusosi con l’assoluzione, la parte civile V.T. è stata assistita dall’avvocato Michele Gentile, mentre la difesa dell’imputato M.D.G. è stata affidata all’avvocato Ermenegildo Russo.
La sentenza del Tribunale di Foggia chiude dunque il giudizio di primo grado relativo alle accuse di lesioni e minacce, riconoscendo l’insussistenza dei fatti contestati all’imputato.
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