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CENTRONE ALBERIZIA «Siamo tutte Convoy»: appello per liberazione attivisti trattenuti in Libia. Fratello Dina Alberizia parla a StatoQuotidiano

I due italiani risultano trattenuti insieme ad altri attivisti internazionali dopo il fermo avvenuto in territorio libico

AUTORE:
Michele Solatia
PUBBLICATO IL:
11 Giugno 2026
Cronaca // Foggia //

ROMA/FOGGIA – Un appello corale per la liberazione immediata di Domenico Centrone, di Leonarda “Dina” Alberizia e degli altri attivisti internazionali del Global Sumud Land Convoy trattenuti in Libia. È questo il messaggio lanciato dalla conferenza stampa “Siamo tutte Convoy”, ospitata nella Sala Stampa della Camera dei Deputati a Roma, alla presenza di parlamentari, rappresentanti della società civile, attivisti e familiari dei volontari coinvolti.

L’iniziativa, moderata dal giornalista Giulio Cavalli, ha visto la partecipazione di esponenti del Global Sumud Flotilla, parlamentari di diverse forze politiche e rappresentanti di organizzazioni impegnate nella tutela dei diritti umani. Al centro dell’incontro la richiesta di un intervento diplomatico più incisivo per ottenere il rilascio dei dieci attivisti fermati in Libia mentre partecipavano a una missione umanitaria diretta verso Gaza.

Secondo quanto ricostruito dagli organizzatori, Domenico Centrone, docente universitario originario di Molfetta, e Dina Alberizia, originaria di Foggia, fanno parte del convoglio internazionale che tentava di raggiungere la Striscia di Gaza per portare aiuti umanitari. I due italiani risultano trattenuti insieme ad altri attivisti internazionali dopo il fermo avvenuto in territorio libico. Le autorità libiche hanno prorogato la custodia cautelare in attesa di ulteriori decisioni giudiziarie, mentre la Farnesina segue la vicenda attraverso i canali diplomatici.

FOTO VIDEO MAIZZI

La mobilitazione arriva anche a Foggia

Contestualmente all’iniziativa romana, anche Foggia si è mobilitata con un sit-in pacifico nei pressi della Prefettura, promosso da associazioni, attivisti e cittadini solidali con la causa palestinese e con gli operatori umanitari trattenuti in Libia. Il presidio ha rappresentato un momento di sensibilizzazione pubblica e di richiesta di attenzione istituzionale sulla sorte degli attivisti, con particolare riferimento a Dina Alberizia, foggiana d’origine.

I manifestanti hanno ribadito la necessità di garantire il rispetto dei diritti fondamentali dei volontari coinvolti e di favorire una rapida soluzione diplomatica della vicenda. Tra le richieste avanzate, quella di un maggiore impegno delle istituzioni italiane ed europee per ottenere il ritorno in sicurezza degli attivisti e assicurare assistenza legale e consolare adeguata.

Negli ultimi giorni la vicenda ha suscitato una crescente mobilitazione in diverse città italiane. Associazioni, movimenti per la pace e organizzazioni per i diritti umani hanno promosso appelli e manifestazioni chiedendo il rilascio immediato dei volontari. Anche il Consiglio regionale della Puglia ha espresso preoccupazione per la situazione dei due attivisti pugliesi e ha sollecitato iniziative presso il Governo nazionale.

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