Foggia
Il “buongiorno” lo si ha sin dalla prima rotonda

“La maledizione degli asfalti colpisce ancora”

I problemi non finiscono qua perché chi volesse raggiungere la stazione di “Foggia Incoronata” deve prestare attenzione salendo sul ponticello che trova sulla strada


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Foggia, 11 luglio 2018. Quando si parla di asfalti sembra che una maledizione abbia colpito la nostra città perché, che siano stati rifatti e che siano nuovi, la durata nel tempo lascia a desiderare.

Così è stato per gli asfalti rifatti a inizio consigliatura Landella, viale Fortore, corso Garibaldi e altre strade, così è per l’asfalto della strada che porta al casello autostradale “Foggia zona industriale”.

Il “buongiorno” lo si ha sin dalla prima rotonda che, alla fine della complanare della SS16, mostra i primo segni di un degrado anticipato con piccole buche causate dallo sgretolamento del “tappetino d’usura”.

Che poi qualcosa non funzioni si evince dal cartello che (profeticamente dimenticato?) limita la velocità a 30Km orari perché giunti alla seconda rotonda, dopo il ponte sulla ferrovia, si deve prestare attenzione per l’asfalto che si è sollevato completamente mostrando lo “stabilizzato” su cui poggiava. Cosa abbia causato il sollevamento, e sgretolamento, dell’asfalto è facilmente intuibile, le trazioni che in curva provocano le gomme di autocarri e bus extraurbani. Possibile che nella progettazione di una strada, con rotatorie, situata all’interno di una “Zona Industriale”, di una strada che riceve il traffico per un casello autostradale fatto apposta per fare accorciare il percorso agli autocarri carichi di merci, non sia in grado di sopportare il traffico pesante senza sgretolarsi?

fotogallery  

Anomalo, poi, che sulla rotatoria sia posizionata una “caditoia” per l’acqua piovana con certificazione EN124 C250 perché questo tipo di certificazione esclude che la stessa possa trovarsi su un’area dove circolano normalmente mezzi pesanti. Caditoie, o chiusini, con questa certificazione possono trovarsi su “cunette ai bordi delle strade che si estendono al massimo fino a 0,5 m sulle corsie di circolazione e fino a 0,2 m sui marciapiedi – banchine stradali e parcheggi per autoveicoli pesanti” dove non circolano normalmente veicoli pesanti. Le autorità preposte ai controlli dovrebbero intervenire se esiste una situazione di pericolo potenziale come la lettura della normativa fa supporre.

Altri problemi ci sono poi sulla terza rotonda dove, anche qui, si è staccato un pezzo del tappetino d’usura scoprendo l’asfalto di fondo (è tipo binder?) cosa successa anche più avanti dove un altro pezzo di tappetino d’usura è saltato scoprendo il rivestimento di una condotta sottotraccia.

I problemi non finiscono qua perché chi volesse raggiungere la stazione di “Foggia Incoronata” deve prestare attenzione salendo sul ponticello che trova sulla strada. Un cedimento del fondo stradale obbliga a una forte riduzione della velocità per evitare sobbalzi poco gradevoli.

Costatate le “criticità” non ci resta che lanciare, al proprietario della strada (Consorzio ASI? Comune o Provincia?) la richiesta di verificare se la strada, dopo aver preso visione delle relazioni del RUP e del Direttore dei lavori, è stata costruita rispettando il capitolato e il progetto esecutivo o, se tutto fosse a posto, comunque a provvedere i dovuti interventi resisi necessari dal precoce degrado confidando che, con controlli puntuali durante i lavori d’esecuzione, si possa porre fine agli effetti nefasti della maledizione che ha colpito le strade del nostro comune.

Foggia 11 luglio 2016

Giorgio Cislaghi        Circolo Che Guevara Foggia

“La maledizione degli asfalti colpisce ancora” ultima modifica: 2018-07-11T08:12:51+00:00 da Redazione



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Commenti


  • Antonio

    La foto mostra chiaramente perchè il ” tappettino di usura” si è sgretolato. Un manto stradale per essere tale deve essere composto da una massicciata stradale costituita da uno strato di “tout – venant” di almeno 6/8 cm, di un ulteriore strato di 6/8 cm sovrastante detto di “collegamento” e, infine, del tappetino di usura di spessore di cm3/4 . Tutti questi strati devono essere realizzati al di sopra di una “fondazione stradale” di arido di cava ben compattato. Tutti gli strati vanno posati in opera previa “umettatura” di bitume liquido spruzzato a caldo.
    Una massicciata così realizzata non teme né i mezzi pesanti e tantomeno le sollecitazioni derivanti dalle relative “sterzate”.
    La foto mostra un tappetino posato sopra uno “sterrato”. La costruzione di una massicciata stradale, infine, deve essere eseguita con una Direzione Lavori di un tecnico competente.
    Antonio

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