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Ora piccoli segni mutano il racconto

Il populismo? Inventato nel Tavoliere

Un bando della Ragione Puglia definisce la distribuzione di biciclette agli immigrati per recarsi al lavoro e la CGIL apre una sede a Borgo Mezzanone


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Un bando della Ragione Puglia definisce la distribuzione di biciclette agli immigrati per recarsi al lavoro e la CGIL apre una sede a Borgo Mezzanone.

Si inverte la storia di un territorio raccontato tutto al negativo e percepito nell’intero Paese come il fallimento della politica migratoria del centrosinistra. Una presenza necessaria e importante: senza manodopera straniera molte attività agricole non sarebbero possibili.

Nella primavera scorsa nei pressi di Foggia, alle prime luci dell’alba, vidi non meno di 10– 15 persone che in bicicletta si recavano nelle campagne vicine. Le biciclette, non munite da catarifrangenti, si vedevano con difficoltà. Era la conferma di quello che avevo visto altrove. Con la bicicletta, dai paesi del Tavoliere, si muovono sempre più numerosi gli stranieri immigrati lungo le strade interne, i tratturi, gli argini del Cervaro e del Carapelle. La bicicletta strumento di di trasferimento da un campo all’altro? Una proposta vecchia che da politici, sindacalisti… di questa provincia è stata guardata con fastidio e supponenza. Eppure il missionario scalabriniano Arcangelo Maira ne dava il buon esempio spostandosi nelle campagne in bicicletta, ed anche la prefetta Rolli la propose come mezzo di mobilità nelle campagne. Non è valso dire che a Modena e Ravenna, a Londra e Copenaghen, a Milano… migliaia di persone fanno decine di chilometri al giorno per recarsi a lavorare, con il freddo e la pioggia.E nemmeno che nel dopoguerra con la bici i preti andavano a celebrare la messa nelle campagne e i maestri ad insegnare nelle scuole dei paesi d’Italia. Che negli anni Cinquanta braccianti, terrazzani, raccoglitori di erbe… percorrevano 20-30 chilometri al giorno. Non era una proposta politica!

Nella grande confusione della immigrazione nella Provincia di Foggia, tutti hanno inseguito e inseguono la soluzione completa, globale, definitiva: condizioni alloggiative decorose (case), trasporto pubblico nei campi… Si sono gloriati di una legge (buona) sul caporalato, per poi lasciare le cose inalterate sul piano concreto, per le quali c’è bisogno di gradualità e pragmatismo.

Ora finalmente un bando della regione Puglia stanzia una somma per l’acquisto di biciclette da distribuire ai lavoratori stagionali. Ci sono vincoli e regole troppo strette, ma vi è un’inversione della tendenza rispetto a soluzioni di trasporto pubblico non attuabili e non sostenibili.

Borgo Mezzanone è frazione di Manfredonia, dalla quale dista 35 chilometri, ma è a 12 da Foggia, da cui dipende per vari servizi e con cui è ben collegata. Nelle vicinanze si è aperto prima il CPT (centro di Permanenza Temporaneo), poi il CARA (centro Accoglienza Richiedenti Asilo). A ridosso del quale si è formato un ghetto enorme. Tra gli abitanti della borgata e il centro di accoglienza la situazione è stata spesso conflittuale, un equilibrio difficile che, però, ha retto negli anni. Qui spesso esponenti di Forza Nuova si recano per reclamare i diritti della popolazione e chiedere la chiusura del CARA. Ma qui la CGIL ha aperto una sede, inaugurata dal segretario Landini, che ha dichiarato come la sede di un sindacato è una postazione civica, luogo dove le persone si ritrovano e discutono.

L’immigrazione e i ghetti di Capitanata: una sconfitta della politica. Ma non perché non si sia trovata una soluzione, ma perché se ne parla con le stesse parole da trent’anni, e mai si è provato a mettere in opera politiche di piccoli passi. Un paio di anni fa, nel giorno dello sgombero del “Gran Ghetto” e della morte di due immigrati, tutti (parlamentari, sindacalisti, sindaci…) hanno gridato alla vittoria dello Stato, invocato lo smantellamento di tutte le baraccopoli presenti nella Capitanata, proclamato che si era voltato pagina. Il ghetto è risorto dopo qualche giorno e migliaia di immigrati sono sparsi, invisibili, nelle campagne.

I Twet non li ha inventati Salvini. Qui, ad ogni estate o emergenza, i rappresentanti del popolo hanno parlato di “situazione ingovernabile, incandescente”, hanno chiesto: ” presidio fisso della polizia”, “videosorveglianza”, “presenza dello Stato e dell’Europa”, “soluzione definitiva”, “alloggi decorosi”… Sulla criminalità, sull’immigrazione, un unico coro: “Minniti, pensaci tu!”. Poi ci ha pensato Salvini, a modo suo.

fonte http://www.futuriparalleli.it/blog/2019/07/09/%ef%bb%bfil-populismo-inventato-nel-tavoliere-ora-piccoli-segni-mutano-il-racconto/

A cura di Paolo Cascavilla,

Manfredonia 11 luglio 2019

Il populismo? Inventato nel Tavoliere ultima modifica: 2019-07-11T10:24:02+00:00 da Redazione



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