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Nuovo atto dell'operazione "Law and Humanity"

Ruspe a Borgo Mezzanone: nuovi abbattimenti nel ghetto

Previsto in mattinata l'abbattimento di una quarantina di baracche . Coinvolti più di 200 agenti


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Previsto in mattinata l’abbattimento di una quarantina di baracche nell’ex pista dell’aeronautica militare a Borgo Mezzanone, tra abitazioni di fortuna e manufatti con varia destinazione d’uso. L’attività, coordinata dalla Procura della Repubblica di Foggia, costituisce il quarto atto dell’operazione “Law and Humanity” iniziata lo scorso 20 febbraio e proseguita poi a marzo e aprile. Coinvolte centinaia di uomini delle forze dell’ordine. Obiettivo finale è lo smantellamento totale della pista.

 

Fonte: FoggiaToday

Ruspe a Borgo Mezzanone: nuovi abbattimenti nel ghetto ultima modifica: 2019-07-11T09:42:11+00:00 da Redazione



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  • Redazione

    EX PISTA DI BORGO MEZZANONE: LO SGOMBERO DEI DIRITTI
    La posizione della rete delle associazioni della provincia di Foggia:
    L’assenza di alternative perpetua lo stato di sfruttamento
    La rete delle associazioni della provincia di Foggia, istituitasi nel Marzo 2019, esprime preoccupazione e contrarietà alle azioni di sgombero intraprese a Borgo Mezzanone.
    Come già anticipato in occasione della convocazione del Consiglio Territoriale per l’immigrazione dello scorso 18 giugno, riteniamo che azioni di sgombero senza alternative razionali, condivise e consolidate aggravino la condizione delle persone esponendole ulteriormente a situazioni di marginalità sociale, discriminazione, sfruttamento e precarietà. Queste azioni non incidono in alcun modo sulla presenza dei ghetti ed anzi, rafforzano la catena dello sfruttamento e acuiscono le fragilità di cui questo territorio già strutturalmente soffre.
    Queste azioni di forza, rappresentano solo una soluzione fittizia che non argina lo sfruttamento dei lavoratori nei campi, né offre soluzioni concrete per l’accoglienza dignitosa dei lavoratori stagionali e per il diritto all’abitare della popolazione stanziale.
    Da diversi decenni, sul territorio della provincia di Foggia vivono, ormai stabilmente, alcune migliaia di uomini e donne, principalmente negli insediamenti informali diffusi in tutta la provincia. Le soluzioni finora attuate dalle istituzioni, sono risultate del tutto inefficaci perché estemporanee, rispondenti ad una logica meramente emergenziale e prive di qualunque soluzione alternativa di lungo termine.
    Per tali ragioni ci opponiamo ad operazioni che agiscono semplicemente sulla rimozione degli aspetti più visibili dello sfruttamento agricolo, senza agire sulle cause che attengono l’intero sistema produttivo e non risolvono la problematica abitativa.
    Le istituzioni si sono mostrate poco disponibili alla costruzione di percorsi partecipati sia con l’associazionismo che con le comunità migranti, si sono mostrate poco attente ai bisogni e alle problematiche del territorio, nonostante le associazioni scriventi abbiano chiaramente espresso perplessità e dubbi sulla concreta efficacia delle azioni frammentarie ed emergenziali finora proposte dalle istituzioni.
    Pur nella consapevolezza dell’insostenibilità delle condizioni di vita all’interno degli insediamenti informali e senza sottovalutare il rischio di incendi e nuovi morti, manifestiamo la nostra ferma opposizione ad azioni di sgombero che non tengano assolutamente conto dei diritti delle persone e dei lavoratori e non agiscano sulle cause del fenomeno. A tal proposito la rete provinciale delle associazioni, come già espresso durante il Consiglio Territoriale per l’immigrazione, ha elaborato un documento di proposte multidisciplinari che sarà reso pubblico e discusso durante il prossimo consiglio. Le soluzioni sul piano abitativo esistono: ristrutturazione di alloggi su beni pubblici o in disponibilità pubblica, recupero ed autorecupero di immobili abbandonati e di aree a rischio di spopolamento, promozione di azioni finalizzate a favorire gli affitti e il cohousing.
    Solo un’adeguata pianificazione di un’azione complessiva su diversi piani interconnessi, finalizzata all’inclusione sociale, abitativa e lavorativa dei migranti può tutelare la dignità e i diritti delle persone e dei lavoratori, nonché favorire lo sviluppo dell’economia locale.
    Le azioni da intraprendere non sono sgomberi o trasferimenti delle persone come fossero merce, senza alcuna considerazione delle situazioni di vulnerabilità, ma il contrasto al sistema di sfruttamento sul quale si regge l’intera filiera del lavoro agricolo e non solo.
    Di questo siamo fortemente convinti: le azioni di forza senza alternative reali, amplificano lo stato di sfruttamento.
    Foggia, 11/07/2019

    Africa United
    AIIMS
    ARCI Comitato Provinciale Foggia
    Arcidiocesi Foggia Bovino
    ASGI
    Caritas Borgo Mezzanone
    Caritas diocesi Cerignola-Ascoli Satriano
    Caritas diocesi Foggia Bovino
    Caritas diocesi Manfredonia
    Caritas diocesi San Severo
    Centro interculturale Baobab- sotto la stessa ombra
    Coop. Soc. Arcobaleno
    FLAI CGIL Foggia
    Fratelli della stazione
    Idorenin
    INTERSOS
    Coop. sociale Iris
    MEDU Medici per i Diritti Umani
    Coop. sociale Medtraining
    Comunità Oasi 2 San Francesco
    Presidio Caritas Regione Puglia
    Solidaunia
    Ufficio Migrantes diocesi Foggia

    Per sottoscrivere il Comunicato inviare la propria adesione a progettopresidiofoggia@gmail.com

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