Foggia – Si avvia verso le battute finali il processo con rito abbreviato a carico di otto dei nove presunti membri della “banda della marmotta”, specializzata in assalti a bancomat.
La Procura ha richiesto un totale di 37 anni e 4 mesi di reclusione per cinque imputati, oltre a due proposte di patteggiamento e una posizione ancora da definire.
Il gruppo, composto da sette foggiani, un torinese e un bulgaro, è accusato di aver assaltato 17 sportelli bancomat tra il 14 agosto e il 2 ottobre 2024.
I colpi sono stati messi a segno in diverse regioni: 5 nel Foggiano, oltre che nel Barese, in Basilicata, Campania, Lombardia e Piemonte.
Nove furti sono andati a buon fine, fruttando circa 290.000 euro mai recuperati, mentre altri otto tentativi sono falliti.
Il blitz che portò agli arresti scattò il 17 dicembre scorso, con otto fermi
. I nove imputati sono accusati, a vario titolo, di 20 capi d’accusa, tra cui associazione per delinquere, furto e tentato furto, detenzione e porto illegale di esplosivo, e ricettazione di una “Maserati”.
Per un solo imputato è in corso il processo con rito ordinario davanti al Tribunale di Foggia, mentre per gli altri otto la decisione spetterà al GUP del Tribunale di Foggia, Odette Eronia.
Le Richieste di Condanna e i Patteggiamenti
Il pubblico ministero Alessio Marangelli, considerando la riduzione di un terzo della pena prevista dal giudizio abbreviato, ha chiesto le seguenti condanne:
A. P., 44 anni, di Orta Nova, ritenuto il capo della banda: 10 anni.
A. B., 46 anni, di Orta Nova: 9 anni e 4 mesi.
G. B., 20 anni, di Orta Nova: 6 anni.
D. D. L, 19 anni, di Orta Nova: 6 anni.
L. D. M., 28 anni, di Ordona: 6 anni.
Inoltre, sono state avanzate due richieste di patteggiamento, concordate tra Procura e difensori
Resta da definire la posizione di P. L., 46 anni, di Orta Nova, per il quale una iniziale ipotesi di patteggiamento a 4 anni è stata seguita dalla scelta del rito; la richiesta di pena del PM e l’arringa del difensore sono slittate alla prossima udienza.
I difensori degli otto imputati, tra cui gli avvocati Francesco Americo, Rosario Marino, Luigi Sauro, Francesco Paolo De Santis, Antonio Attino e Giorgio De Laurentis, chiedono assoluzioni, condanne ridotte al minimo e l’approvazione dei patteggiamenti.
Gli Assalti nel Foggiano e il Modus Operandi
Dei 17 assalti contestati, 5 sono stati messi a segno in Capitanata:
14 agosto 2024: Alla BPER di San Nicandro Garganico, con un bottino di 6.300 euro.
28 agosto e 6 settembre 2024: Ancora a San Nicandro, alla Banca Popolare di Milano, falliti.
26 settembre 2024: Alla BPM di San Marco in Lamis, a vuoto.
27 settembre 2024: Alla stessa banca nella filiale di Ascoli Satriano, che fruttò 58.000 euro.
Secondo l’accusa, basata principalmente su intercettazioni, la banda seguiva un modus operandi ben preciso: eseguiva sopralluoghi dettagliati, colpiva di notte in pochissimi minuti utilizzando carte di credito prepagate intestate a stranieri per assicurare l’apertura delle bocchette degli sportelli ATM e inserirvi la “marmotta”, una pala artigianale con esplosivo.
Dopo l’esplosione, procedevano al rapido prelievo del contante.
Per contrastare i dispositivi antifurto che macchiavano le banconote, la banda avrebbe sviluppato un sistema per ripulire i soldi e riciclarli.
I Ruoli All’Interno del Gruppo
La ricostruzione accusatoria indica A. P. come il capo dell’associazione, responsabile della base operativa, della pianificazione dei furti, della preparazione del materiale, della definizione dei compiti e della spartizione del bottino.
La sentenza del GUP è attesa per definire il destino di questi imputati e fare piena luce sull’intera attività criminale della banda.
Lo riporta lagazzettadelmezzogiorno.it



