È scontro aperto tra le associazioni degli ambulanti e l’Amministrazione comunale di Cerignola in vista delle celebrazioni della Santissima Madonna di Ripalta, in programma il 7, 8 e 9 settembre. Al centro della protesta c’è la gestione degli spazi e della logistica del mercato durante i giorni della festa patronale.
La tensione è emersa dopo l’incontro convocato dall’assessore al Commercio Aurelia Tondi, alla presenza della responsabile del SUAP Maria Valentino, con i rappresentanti delle principali organizzazioni di categoria. Al tavolo hanno partecipato Rosario Cicciotti per GOIA-FENAPI, Michele Bucci per Federcommercio, Gerardo Marino e Carlo Simone per ANA UGL, Michele Gammino, oltre ai rappresentanti dei commercianti a posto fisso.
La questione riguarda la presenza delle giostre, che tradizionalmente iniziano le attività il sabato precedente alla festa e terminano il lunedì successivo. Per consentire l’allestimento delle attrazioni, il Comune avrebbe proposto la sospensione del mercato previsto per mercoledì 9 settembre, con il recupero in un’altra domenica da concordare dopo la fine dei festeggiamenti.
Come alternativa, l’Amministrazione avrebbe indicato lo spostamento dei banchi nella zona della Villa Comunale, soluzione che però ha trovato la netta opposizione dei sindacati degli ambulanti.
«La zona della Villa Comunale non può ospitare 250 ambulanti autorizzati e, in ogni caso, non è un’area mercatale», ha dichiarato Rosario Cicciotti, portavoce di GOIA-FENAPI, contestando l’ipotesi avanzata dal Comune.
Il rappresentante sindacale ha inoltre precisato che l’incontro non avrebbe portato ad alcun accordo definitivo: «Per validare una simile richiesta serve un verbale ufficiale firmato da tutte le sigle sindacali, documento che ad oggi non esiste».
Secondo GOIA-FENAPI, la categoria degli ambulanti sarebbe l’ennesima a subire conseguenze negative dalle decisioni dell’Amministrazione comunale. Nel mirino anche la gestione della viabilità cittadina e la chiusura anticipata della ZTL alle ore 19, ritenuta penalizzante anche per i commercianti con attività fisse.
La protesta si è poi allargata alla gestione degli eventi della festa patronale. Il sindacato ha acceso i riflettori sui bandi relativi all’organizzazione della manifestazione, denunciando il ricorso ai cosiddetti “gazebo d’oro”, ovvero la vendita degli spazi espositivi da parte dei soggetti incaricati.
Secondo l’associazione, alcuni organizzatori avrebbero la possibilità di assegnare gazebo da 3 metri per 3 al costo di 600 euro, mentre mancherebbero adeguati controlli sul rispetto degli obblighi previsti dai bandi, tra cui fatturazione agli operatori, sicurezza, igiene e regolarità degli impianti elettrici.
GOIA-FENAPI ha annunciato anche una richiesta di accesso agli atti per verificare la gestione degli eventi degli ultimi anni, compresi i mercati straordinari natalizi organizzati nell’area della Villa Comunale.
Nel mirino del sindacato anche presunte irregolarità relative ai contributi richiesti agli operatori: «Viene richiesto ai commercianti un obolo di 20 euro senza l’emissione di alcuna ricevuta fiscale o fattura, autorizzando a partecipare solo operatori locali, in barba alle leggi regionali applicate nel resto d’Italia. Cerignola sembra essere un caso a sé, dove non si tiene conto di nessuna regola».
La nota di GOIA-FENAPI si conclude con un duro attacco all’Amministrazione comunale: «Questa Amministrazione decide per conto di tutti e fa ciò che vuole. Ora il GOIA FENAPI dice basta a questa prepotenza amministrativa e si schiera in difesa e a tutela di tutti i commercianti, sia a posto fisso che ambulanti. Una categoria che, purtroppo, è già stata distrutta».
Lo riporta sanmarcoinlamis.eu.



