La musica italiana perde uno dei suoi protagonisti più raffinati e amati. Peppino di Capri è morto oggi, 11 luglio, all’età di 86 anni nella sua amata isola. Il cantante e pianista si è spento a Villa Castiglione, al termine di una lunga malattia, come riportato da Il Mattino.
Con la sua scomparsa se ne va una delle figure più eleganti e riconoscibili della canzone italiana, capace di unire la tradizione melodica napoletana ai nuovi ritmi internazionali che negli anni Sessanta stavano conquistando il mondo.
Peppino di Capri lascia i figli Igor, nato dal primo matrimonio con Roberta Stampa, ed Edoardo e Daria, avuti dalle seconde nozze con Giuliana Gagliardi. La sua carriera ha attraversato oltre sessant’anni di musica, lasciando un segno profondo nella cultura popolare italiana.
Nato Giuseppe Faiella in una famiglia di musicisti, Peppino seppe innovare il panorama musicale nazionale grazie all’intuizione di mescolare rock ‘n’ roll, twist e sonorità americane con la tradizione partenopea. Insieme ai suoi Rockers portò una ventata di modernità sul palco, diventando uno dei simboli del cambiamento culturale del Paese.
Negli anni del boom economico italiano divenne la colonna sonora di una generazione che desiderava divertirsi e guardare al futuro. Brani come “Stardust”, “Voce ‘e notte” in una nuova veste ritmica e “Let’s Twist Again” conquistarono il pubblico, mentre la sua immagine con gli inseparabili occhiali e il pianoforte divenne un marchio distintivo.
Tra i momenti più importanti della sua carriera rimane l’apertura dei concerti italiani dei Beatles nel 1965, quando fu scelto dal promoter Leo Wachter per esibirsi al Velodromo Vigorelli di Milano e al Cinema Adriano di Roma davanti a migliaia di giovani fan dei Fab Four.
Grande protagonista anche del Festival di Sanremo, Peppino di Capri partecipò alla kermesse quindici volte conquistando due vittorie: nel 1973 con “Un grande amore e niente più” e nel 1976 con “Non lo faccio più”. Un successo che lo consacrò come interprete elegante e capace di emozionare il pubblico italiano e internazionale.
Il brano che più di ogni altro ha segnato il suo percorso resta però “Champagne”, diventato un vero classico della musica italiana e un simbolo di malinconia, ricordi e momenti di festa. Dietro quella melodia apparentemente leggera si nascondeva la sensibilità di un artista profondamente legato alle proprie origini.
Con Peppino di Capri scompare un autentico custode della musica italiana, un artista che ha saputo raccontare emozioni senza mai rinunciare alla classe. Il suo pianoforte, la sua voce e il legame con la sua isola resteranno per sempre parte della memoria collettiva.
Lo riporta leggo.it.



