Il ministro della Pubblica amministrazione presenta il piano per rafforzare gli organici del comparto sicurezza. Ma il confronto con le tabelle del rinnovo contrattuale 2025-2027 solleva interrogativi sull’effettivo aumento netto in busta paga.
Diciottomila nuove assunzioni nel comparto sicurezza e un aumento netto annuo di 2.600 euro per agenti di Polizia, Carabinieri e militari della Guardia di Finanza. Sono le misure annunciate dal ministro della Pubblica amministrazione Paolo Zangrillo in un’intervista a La Stampa.
Il piano illustrato dal ministro prevede l’ingresso di circa 17.900 unità tra Polizia di Stato, Arma dei Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia penitenziaria, Vigili del fuoco e altri corpi impegnati nella sicurezza pubblica.
L’obiettivo dichiarato è rafforzare il presidio del territorio e rispondere alle richieste avanzate dalle amministrazioni locali, soprattutto nelle aree caratterizzate da maggiori criticità sociali e problemi di ordine pubblico.
Zangrillo ha inoltre richiamato il cosiddetto modello Caivano, sostenendo che l’intervento dello Stato sia stato esteso ad altre undici zone considerate particolarmente problematiche, tra cui Orta Nova, Foggia, Rosarno-San Ferdinando e Reggio Calabria.
Il nodo degli aumenti in busta paga
Il passaggio che ha suscitato maggiore attenzione riguarda l’incremento economico previsto per il personale in divisa. Secondo quanto dichiarato dal ministro, gli aumenti ammonterebbero a circa 2.600 euro netti l’anno.
La cifra, tuttavia, non appare immediatamente riscontrabile nelle tabelle disponibili relative al rinnovo contrattuale del comparto sicurezza e difesa per il triennio 2025-2027.
Il problema riguarda soprattutto la distinzione tra importi lordi, netti e valori medi. Le bozze contrattuali indicano infatti incrementi stipendiali, indennità e adeguamenti parametrali, ma non sempre consentono di individuare con chiarezza un aumento netto uniforme di 2.600 euro annui per tutto il personale.
Polizia di Stato, aumento medio di circa 188 euro lordi
Per la Polizia di Stato, le ipotesi relative alla parte economica del rinnovo prevedono dal 2027 l’aumento del valore del punto parametrale da 195,50 a 207,510 euro.
L’incremento complessivo sarebbe pari al 6,14%, con un aumento medio mensile quantificato in circa 188,63 euro.
Si tratta, tuttavia, di un valore medio lordo, che non corrisponde automaticamente alla somma effettivamente percepita sul cedolino. Per la qualifica iniziale di Agente, l’aumento netto mensile sarebbe superiore ai 100 euro, ma la cifra può cambiare in base alla posizione individuale, alle indennità e alle trattenute fiscali e previdenziali.
Carabinieri e Guardia di Finanza
Anche per Carabinieri e Guardia di Finanza le tabelle contrattuali riportano aumenti inferiori, almeno nella componente stipendiale ordinaria, rispetto alla cifra annunciata dal ministro.
Dal 1° gennaio 2027, il valore del punto parametrale dovrebbe essere fissato a 207,51 euro annui lordi.
Per un Carabiniere o un Finanziere, l’incremento mensile lordo indicato sarebbe di circa 105,34 euro. Per un Carabiniere scelto o Finanziere scelto si salirebbe a 108,59 euro, mentre per un Appuntato l’aumento sarebbe di circa 112,09 euro lordi mensili.
Per raggiungere i 2.600 euro netti annui annunciati da Zangrillo sarebbe quindi necessario considerare anche altre componenti, come indennità pensionabile, tredicesima, compensi accessori o ulteriori benefici previsti dal rinnovo.
È proprio su questo punto che viene richiesta maggiore chiarezza: specificare quali voci siano comprese nel calcolo, da quale data decorrano e a quali qualifiche si applichino.
La differenza tra lordo, netto e valori medi
Nel comparto sicurezza la distinzione tra aumento lordo e incremento netto è particolarmente importante. L’importo effettivamente percepito può infatti variare in base al grado, all’anzianità di servizio, alle aliquote fiscali, alle indennità operative e alle singole condizioni contributive.
Un aumento medio non significa inoltre che tutti i lavoratori riceveranno la stessa somma.
Per questo, sindacati e personale chiedono che gli incrementi vengano rappresentati attraverso tabelle ufficiali dettagliate, capaci di mostrare l’aumento lordo e netto per ogni qualifica.
Previdenza dedicata, previsto un tavolo tecnico
Un altro tema centrale del rinnovo riguarda la previdenza dedicata alle Forze di Polizia e al personale militare.
La parte pubblica si sarebbe impegnata ad aprire, entro 90 giorni dalla firma degli accordi, un tavolo tecnico con le organizzazioni sindacali e i ministeri competenti.
Al momento, tuttavia, si tratta ancora di un impegno programmatico. Per produrre effetti concreti saranno necessari un intervento normativo, adeguate coperture finanziarie e la definizione dei benefici destinati al personale.
La richiesta del comparto è che la specificità del lavoro svolto dalle Forze di Polizia venga riconosciuta non soltanto sul piano formale, ma anche attraverso stipendi, pensioni, carriere e condizioni di lavoro adeguate alle responsabilità e ai rischi affrontati quotidianamente.
L’annuncio delle nuove assunzioni e degli aumenti rappresenta dunque un segnale politico rilevante. Resta però necessario chiarire se i 2.600 euro indicati dal ministro siano realmente netti, strutturali e destinati a tutti, oppure se derivino dalla somma di più componenti economiche variabili.
Fonte: InfoDifesa.it



