VIESTE – La polemica nata in Italia sul divieto di consumare cibo portato da casa in alcuni stabilimenti balneari è approdata anche sulle pagine del quotidiano britannico The Guardian. Al centro dell’attenzione internazionale c’è il caso di Vieste, dove una madre ha denunciato il divieto imposto da uno stabilimento di far consumare ai propri figli panini preparati da casa.
Secondo quanto riportato da Dissapore, il giornale inglese ha utilizzato l’episodio come punto di partenza per tornare a criticare il modello italiano di gestione delle spiagge, da tempo considerato uno degli esempi più evidenti di privatizzazione del litorale in Europa.
Il Guardian evidenzia come in alcune regioni, tra cui Emilia-Romagna e Liguria, circa il 70% della costa sia occupato da stabilimenti balneari privati, limitando gli spazi destinati alle spiagge libere. Una situazione che, secondo il quotidiano britannico, contrasta con quella di altre note destinazioni balneari europee, come la Costa Azzurra, la Grecia, le Baleari e le Canarie, dove l’accesso libero alle spiagge è maggiormente garantito.
L’articolo richiama anche il fenomeno della crescente trasformazione di molti lidi italiani, in particolare in Puglia, in strutture orientate a un’offerta di fascia alta, con servizi esclusivi, ristorazione ricercata e prezzi elevati per l’accesso e la consumazione di cibi e bevande.
Per raccontare il punto di vista dei bagnanti, il Guardian ha raccolto la testimonianza di una cliente di uno stabilimento del litorale romano, che ha spiegato di preferire portare il pranzo da casa dopo aver già sostenuto una spesa significativa per l’abbonamento stagionale all’ombrellone, pur continuando ad acquistare bevande, caffè e gelati presso il bar del lido.
Resta però aperta la questione giuridica relativa al caso di Vieste. Come ricorda Dissapore, il regolamento interno dello stabilimento che vietava l’introduzione di alimenti propri è stato contestato dalle istituzioni pugliesi. Anche il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, ha espresso dubbi sulla legittimità del divieto. La conformità del regolamento potrà essere definitivamente chiarita solo da un eventuale pronunciamento dell’autorità giudiziaria.
La vicenda continua intanto ad alimentare il dibattito sul rapporto tra concessioni balneari, diritti dei consumatori e utilizzo degli spazi demaniali. Fonte: Dissapore.




A Vieste tra un po’ faranno pagare anche l’aria….
Come in Sicilia vedi caso Mondello Italo Belga…il demanio diventa proprietà privata..uso lucro …e le famiglie che soffrono ormai la crisi economica 50 anni x andare in pensione…niente congrui stipendi..tranne x ormai signori Feudali che ci governano..la mamma non può portare i panini ai figli… pazzesco..
Trovarsi davanti un bagnino,o un titolare di lido che vuole farmi una perquisizione è surreale.
Andrebbe revocata la licenza,chiusura istantanea del lido e denuncia per i titolari e per chi si presenta a fare questi abusi assurdi.
Ne basta chiudere uno per dare esempio a tutti