Il Servizio sanitario nazionale si prepara ad affrontare una nuova fase di programmazione del personale con una richiesta di 25.479 nuovi infermieri per l’anno accademico 2026/2027. Il dato emerge dallo schema di Accordo della Conferenza Stato-Regioni sul fabbisogno formativo delle professioni sanitarie, elaborato sulla base delle esigenze del sistema sanitario nazionale.
La professione infermieristica si conferma quella con il maggiore fabbisogno, in un contesto caratterizzato da una carenza strutturale di personale sanitario che continua a mettere sotto pressione ospedali, servizi territoriali e assistenza domiciliare.
Oltre agli infermieri, la programmazione prevede la formazione di 1.414 ostetriche, 257 infermieri pediatrici e 7.072 posti complessivi per le lauree magistrali dell’area infermieristica e ostetrica. Quest’ultimo dato comprende sia il tradizionale percorso in Scienze Infermieristiche e Ostetriche sia i nuovi corsi magistrali specialistici introdotti dal Decreto Ministeriale 159/2026.
A livello territoriale, la maggiore richiesta arriva dalle Regioni con il più alto numero di abitanti e con una rete sanitaria più ampia. La Lombardia guida la graduatoria con 3.500 infermieri richiesti, seguita da Veneto con 3.000, Lazio con 2.500, Campania con 2.334, Piemonte con 2.300 e Sicilia con 2.200.
Tra le novità principali del nuovo piano figura l’introduzione delle nuove lauree magistrali specialistiche per la professione infermieristica, pensate per sviluppare competenze cliniche avanzate e rispondere alle trasformazioni del sistema sanitario.
I nuovi percorsi riguarderanno tre ambiti strategici:
Cure primarie e Infermieristica di famiglia e comunità
Cure intensive ed Emergenza
Cure neonatali e pediatriche
L’obiettivo è formare professionisti maggiormente specializzati nella gestione delle patologie croniche, nell’assistenza alla popolazione anziana e nei nuovi modelli organizzativi della sanità territoriale e ospedaliera.
Il fabbisogno riguarda anche numerose altre professioni sanitarie. Tra le figure più richieste figurano 3.150 fisioterapisti, 2.235 educatori professionali, 1.521 tecnici sanitari di laboratorio biomedico, 1.468 tecnici sanitari di radiologia medica, 1.009 tecnici della prevenzione, 967 logopedisti e 888 assistenti sanitari.
Il documento comprende inoltre la programmazione delle lauree magistrali dedicate alle professioni della riabilitazione, della prevenzione e delle aree tecnico-diagnostiche e tecnico-assistenziali, considerate fondamentali per lo sviluppo di competenze specialistiche e gestionali.
Sul fronte delle stime degli Ordini professionali, la FNOPI (Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche) indica un fabbisogno ancora superiore, pari a 25.840 nuovi laureati in infermieristica, mentre per le lauree magistrali dell’area infermieristica e ostetrica la richiesta complessiva di FNOPI e FNOPO arriva a 6.201 posti.
I dati confermano una difficoltà ormai consolidata nel reperimento di personale sanitario, con molte aree del Paese che continuano a registrare carenze significative e difficoltà nel garantire una risposta adeguata ai bisogni assistenziali della popolazione.
Il nuovo piano rappresenta quindi un passaggio centrale per allineare la formazione universitaria alle necessità future della sanità pubblica, favorendo il ricambio generazionale e la crescita di professionisti con competenze sempre più avanzate.
L’aumento dei posti nei corsi di laurea, tuttavia, dovrà essere accompagnato da interventi capaci di rendere il lavoro nel Servizio sanitario nazionale più attrattivo, attraverso migliori condizioni professionali, valorizzazione economica, percorsi di carriera e strategie per trattenere il personale formato. Solo così sarà possibile trasformare il fabbisogno programmato in una reale disponibilità di operatori sanitari al servizio dei cittadini.
Lo riporta assocarenews.it.



