Importante riconoscimento nazionale per il primo cittadino di Monte Sant’Angelo, Pierpaolo d’Arienzo, a cui è stata conferita la Menzione Speciale per la categoria amministratori pubblici nell’ambito della decima edizione del Premio Pio La Torre.
La cerimonia di premiazione si è svolta questa mattina a Bologna, al termine del convegno “Legalità e lotta alla corruzione. Per la difesa delle Istituzioni pubbliche e la tutela dei diritti di lavoratrici e lavoratori e di cittadine e cittadini”.
Promosso da Avviso Pubblico, Cgil nazionale e Fnsi (Federazione Nazionale Stampa Italiana), il Premio Pio La Torre è dedicato alla memoria del sindacalista e parlamentare ucciso da Cosa Nostra il 30 aprile 1982 insieme a Rosario Di Salvo. Il riconoscimento intende valorizzare casi di alto valore civile e politico aventi come protagonisti amministratori locali, sindacalisti, dipendenti pubblici e giornalisti che si sono distinti nella difesa della democrazia, nella prevenzione della corruzione e nell’affermazione dei valori della responsabilità e della trasparenza.
La menzione conferita a Pierpaolo d’Arienzo premia un percorso amministrativo rigoroso in un territorio complesso come quello garganico, da anni simbolo di riscatto civile e di forte affermazione delle istituzioni contro ogni ingerenza della criminalità organizzata.
«Ringrazio di cuore gli organizzatori del Premio Pio La Torre – Avviso Pubblico, CGIL e FNSI – per questo prezioso riconoscimento, che condivido con l’intera comunità di Monte Sant’Angelo», dichiara il Sindaco Pierpaolo d’Arienzo.«Desidero condividere questo premio con le amministratrici e gli amministratori della Capitanata e della Puglia con quanti, in questi anni, ogni giorno, hanno lavorato e lavorano al nostro fianco per restituire alla città e al territorio una narrazione nuova, riscattandola da una pagina complessa della sua storia».
«Questo riconoscimento ci ricorda che la lotta alle mafie si vince promuovendo il valore della comunità organizzata, capace di fare rete a tutela dei principi democratici e della legalità», conclude d’Arienzo. «È da questa visione che nasce il manifesto Monte Sant’Angelo: La cultura come antidoto alle mafie, con cui riaffermiamo che la bellezza, il sapere e la partecipazione civica sono i presidi più forti contro ogni sopraffazione. Continuare a dare gambe a questo Manifesto rappresenta l’impegno prioritario della nostra amministrazione».




Prima di premiare un politico, però, bisognerebbe avere il coraggio di dire per quali opere concrete viene premiato.
Quali risultati ha ottenuto? Quali progetti ha realizzato? Quante persone ha aiutato concretamente? Quali iniziative ha portato avanti per i bambini, le famiglie in difficoltà, le persone fragili o per chi vive situazioni di disagio? Perché un premio non dovrebbe essere un riconoscimento assegnato sulla base di simpatie, appartenenze o ruoli ricoperti. Dovrebbero esserci fatti, opere e risultati verificabili.E se queste opere ci sono, allora sarebbe molto semplice elencarle e farle conoscere ai cittadini. Non servono proclami: servono fatti.
Io non sto dicendo che questa persona non meriti il premio. Sto chiedendo semplicemente: che cosa ha fatto, concretamente, per meritarlo?
Perché prima di premiare qualcuno, soprattutto un politico, sarebbe opportuno conoscere anche quali verifiche e quali valutazioni siano state fatte. La trasparenza dovrebbe venire prima degli applausi.