Sta affrontando un lungo percorso di riabilitazione Marco Basso, calciatore dell’Atletico Gargano rimasto coinvolto in un grave incidente in moto lo scorso 6 settembre. Il giocatore stava raggiungendo i compagni per prendere parte al pranzo organizzato prima della gara quando è avvenuto l’incidente.
La notizia aveva destato grande apprensione tra compagni di squadra e società. In occasione della partita contro il Triggiano, la squadra ha voluto dedicare la gara proprio a Basso, mostrando la sua maglia numero 7 dopo il gol segnato.
A pochi giorni dall’incidente, il calciatore ha affidato ai canali social dell’Atletico Gargano il racconto di quanto accaduto e delle conseguenze riportate.
Il racconto di Marco Basso
«Mentre percorrevo la strada a bordo della mia moto, sono caduto rovinosamente a causa di una gravissima insidia stradale: una grossa radice d’albero sporgente che era stata completamente coperta dal nuovo asfalto. Essendo totalmente invisibile e non segnalata, si è trasformata in un vero e proprio trabocchetto», racconta Basso.
L’impatto ha provocato lesioni molto serie, rendendo necessario il ricovero immediato in ospedale. Il calciatore ha riportato una frattura scomposta della clavicola, una contusione polmonare, un ematoma al bacino, numerose ed estese escoriazioni e una profonda ferita all’altezza della milza, fortunatamente senza interessamento dell’organo interno.
«Per via della gravità della frattura, sono stato sottoposto a un intervento chirurgico di osteosintesi percutanea, durante il quale i chirurghi hanno inserito un filo metallico guidato (ago di Kirschner) per riallineare e unire la clavicola. Attualmente sono ancora sotto costante e stretto monitoraggio medico in ospedale per tenere sotto controllo i traumi interni alla milza e ai polmoni».
La denuncia sulla sicurezza della strada
Nel suo messaggio, Basso ha espresso anche forte preoccupazione per le condizioni della strada e per le modalità con cui sarebbe stata effettuata la manutenzione.
«Trovo inaccettabile che una manutenzione stradale così approssimativa possa mettere a repentaglio la vita delle persone. Condivido questa mia dolorosa esperienza affinché chi di dovere si assuma la piena responsabilità di quanto accaduto e affinché nessun altro debba rischiare la vita su quella strada».
Il calciatore ha quindi voluto rivolgere un ringraziamento a chi gli è stato vicino nei momenti successivi all’incidente e durante il ricovero.
«Il ringraziamento più grande e speciale, però, va alla mia famiglia, ai miei amici, ai miei compagni di squadra, all’avvocato Luigi Miccoli e a tutte le persone che mi sono state vicine in questi giorni così difficili: il vostro affetto, i vostri messaggi e la vostra presenza sono la mia forza più grande in questo percorso di guarigione. Grazie di cuore a ognuno di voi».
La vicinanza dell’Atletico Gargano
Anche la società ha voluto rinnovare pubblicamente il proprio sostegno al giocatore, assicurandogli che potrà contare sull’affetto dell’intero ambiente durante la fase di recupero.
«Non possiamo alleviare il dolore che stai affrontando, ma possiamo prometterti una cosa: non sarai mai solo. Dietro di te c’è una società, una squadra e un’intera comunità che ogni giorno fa il tifo per la tua guarigione. Ti aspetteremo con la pazienza che meritano i grandi ritorni, perché prima di essere un calciatore sei uno di noi. Sei un ragazzo che veste con orgoglio questi colori e che rappresenta i valori dell’Atletico Gargano dentro e fuori dal campo. I nostri cuori sono azzurri e marroni e, oggi più che mai, battono tutti per te. Vinci anche questa battaglia, noi saremo al tuo fianco in ogni passo del tuo percorso, fino al giorno in cui potremo riabbracciarti e rivederti sorridere con la nostra maglia».
Lo riporta foggiatoday.it.




Una sporgenza invisibile di una radice di albero sotto il manto stradale , come un lieve avvallamento, una buca, materiale terroso,…, non vengono MAI SEGNALATE dall’ente proprietaria della strada.
L’ unica precauzione, da parte di chi circola su due ruote, è quella della VELOCITÀ di moderarla in base al tipo di strada, specialmente nelle curve, perché basta un piccolo imprevisto per diventare una tragedia.
Chi va piano vadano e va lontano.
Per essersi procurato una frattura scomposta della clavicola, una contusione polmonare, un ematoma al bacino, numerose ed estese escoriazioni e una profonda ferita all’altezza della milza, sicuramente non andava piano.
Buona guarigione…