Si è riunita nel pomeriggio di ieri l’Unità di crisi per la sanità istituita con decreto del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro. Alla seduta hanno partecipato anche i direttori generali delle ASL, delle aziende ospedaliero-universitarie e degli IRCCS pugliesi.
Durante il tavolo di lavoro sono state esaminate le principali questioni sulle quali si concentrerà, nelle prossime settimane, l’azione congiunta della Regione e delle aziende sanitarie. Al centro del confronto figurano l’entrata a regime della fase 2 dei Piani aziendali per il recupero delle liste d’attesa, la riorganizzazione del personale e una migliore distribuzione delle risorse, con l’obiettivo di rispondere in maniera più efficace alle esigenze assistenziali dei cittadini pugliesi.
Liste d’attesa, distinzione tra primo accesso e presa in carico
In vista della presentazione dei Piani aziendali per la riduzione dei tempi di attesa, è stata ribadita la necessità di distinguere con chiarezza le visite e gli esami di primo accesso dalle prestazioni successive legate alla presa in carico del paziente.
Quest’ultima dovrà essere garantita dagli specialisti e dalle strutture sanitarie di riferimento, con particolare attenzione alle persone fragili e ai pazienti cronici e oncologici. Parallelamente proseguirà il lavoro di riorganizzazione dei percorsi di cura e delle reti assistenziali.
Le soluzioni individuate durante questa seconda fase confluiranno nel prossimo Piano regionale di governo delle liste d’attesa. Tra le misure previste figura la stabilizzazione del servizio di “recall”, che avrà il duplice compito di contattare i pazienti in attesa e di rendere nuovamente disponibili gli appuntamenti ai quali gli utenti, per ragioni personali, non potranno presentarsi.
Verifiche sulle agende e pieno utilizzo delle disponibilità
Particolare attenzione sarà riservata alla verifica del livello di saturazione delle agende, attraverso il pieno e costante utilizzo delle disponibilità offerte sia dalle strutture pubbliche sia dal privato convenzionato, nell’ambito delle prestazioni contrattualizzate per il triennio.
È stata inoltre confermata l’indicazione di estendere a dodici ore giornaliere l’utilizzo delle sale operatorie e di garantire la piena operatività delle apparecchiature diagnostiche presenti negli ospedali e nelle strutture territoriali.
A queste misure saranno affiancate iniziative finalizzate a migliorare l’appropriatezza prescrittiva, così da utilizzare in maniera più efficiente le risorse disponibili e ridurre le richieste non adeguatamente motivate.
Il presidente e l’assessore regionale alla Sanità, insieme ai coordinatori dei gruppi di lavoro dell’Unità di crisi, si sono confrontati con i direttori generali sulle iniziative già avviate nelle singole aziende.
Nell’ambito del processo di riorganizzazione e adeguamento dell’offerta sanitaria alle effettive esigenze della popolazione pugliese, saranno cruciali la collaborazione tra le diverse strutture e la corretta valorizzazione del personale, soprattutto nei servizi che presentano le maggiori carenze di risorse.




È singolare vedere solo due donne tra i massimi dirigenti della sanità. Vabbè. Detto ciò, sul personale non è che si possa avere libertà di manovra visto il mega debito ” sanitario ” che ci sovrasta. Sul resto, credo che si possa lavorare bene e avere dei buoni risultati.