Dal 10 settembre 2026 il personale della scuola può aderire alla polizza sanitaria integrativa gratuita promossa dal Ministero dell’Istruzione e del Merito nell’ambito delle misure di welfare rivolte ai lavoratori del comparto. La gestione della copertura è affidata a UniSalute, in co-assicurazione con Poste Assicura Spa e Intesa Sanpaolo Protezione Spa. Secondo il Ministero, la misura interessa una platea di oltre 1,2 milioni di dipendenti.
L’iniziativa, tuttavia, è stata duramente criticata da USB Scuola, che contesta sia le modalità con cui è stata introdotta sia alcune delle esclusioni previste.
Chi può aderire alla polizza
La copertura è destinata al personale docente, DSGA e ATA a tempo indeterminato, oltre ai lavoratori con contratto di supplenza annuale, con scadenza al 31 agosto, o fino al termine delle attività didattiche, fissato al 30 giugno.
Possono inoltre aderire il personale utilizzato presso una sede scolastica statale, i dirigenti scolastici in servizio e il personale amministrativo del Ministero, compreso quello proveniente da altre amministrazioni in posizione di comando.
Sono invece esclusi il personale delle Province autonome di Trento e Bolzano e della Regione Valle d’Aosta, chi si trova in comando presso altre amministrazioni e i lavoratori che abbiano già compiuto 71 anni alla data di decorrenza della copertura. Chi raggiunge tale età durante l’anno conserva comunque la copertura fino alla prima scadenza annuale.
L’esclusione dei supplenti brevi
Uno dei punti maggiormente contestati riguarda il personale con contratto di supplenza breve, che non rientra tra i beneficiari della polizza.
Per USB Scuola si tratta dell’esclusione più significativa, considerato il ruolo svolto dal personale precario nel funzionamento quotidiano delle istituzioni scolastiche. Secondo il sindacato, lasciare fuori proprio questa categoria significa confermare una disparità di trattamento nei confronti della componente più precaria del comparto.
Come aderire
L’accesso alla copertura non avviene automaticamente. Il lavoratore deve manifestare espressamente la propria adesione attraverso l’area riservata del portale del Ministero, utilizzando SPID, CIE o CNS.
Una volta effettuato l’accesso, occorre selezionare il servizio “Assicurazione sanitaria integrativa” tra quelli disponibili oppure utilizzare la funzione dedicata alla procedura di adesione.
La copertura rimane valida fino alla scadenza del contratto per il personale a tempo determinato o fino alla cessazione del servizio per quello a tempo indeterminato. L’adesione è inoltre irrevocabile.
I tempi per l’attivazione
Dopo la richiesta di adesione sono necessari alcuni giorni per la trasmissione dei dati a UniSalute. Il Ministero raccomanda pertanto di attendere almeno 20 giorni prima di effettuare la registrazione sul portale o sull’app UniSalute.
Per ricevere assistenza sulle garanzie, sulle prestazioni e sulle procedure di rimborso sarà disponibile il numero verde di UniSalute, operativo dal 30 settembre 2026.
Per le questioni relative invece ai requisiti per accedere alla copertura e alla procedura di adesione, il riferimento resta il Ministero, attraverso la casella di posta indicata nella Guida al Piano Sanitario pubblicata sul portale istituzionale.
La critica di USB Scuola
USB Scuola riconosce che una copertura sanitaria integrativa gratuita, in un contesto caratterizzato da liste d’attesa sempre più lunghe e dal crescente ricorso alla sanità privata, non rappresenti necessariamente un problema in sé. Le perplessità del sindacato riguardano però le modalità con cui la misura è stata costruita e le conseguenze che potrebbe avere sul sistema sanitario pubblico.
Secondo l’organizzazione, l’esclusione dei supplenti brevi costituisce una scelta particolarmente significativa. Si tratta, sostiene USB, di una componente fondamentale del personale scolastico, spesso impiegata per coprire le carenze di organico, ma che non beneficia della nuova misura di welfare.
Il sindacato contesta inoltre l’assenza di un confronto effettivo con le organizzazioni sindacali non firmatarie del contratto collettivo nazionale, sostenendo che le decisioni relative a beneficiari, esclusioni e compagnie assicurative siano state assunte senza una reale partecipazione delle rappresentanze interessate.
Il nodo della sanità pubblica
La critica di USB riguarda anche la scelta di ricorrere a una forma di assistenza sanitaria integrativa privata. Secondo il sindacato, destinare risorse a una polizza assicurativa rischia di consolidare l’idea che il Servizio sanitario nazionale non sia più sufficiente a garantire le cure e debba essere affiancato da strumenti privati.
Nel mirino finiscono anche le modalità di gestione della copertura e il trattamento dei dati sanitari dei lavoratori coinvolti, considerando la platea potenziale di oltre un milione di dipendenti.
Per USB, una polizza integrativa non può rappresentare una soluzione alle difficoltà strutturali della sanità pubblica, a partire dalle liste d’attesa.
Salari, stabilizzazioni e assunzioni
Il sindacato richiama infine quelle che considera le priorità per il personale scolastico: il rinnovo dei contratti e il recupero del potere d’acquisto, la stabilizzazione del precariato e un piano di assunzioni capace di affrontare la carenza strutturale di personale.
La posizione di USB Scuola è quindi netta: la nuova copertura può rappresentare un beneficio concreto per chi ne usufruirà, ma non può sostituire gli interventi necessari sul salario, sulla stabilità occupazionale e sul rafforzamento della sanità pubblica.
USB Scuola ribadisce così la richiesta di destinare le risorse pubbliche al rafforzamento delle condizioni di lavoro e alla tutela del Servizio sanitario nazionale, affinché l’accesso alle cure non dipenda dalla disponibilità di una copertura assicurativa integrativa.
Lo riporta scuola.usb.it.



