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Intervento odierno dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Bari

Saline Margherita, sequestro 1 km canale. 5 denunciati (foto)


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A seguito di serrata attività di indagine con mirati e specializzati servizi per il monitoraggio del territorio, anche con l’ausilio di un drone, nonché di approfondimenti tecnico ingegneristici, i Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Bari unitamente ai militari della Stazione Carabinieri di Trinitapoli, locale polizia municipale, ASL e ARPA BAT intervengono prima in località “Chiavicella”, porzione del canale cinquemetri di proprietà del Comune di Trinitapoli, ”, in gestione al Consorzio di Bonifica di Capitanata di Foggia ove rinvengono diverse centinaia di metri cubi di rifiuto contaminato speciale anche pericoloso di varia natura quali legno, plastica, pneumatici, vetro, carrozzeria, lastre in eternit frantumate tutti ammassati sulle sponde del canale.

In località Carmosina agro del Comune di Margherita di Savoia, poi, vengono posti i sigilli ad una condotta abusiva di un chilometro realizzata a margine dell’impianto di produzione del sale delle “Saline di Margherita di Savoia”, finalizzata allo scarico delle acque di produzione, dal colore rosso mattone, unitamente ai fanghi di scarto accumulati nelle vasche.

L’intervento del NOE si è reso necessario anche per rispondere alle diverse, anche da parte di organi politici locali e nazionali, annose, incresciose segnalazioni in merito alla colorazione di rosso delle acque della foce Carmosina. Legambiente più volte riferiva che fenomeno si accompagnava anche ad uno stato melmoso ed oleoso delle acque.

Le operazioni di sequestro di un chilometro di canale “Cinquemetri” e dello scarico abusivo sono ancora in corso.

Il canale “Cinquemetri”, a servizio dell’abitato di Trinitapoli per il convogliamento delle acque piovane nonché dei reflui provenienti dal locale depuratore, in parte coperto dall’abitato cittadino, nella sua parte scoperta è sempre stato oggetto di “aggressioni” da parte di cittadini senza scrupoli che ne realizzavano piccoli scarichi abusivi e sversamenti di rifiuti, a danno del turismo e dell’ambiente insistente sul tratto di costa antistante.

Più volte le Autorità presenti sul territorio hanno cercato la soluzione al problema. Talvolta si è cercata la genesi del problema nella presenza di particolari alghe coloranti. Altre volte si è imputato il fenomeno delle acque rosse allo scarico abusivo dei processi di cantine vitivinicole, fenomeno criminale accertato e demolito grazie all’operazione “Cinquemetri” del NOE nel 2012.

Tutta l’area in questione, zona umida oggi compresa nei territori dei comuni di Trinitapoli e Margherita di Savoia, vanta un ecosistema unico, perché rappresenta un habitat eccezionale atto ad ospitare una grande varietà e quantità di uccelli acquatici migratori. Al fine della protezione ambientale la salina ha ottenuto numerosissimi riconoscenti internazionali tra cui: “Zona Umida di Importanza Internazionale” ai sensi della “Convenzione di Ramsar”, “Zona di Protezione Speciale” e “Sito di Importanza Comunitaria” per la protezione della flora e della fauna selvatica, area protetta europea “Natura 2000”, “Riserva Naturale dello Stato” dal 1977.

All’azienda gestrice delle saline ed ai propri rappresentanti legali sono stati contestati diversi reati aggravati dalla particolare tutela riservata all’Ambiente protetto danneggiato e deturpato da scarichi illegali di acque inquinate e fanghi. Ai vertici del Consorzio di Bonifica Capitanata di Foggia e del Comune di Trinitapoli sono stati contestati rispettivamente reati di danneggiamento aggravato per rinvenimento di sostanze inquinanti in un corso d’acqua pubblico e deposito incontrollato e realizzazione di discarica abusiva di rifiuti speciali anche pericolosi.

Saline Margherita, sequestro 1 km canale. 5 denunciati (foto) ultima modifica: 2018-10-11T09:52:27+00:00 da Redazione



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  • Redazione

    *MARGHERITA DI SAVOIA*

    *STEA: “BOMBA ECOLOGICA ALLE SALINE”*

    “Un vertice con i rappresentanti delle Istituzioni, enti locali, forze
    dell’ordine e tecnici, affinché al fianco delle sacrosante indagini della
    magistratura e dei Carabinieri del Noe – che ringrazio per la continua
    attività a tutela dell’ambiente – ci si possa attivare immediatamente per
    la bonifica e messa in sicurezza dell’intera area, zona umida che vanta un
    ecosistema unico, perché rappresenta un habitat eccezionale atto ad
    ospitare una grande varietà e quantità di uccelli acquatici migratori”.

    È quanto annuncia l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Gianni
    Stea a proposito delle indagini del Noe culminate con il sequestro di
    un’area di un chilometro nei territori di Trinitapoli e Margherita di
    Savoia. Una vera e propria bomba ecologica che avrebbe provocato la
    colorazione di rosso delle acque del canale a margine dell’impianto di
    produzione del sale delle Saline di Margherita di Savoia.

    “Ricordo che al fine della protezione ambientale la salina ha ottenuto
    numerosissimi riconoscimenti internazionali – aggiunge Stea – ed è compito
    fondamentale dell’assessorato che mi è stato affidato, svolgere una
    continua attività a difesa di queste oasi naturalistiche che rappresentano
    patrimoni unici e dal valore straordinario per l’intera comunità pugliese,
    ma che purtroppo, sovente, entrano nel mirino degli ecocriminali”.


  • Redazione

    Operazione “Red River”

    Legambiente: “Si punti su prevenzione e potenziamento dei controlli su fiumi, torrenti e canali”

    Plauso di Legambiente Puglia al lavoro dei Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Bari per l’operazione “Red River” che, nella giornata di oggi, ha portato al sequestro di una porzione del canale “Cinquemetri” nel Comune di Trinitapoli, oggetto di scarichi abusivi, in particolare di rifiuti speciali anche pericolosi. I Carabinieri, inoltre, hanno sequestrato in località Carmosina, a Margherita di Savoia, una condotta abusiva realizzata a margine delle Saline e finalizzata allo scarico delle acque di produzione, dal colore rosso mattone, unitamente ai fanghi di scarto accumulati nelle vasche.

    Lo scorso settembre Legambiente aveva segnalato la presenza di acqua di colore rosso, melmosa e di consistenza quasi oleosa nel Canale Carmosino a Margherita di Savoia.

    “L’operazione Red River – dichiara Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia – conferma che i nemici del mare non sono solo i depuratori mal funzionanti ma anche gli scarichi illegali e fuori legge. È importante, come sosteniamo da tempo con la campagna di Goletta Verde, monitorare fiumi, torrenti e canali il cui inquinamento viene dato per scontato perché non balneabili, ma non per questo meno importanti dal punto di vista ambientale”.

    Sette campionamenti su ventinove eseguiti quest’estate lungo le coste pugliesi dall’equipe tecnica di Goletta Verde, risultano fuori dai limiti di legge e, di questi, cinque sono “fortemente inquinati”. Nel mirino ci sono sempre canali e foci che continuano a riversare in mare scarichi non adeguatamente depurati come nel caso della foce del torrente Candelaro a Manfredonia, foce Canale Reale a Carovigno, foce canale contrada Posticeddu, sul litorale Apani, a Brindisi, presso il canale di scarico di Marina di Leuca a Castrignano del Capo, e a Marina di Lizzano, alla foce del fiume Ostone, punti risultati fortemente inquinati.

    Inoltre nel rapporto “Mare Monstrum 2018” la Puglia, nella classifica del mare illegale, si piazza al secondo posto, dopo la Campania, con 2.098 infrazioni accertate. A questo si aggiunge che in Puglia ci sono ben 30 depuratori soggetti a scarichi illegali (arrivi impropri di acque di vegetazione, di natura lattiero-casearia, ecc) che inficiano il processo depurativo delle acque reflue urbane.

    Ufficio stampa Legambiente Puglia

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