
Nel 2008, secondo quanto riportato dal sito del Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali, ci sarebbero stati, in Italia, 9000 decessi imputabili all’Orthomyxovirus (o virus dell’influenza). Nessun mezzo di comunicazione si è affannato, in quell’occasione, a parlare di pandemia, piaga divina o qualcos’altro. Eppure,ancora oggi, continua quello che è stato definito “terrorismo mediatico”. Secondo un rapporto pubblicato stamane (dati del 23 ottobre 2009) dall’Ecdc (Centro Europeo per la Prevenzione ed il Controllo delle Malattie) in tutta l’Europa, i morti imputabili all’influenza A sarebbero 5.382.
Secondo questi dati, quindi, l’influenza A/H1N1 sarebbe molto contagiosa ma poco pericolosa. Nonostante questo, i mass media continuano a trasmettere notizie allarmanti su possibili infezioni pandemiche che dovrebbero provocare milioni di morti. Queste notizie nel frattempo, stano determinando scene di panico in tutto il territorio nazionale; scene da panico come quella segnalata da STATO alcuni giorni fa all’ospedale San Camillo di Manfredonia dove alcuni over 65 “premevano” per una vaccinazione. I responsabili del Centro presentavano “stress, stanchezza e ricorrevano ad auto-vaccinazioni per supportare la mole di gente che accorreva per chiedere informazioni” (oggi dopo un sopralluogo diretto nel centro vaccinazioni di Manfredonia si è accertato il tasso elevatissimo di chiamate al centro, la vaccinazione non totale degli operatori sanitari del luogo “per alcune patologie personali”, ma sostanzialmente un tasso di pericolosità minimo”, rispetto soprattutto a quanto paventato. nd Giuseppe de Filippo).



Terrorismo mediatico. Nulla di più. I giornalisti talvolta sacrificano il buon senso a favore di ciò che “fa notizia”.
Ieri sera a “Exit” hanno ripetuto le stesse cose. Sono state ordinate dallo Stato 24 milioni di dosi di vaccino alla Novartis. Se l’azienda non le consegnerà nel termine stabilito non pagherà nessuna penale.
la vicenda dimostra quanto gli italiani siano facili preda delle paure. Tolta la paura per l’inferno ora è la tele a dettare il demone di turno. E ci si aspetta che votino usando il cervello?
Proviamo a chiederci il perché di questo indiscutibile terrorismo mediatico sul virus H1N1. Certo, gettare fumo negli occhi conviene alle case farmaceutiche, alle istituzioni, ai medici, ai farmacisti. Però la fobia collettiva è, più in generale, uno dei frutti avvelenati del nuovo modo di fare informazione e spettacolo, e non solo a proposito di malattie. La sintassi del sensazionalismo non vale solo per l’influenza A, ma è la stessa per ogni notizia o fenomeno. Il grido ad effetto serve per “dopare” un’opinione pubblica sempre più annoiata, superficiale e frustrata. I fatti non sono più “tratti dalla realtà”, ma vengono preconfezionati tenendo a mente umori ed emozioni del grande pubblico. Approfondire un qualunque tema in modo realistico sarebbe alla portata di tutti, ma l’operazione costa fatica e presuppone professionalità e reale interesse per la vita: molto più facile e redditizio assecondare e rispondere alle pulsioni e alle morbosità dello spettatore. Esattamente ciò che fanno i media!