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Campo e il Contratto d’Area: scelte del passato “lungimiranti”

AUTORE:
Giuseppe de Filippo
PUBBLICATO IL:
11 Novembre 2009
Manfredonia //

lungimiranzaManfredonia – TEMPO di bilanci per il sindaco Paolo Campo, al termine del suo mandato  amministrativo (primavera 2010). Approfittando della notizia di una “nuova linea di produzione di vetri speciali”, che si relazionerebbe “alle  recenti direttive sul risparmio energetico”, attivata dalla Manfredonia Vetro (ditta situata nella zona industriale locale, comparto ex Enichem),  Campo ha esternato tutta la sua “soddisfazione” per l’avvenuto stanziamento della linea di produzione industriale da parte della ditta di  Manfredonia. Al contempo il sindaco sipontino ha  anche rimarcato “gli aspetti positivi”, presenti e passati, del Contratto d’Area territoriale. Dunque: “L’iniziativa della Manfredonia Vetro di investire in una nuova attività produttiva è indubbiamente una buona e confortante notizia- ha detto Campo – ma è anche la testimonianza di come l’esperienza del Contratto d’area abbia  prodotto buoni e stabili frutti”. Una esternazione che proviene dal primo cittadino di Manfredonia, che si ricorda è anche il responsabile unico del contratto d’area territoriale, che lega i piani di sviluppo della città sipontina a quelli di Monte Sant’Angelo e Mattinata. “Un’ulteriore dimostrazione – ha detto Campo – della serietà del progetto industriale, della sapienza, tenacia e voglia del presidente Giorgio Sangalli di investire sul territorio e sulle sue risorse umane, tanto più apprezzabile in quanto il notevole investimento privato è effettuato in una fase molto critica dell’economia in generale”. E’ quindi tramite una ponderata relazione con la notizia della nuova linea di produzione stabilita dalla Manfredonia Vetro che Campo non ha potuto “nascondere” la sua soddisfazione per la “lungimiranza (vale a dire la ‘capacità di prevedere per tempo ciò che potrebbe accadere e di adeguarvi con saggezza l’agire – dal dizionario Sabatini-Coletti ) delle scelte che a suo tempo furono fatte nell’ambito del contratto d’area”. Dunque, il sindaco di Manfredonia aveva già previsto quanto sarebbe successo in seguito, dopo la sottoscrizione d’intesa, il 4 marzo del 1998, allo stanziamento del complesso industriale dello stesso Contratto. Ma si proceda per ordine. “Credo, a ragion veduta, che i risultati positivi siano di gran lunga di più e migliori di quelli sfavorevoli non eliminabili da qualsiasi intrapresa agevole che possa essere”. Ovvero nulla avrebbe potuto tutelare il territorio da quanto successo negli anni.

documentotreviso Cercando di fare un pò di luce sul Contratto d’Area di Manfredonia: è recente la notizia di una richiesta dell’attuale presidente degli industriali di Treviso, Alessandro Vartanega, in una lettera inviata all’amministratore unico di Aeroporti di Puglia, Errico Marchi, nonchè al presidente di Confindustria Foggia, Eliseo Zanasi, di “privilegiare le tratte aeree Foggia-Venezia e Foggia-Treviso per soddisfare le esigenze del mondo produttivo” e dunque di “ attivare un collegamento aereo con la Capitanata», area dove gli imprenditori del Nord-Est italiano avrebbero “delocalizzato le loro attività nel contratto d’area di Manfredonia”. Da dove parte la richiesta di Vartanega ? Ma dalla notizia appresa dal presidente degli industriali di Treviso di «una prossima attivazione di collegamenti aerei della compagnia Sky Bridge (Ciampino-Roma, via IV Novembre) con l’area del Nord-Est in partenza dall’aeroporto Gino Lisa di Foggia».Avendo già dato ampia notizia sul punto di partenza del Contratto (vedi Manfredonia, industriali di Treviso: un volo per il Contratto d’Area. Già ma quale ?), con le relative informazioni sui ringraziamenti di Prodi in primis all’allora presidente dell’associazione degli industriali di Treviso, Nicola Tognana.
Un Tognana che nel ‘98 era considerato una sorta di «capo dei ribelli del Nord-Est italiano». Leader indiscusso di una costituzione di imprenditori che cercavano di contrastare le circoscrizioni (mere) di Fisco, Governo e sindacato (fonte: Repubblica.it). Un Tognana che per realizzare il ‘piano Manfredonia’, riuscì a raccogliere, attorno a sé, le ‘grazie’ di imprenditori come Benetton, Inghirami, il gruppo Sangalli, oltre a piccole imprese come la Tintoria Lunazzi o la Magreb. Un Tognana che se gli si chiedeva se si sentiva in un certo senso «imbarazzato» per le accuse rivoltegli al tempo dal presidente della Repubblica, Oscar Maria Luigi Scalfaro (ovvero di aver preso sì “i soldi per il progetto M” ma di esserne praticamente dimenticato), disse : «Le nostre imprese vanno al Sud, investono e creano occupazione. Il contratto d’ area a è stato individuato come una buona occasione imprenditoriale per le imprese di Treviso». Già per le «imprese di Treviso».

3 commenti su "Campo e il Contratto d’Area: scelte del passato “lungimiranti”"

  1. Caro giornalista,
    Primo: nella tanto sottolineata ‘lungimiranza’ non è compresa la ‘preveggenza divina’.Non mi pare un articolo rispondente ai 3 parametri del ‘giornalista'(non buon..semplicemente giornalista..) questo ove in tutto il discorso non si accenna minimamente alla più grande CRISI INTERNAZIONALE DAL ’29..
    Secondo: che ci siano stati classici ‘farabutti'(e sottolineo farabutti…)all’italiana che non hanno svolto il proprio lavoro di imprenditori con serietà e lealtà è fuor di dubbio.Come credo sia altrettanto indubbio che di ciò non si può dar la colpa ad un qualsiasi responsabile unico.
    Terzo: che il contratto d’area non abbia apportato 1 milione di posti di lavoro è sotto gli occhi anche dei muri..Però, non si può non citare minimamente i migliaia di posti di lavoro che invece ha prodotto!
    Quindi: chiediamoci cosa di meglio si può pensare e attuare per lo sviluppo di Manfredonia e non limitiamoci a queste piccole polemiche sterili che hanno la vita di una piccola campagna elettorale comunale……..

  2. Lei ha anche ragione. Ho parlato di canoni da buon giornalismo, pertanto cerco (sempre) di attuarli. Ma, se Lei pensa il contrario, vorrà dire che avrò sbagliato. Potrebbe essere successo. Ma onestamente non lo penso. Sa perchè ? vada a chiedere (a riguardo ho diversi amici che lavorano nell’area) agli occupati nelle ditte del Contratto d’Area, se le scelte di Paolo Campo (non se lo dimentichi: responsabile unico, quindi retribuito per questo) per il Contratto siano state davvero “lungimiranti”. Vada a chiedere sempre a questi lavoratori di quegli imprenditori del nord-est italiano, che oggi continuano a comunicare le loro lodevoli iniziative, se hanno avuto, o meno, una condotta lineare nel tempo. Vada a chiedere ai ragazzi occupati nelle ditte del Contratto cosa ne pensano della crisi internazionale del 29. E cerchi di attuare una relazione con la loro situazione lavorativa. Al riguardo immagino una risposta secca.
    Ah, dimenticavo: trovi nel sottoscritto, o nelle persone che umilmente fanno il loro lavoro su questo giornale, delle mire politiche da (mera) campagna elettorale e, Le giuro, che chiudo. Mi creda: non difendo alcuna fazione, se non quella della buona informazione. O informazione, a questo punto. Saluti, Giuseppe de Filippo

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