Secondo le previsioni di Tognana l’ obiettivo fissato dal governo di una cifra pari a “400 miliardi di investimento e di 2500 nuovi posti di lavoro “sarebbe stato superato. E ancora «L’ unica possibilità di rilanciare il Sud è di estendere il più possibile i contratti d’ area. Bisogna prendere gli esempi di Manfredonia e Crotone e realizzari in tutto il Mezzogiorno. Solo così ci può essere una svolta, non certo con le 35 ore che, anzi, scoraggiano le imprese. Una legge del genere, nella mia regione, può spingere le aziende, soprattutto quelle medio- piccole, a bloccare gli investimenti oppure ad andare all’ estero». Poi la Gazzetta del Mezzogiorno ha riportato di recente la notizia di un legame tra l’attuale richiesta di Vartanega e un vecchio progetto di Unindustria, quando nel 2002, a pochi anni dal contratto d’area, un imprenditore di Treviso (Tognana) aveva noleggiato a sue spese un piccolo bimotore da sei posti con il quale collegava settimanalmente Foggia con Treviso “facendosi pagare le spese dai passeggeri (suoi colleghi) che ogni volta usufruivano del servizio”. In base alle informazioni raccolte, l’iniziativa andò avanti per alcuni mesi, ma poi “i costi e l’incostanza di alcuni utilizzatori del servizio la fecero naufragare”. Unindustria, nella fierezza dei suoi uomini, allora “ci riprova”. Come ci avrebbe già provato lo stesso Adp di Bari a metà 2006 quando, in vista della ripresa dei voli di linea a bando pubblico, “il primo e unico volo che Adp individuò per Foggia era proprio un collegamento con Venezia” un collegamento “che a quei tempi (primi del 2008) venne criticato un po’ da tutti dal momento che erano altri i voli più richiesti”. Continuando a ritroso nel tempo, e per tornare invece al Contratto d’Area: il 4 marzo del 1998 viene sottoscritto finalmente il documento fra le parti. «Per la realizzazione di un ambiente economico favorevole all’attivazione di nuove iniziative imprenditoriali ed alla creazione di nuova occupazione (..) per la realizzazione di 373 posti di lavoro a regime mediante investimenti che ammontano a 62,4 miliardi di lire (..) un valido sotto l’aspetto industriale, foriero di positivi futuri sviluppi. (…) Il Responsabile Unico a Manfredonia Sviluppo S.C.p.A. è individuato nel Sindaco di Manfredonia ed ha la sede in Palazzo Dogana Nuovo Porto Industriale. Al Responsabile Unico spettano le attribuzioni di cui al punto 3.5 della delibera CIPE del 21 marzo 1997, nonchè il compito di relazionare con cadenza semestrale il Ministero del Tesoro, del Bilancio e della Programmazione Economica circa l’avanzamento e l’attuazione del Contratto d’Area, evidenziando le azioni di verifica e di monitoraggio svolte (…)» E qui ci si potrebbe anche fermare.Ci si potrebbe fermare per dare un pò di informazioni su queste aziende del contratto d’Area, che avrebbero prodotto risultati positivi: «Un’altra azienda del contratto d’area, la “Manfredonia Vetro”, subisce un brusco calo degli ordini. Magazzini saturi, polemiche sui giornali, fanno da contorno ad una situazione che sembrava poter essere un dramma per centinaia di dipendenti, nella più grande azienda del Contratto d’Area. Alcuni prospettavano una chiusura dell’azienda. Il contraccolpo sarebbe stato durissimo per l’intera zona del comparto Monte Sant’Angelo-Manfredonia-Mattinata (..) per il gruppo San Galli saranno massimo 180 le unità che andranno in cassa integrazione, per un massimo di 13 settimane, come cifre massime». O ancora: «La Zadra Vetri SpA si è ufficialmente stanziata presso lo stabilimento di Manfredonia sito nell’area Ex-Enichem Agricoltura, ricadente nel Contratto d’Area, lo scorso 2 novembre del 2005. L’insediamento si inserisce nel contesto di un precedente accordo commerciale con il quale la Sangalli Vetri Spa ha ceduto in fitto alla sopra citata ditta, per mezzo del suo amministratore delegato, nonché Presidente, Giorgio Sangalli, un proprio ramo d’attività produttiva». Domanda di un cronista ignaro ad un dirigente Zadra: siete venuti qui a saccheggiare o questo è il tipico atteggiamento sospettoso di noi meridionali? «Posso comprendere il vostro comportamento, sopratutto dopo i ripetuti saccheggi, subiti dalla vostra città, ad opera di presunti imprenditori e magnati, che dopo aver fatto la propria fortuna, si dissolvono nel nulla». Già si dissolvono . “Ancora licenziamenti nelle aziende del Contratto d’area di Manfredonia. Dopo la Inside, ora è la volta della Sealed Air, specializzata nella produzione di film plastici termoretraibili destinati al mercato alimentare, industriale e di consumo, ubicata nella zona industriale DI46, lungo la strada statale 89 per Foggia. Le iniziali voci di corridoio ora sono state confermate dalla direzione generale di Milano che parla di diciannove licenziamenti, su settantadue dipendenti complessivi, da effettuare nell’arco di due mesi); ma alcune criticità occupazionali hanno interessato anche la Mdj (periodi di cassa integrazione), la Imar (in cassa integrazione perenne). E ancora: “abbiamo ancora i telefoni che non funzionaro, le strade sono rotte. L’asfalto, le ditte. La cassa integrazione”.
E per concludere: una passata relazione (2001) dei giovani di Rifondazione Comunista di Manfredonia sulle condizioni di lavoro, e il rispetto di precise norme sanitarie, negli stessi stabilimenti industriali. Basta. Stop. Un attimo.
Intevistati da Stato, tutti gli esponenti politici di Manfredonia (si vedano le interviste relative) hanno evidenziato “il mancato sviluppo del piano, la mancata progettazione di un’idea imprenditoriale che ha potuto esprimere una parte solo minima delle sue enormi potenzialità”. Oltre (esponente sindaco del Pdl, Stefano Pecorella dixit) “all’errore di aver affidato ad un primo cittadino dell’area la responsabilità unica dello stesso contratto”. Una accusa alla quale ha risposto Antonio Prencipe, capogruppo Pd alla Provincia, e assessore comunale alle Opere Pubbliche, evidenziando la volontà dell’amministrazione locale di “tutelare” il piano dalle “mire” di imprenditori extraterritoriali.
E’ compito di ogni buon giornalista parlare con i dati alla mano. Ricerca, approfondimento, atti ufficiali, notizie già diramate e certificate. E’ compito di ogni buon giornalista rispettare i principi alla base della professione, e utili dunque per l’esercizio del famigerato diritto di cronaca (ma il discorso sia chiaro è legislativamente molto ma molto più complesso): dunque verità, continenza e pertinenza nella diffusione delle notizie. E’ compito di ogni buon giornalista non esternare opinioni (views) nella diffusione delle proprie notizie (news): ma se oggi si potesse attivare un qualsiasi sondaggio, fra i lettori dell’area o meno, su quale potrebbe essere il giudizio finale sul Contratto d’Area di Manfredonia, dopo tutte le famigerate vicissitudini passate dai lavoratori locali, chi se la sentirebbe (con coscienza) di convenire con la soddisfazione di un primo cittadino, per la “lungimiranza (vale a dire, si ripete, la ‘capacità di prevedere per tempo ciò che potrebbe accadere e di adeguarvi con saggezza l’agire‘ – dal dizionario Sabatini-Coletti ) delle scelte che a suo tempo furono fatte nell’ambito del contratto d’area”.








In passato scelte lungimiranti di breve periodo.non sará così per sempre
Caro giornalista,
Primo: nella tanto sottolineata ‘lungimiranza’ non è compresa la ‘preveggenza divina’.Non mi pare un articolo rispondente ai 3 parametri del ‘giornalista'(non buon..semplicemente giornalista..) questo ove in tutto il discorso non si accenna minimamente alla più grande CRISI INTERNAZIONALE DAL ’29..
Secondo: che ci siano stati classici ‘farabutti'(e sottolineo farabutti…)all’italiana che non hanno svolto il proprio lavoro di imprenditori con serietà e lealtà è fuor di dubbio.Come credo sia altrettanto indubbio che di ciò non si può dar la colpa ad un qualsiasi responsabile unico.
Terzo: che il contratto d’area non abbia apportato 1 milione di posti di lavoro è sotto gli occhi anche dei muri..Però, non si può non citare minimamente i migliaia di posti di lavoro che invece ha prodotto!
Quindi: chiediamoci cosa di meglio si può pensare e attuare per lo sviluppo di Manfredonia e non limitiamoci a queste piccole polemiche sterili che hanno la vita di una piccola campagna elettorale comunale……..
Lei ha anche ragione. Ho parlato di canoni da buon giornalismo, pertanto cerco (sempre) di attuarli. Ma, se Lei pensa il contrario, vorrà dire che avrò sbagliato. Potrebbe essere successo. Ma onestamente non lo penso. Sa perchè ? vada a chiedere (a riguardo ho diversi amici che lavorano nell’area) agli occupati nelle ditte del Contratto d’Area, se le scelte di Paolo Campo (non se lo dimentichi: responsabile unico, quindi retribuito per questo) per il Contratto siano state davvero “lungimiranti”. Vada a chiedere sempre a questi lavoratori di quegli imprenditori del nord-est italiano, che oggi continuano a comunicare le loro lodevoli iniziative, se hanno avuto, o meno, una condotta lineare nel tempo. Vada a chiedere ai ragazzi occupati nelle ditte del Contratto cosa ne pensano della crisi internazionale del 29. E cerchi di attuare una relazione con la loro situazione lavorativa. Al riguardo immagino una risposta secca.
Ah, dimenticavo: trovi nel sottoscritto, o nelle persone che umilmente fanno il loro lavoro su questo giornale, delle mire politiche da (mera) campagna elettorale e, Le giuro, che chiudo. Mi creda: non difendo alcuna fazione, se non quella della buona informazione. O informazione, a questo punto. Saluti, Giuseppe de Filippo