
Una festa, realizzata con fondi pubblici e privati, che non può certo essere ridotta a una sagra come alcuni l’hanno definita, nonostante lo spazio volutamente riservato alle tradizioni locali, ma è bensì un’occasione d’incontro importante sulle questioni che più pesano sulla crescita del sud dell’Italia, che ha aperto le porte di Monte Sant’Angelo a personaggi di primo piano del mondo della cultura, dalla politica, dello spettacolo e della società civile”.
“Le speculazioni e una gestione del territorio che troppo spesso incrocia gli interessi della criminalità organizzata interessano una larga fetta della nostra Regione – aggiunge Francesco Tarantini, presidente di Legambiente Puglia -. Al circolo di Monte Sant’Angelo va riconosciuta l’opera scomoda di presidio della legalità in un’area dove criminalità e omertà diffusa continuano troppo spesso a dettare le leggi dello sviluppo”.
In serata il comunicato della sezione Legambiente di Monte Sant’Angelo: “Nei giorni scorsi siamo stati oggetto di un attacco da parte dell’intera compagine amministrativa di Monte Sant’Angelo, Uniti per Monte, che ringraziamo per la considerazione. Agli insulti di solito non si risponde, ma noi siamo cortesi e riteniamo chiunque meritevole di una replica”.
Pertanto, il consiglio diretto di Legambiente, circolo Festambiente Sud, precisa:
“Legambiente non è una forza politica, non si presenta alle elezioni e non conta rappresentanti in consiglio comunale. Pertanto non abbiamo mai legittimato quegli scempi che hanno deturpato e rovinato la nostra città. È paradossale che proprio coloro che nel passato hanno votato a favore, vengano oggi a chiedere conto a Legambiente di quanto è stato fatto al Galluccio e altrove; ci accusano di “ricattare” l’amministrazione minacciando di dare fastidio in caso di diniego di finanziamenti (una gravissima menzogna!). I finanziamenti alle nostre iniziative non possono e non devono rappresentare il prezzo per comprare il nostro silenzio e la rinuncia alle nostre battaglie. Legambiente non è in vendita; si accusa il Presidente di Legambiente di voler scendere in politica, addirittura di proporsi come futuro candidato sindaco. E perché mai? Perché parla a nome della sua associazione su questioni di sua competenza (edilizia, ambiente, legalità)? È triste pensare che la politica si possa sentire minacciata dall’ associazionismo attivo. È il sintomo di profonda immaturità democratica.
Nell’attacco che abbiamo ricevuto la personalizzazione delle accuse ci sembra immeritata. Ci sono molte altre persone, oltre al Presidente, che sono coinvolte nelle nostre iniziative: quasi 50 soci del circolo, più di 100 persone coinvolte nell’organizzazione delle attività, tutti i livelli della nostra associazione sia regionale che nazionale, tutti i nostri partner pubblici e privati, che credono in noi e ci accompagnano da anni: Camera di Commercio, Regione, Provincia, Comunità Montana, Parco, Università di Foggia, Consorzio 5FSS, numerose aziende e anche molte associazioni di Monte Sant’Angelo. Ci permettiamo di distribuire in parti uguali gli insulti di tutte queste persone e istituzioni, affinché nessuno ne abbia a male e se ne senta privato.


