Nella sostanza “gli appalti sono fermi a quelli banditi e finanziati dal Governo Prodi nel 2007 – riprende Bordo – smentendo ogni previsione dei diversi ministri che in campagna elettorale si sono affacciati in Capitanata per fare promesse prive di contenuti effettivi”. La notizia della riattivazione della gigantesca frana che, nel territorio di Montaguto, minaccia la linea ferroviaria di collegamento tra la Puglia e la Campania “aggrava la criticità del quadro delle infrastrutture strategiche per la mobilità delle persone e delle merci, dunque per lo sviluppo e la competitività del Sud – conclude Michele Bordo – che questo Governo, con rara costanza e impegno, ha mostrato di non avere in alcun conto”.
MONGELLI – “L’alta velocità e capacità dei collegamenti ferroviari verso il Tirreno e lungo l´Adriatico è il treno che non possiamo perdere se vogliamo evitare di rimanere definitivamente indietro rispetto alle zone settentrionali dell´Italia e dell´Europa”. Ha detto il sindaco di Foggia, Gianni Mongelli, partecipando all’incontro in Prefettura richiesto dalla Cgil di Puglia e Campania per “sollecitare l’attenzione anche delle istituzioni locali sui ritardi nell´attivazione degli investimenti per la realizzazione di questa grande opera”. “Ridurre i tempi dei collegamenti con Roma e Napoli non è una questione di comodità, ma di competitività economica e di mobilità sociale – continua il sindaco – perché vuol dire far viaggiare più velocemente i nostri prodotti agricoli e agroalimentari freschi, rendere più appetibili le nostre aree industriali, favorire la trasferibilità delle competenze professionali”.
– Conferenza stampa stamattina della Cgil nell’ambito della mobilitazione nazionale a sostegno del progetto di Alta capacità. Solari: L’Europa investe in infrastrutture per dare una risposta alla crisi. Solo in Italia siamo in grave ritardo
Foggia – “E’ nel grande divario infrastrutturale che separa il Mezzogiorno dal resto del Paese e dall’Europa il principale ostacolo alla crescita e allo sviluppo economico delle regioni meridionali”. Parte da questo assunto la mobilitazione messa in campo dalla Cgil nazionale assieme a Filt – il sindacato dei trasporti – e la Fillea, il sindacato dei lavoratori edili – che ha focalizzato la sua attenzione sui ritardi nel finanziamento e della realizzato dei collegamenti per l’Alta capacità sulla linea Foggia-Napoli. Un collegamento – oggi penalizzato dal binario unico tra il capoluogo dauno e Caserta – che incide sui tempi di percorrenza a danno di passeggeri e merci che viaggiano su treno.
Solari: investire in infrastrutture per superare la crisi – Stamattina, in una conferenza stampa organizzata dalla Cgil di Capitanata, sono stati illustrati i vantaggi che deriverebbero dal completamento dell’opera ma soprattutto i ritardi progettuali e di finanziamento, per un raddoppio definitivo della linea che già dovrebbe essere datato 2020, ma che per la scarsa attenzione del Governo nazionale rischia di vedere slittare i tempi di realizzazione ancora oltre. “Investire in infrastrutture significa anche dare un aiuto orizzontale all’intera economica – ha ricordato Fabrizio Solari, segretario nazionale Cgil presente a Foggia -. Oltre alle ricaduta per il lavoro diretto, alla funzione anticiclica di tali investimenti, alle ricadute sulla qualità della vita dei cittadini che si spostano e alla riduzione dell’inquinamento che è propria del trasporto su rotaia”.
Niente di diverso, chiede la Cgil, “di quanto fatto dagli altri paesi europei per affrontare e superare la crisi economica. Con una differenza sostanziale: che l’Italia, stando a stime di organismi mondiali autonomi, misurando la dotazione infrastrutturale di 134 paesi, per quantità siamo al 54° posto, per qualità al 73°. Vicino a paesi come il Ghana…”. Non solo, oltre alle risorse non adeguate “c’è un problema storico e non legato alla congiuntura, nella nostra nazione – afferma Solari -: si spende poco e soprattutto male, rendendo improduttiva l’opera. In Italia un tratto di autostrada o ferrovia costa tre volte di più che nel resto dell’Europa, e soprattutto i tempi di realizzazione sono dieci volte superiori”.
Raddoppio linea ferroviaria: da Foggia a Roma in 2 ore – Una fotografia impietosa dentro la quale rientra il progetto dell’Alta capacità sulla Bari-Foggia-Napoli. “Qui non stiamo chiedendo un intervento improduttivo – aggiunge il segretario nazionale della Cgil – perché stiamo parlando di collegare nel migliore dei modi due regioni, Puglia e Campania, che per demografia ed economia sono in grado di generare un traffico che ripaga gli investimenti che si andrebbero a realizzare”. E nonostante la strategicità dell’opera, “di cui si parla dal 1960”, la Bari-Napoli non è stata prevista nella Legge Obiettivo, “che prevedeva un pacchetto di 360 infrastrutturali per 237 miliardi di euro da investire in 10 anni. Ebbene, dal 2001 quelli effettivamente spesi sono stati solo 30”.
Affatato: Territorio da mettere in sicurezza – Il raddoppio della Bari-Napoli è stato previsto solo nel 2008, una tratta suddivisa in quattro tronchi per un investimento in 5 miliardi e 300 milioni di euro. In realizzazione c’è il solo tratto tra Cervaro e Bovino, mentre per gli altri progetti di è ancora in fase di stesura preliminare o definizione. Per percorrere la distanza da Bari a Roma in 3 ore, una di meno se si parte da Foggia, si dovrà aspettare ancora un bel po’… “E’ per questa ragione che la Cgil nazionale ha scelto di mettere in campo una propria mobilitazione – sottolinea Nicola Affatato, segretario regionale della Cgil Puglia -. Troppe e diverse le ipotesi progettuali venute fuori negli anni, soprattutto per la tratta del versante campano, per le specificità orografiche. A questi ritardi si è sommato il movimento franoso di Montaguto. Per investimenti così importanti sia per le somme impegnate che le ricadute, è impensabile procedere senza una ricognizione generale sullo stato di sicurezza del territorio, per quel che riguarda il tratto che sarà interessato dalla linea ferroviaria. C’era un preciso impegno in tal senso della Protezione civile, ma da un anno a questa parte non abbiamo avuto novità in tal senso”.
Tutto questo aumenta le preoccupazioni della Cgil per un’opera che rischia di diventare una sorta di Salerno-Reggio Calabria (l’autostrada) quanto a tempi di realizzazione. “E invece non è consentito al sistema Paese e soprattutto alle regioni del Mezzogiorno interessate continuare a vivacchiare. Come può un imprenditore investire in questo territorio se tra le varianti della propria attività deve inserire le previsioni meteo. Sappiamo bene – ricorda Affatato – che la strozzatura riguarda sia la dorsale appenninica ma anche la linea adriatica tra Lesina e Termoli. Che oltre ad essere a binario unico è anch’essa esposta a problemi di insicurezza del territorio. Se dovessero verificarsi piogge torrenziali come lo scorso anno e a queste sommarsi i problemi del movimento franoso a Montaguto, la Puglia resterebbe isolata. E allora parlare di sviluppo, attrazione di investimenti, sarebbe esercizio di pura retorica e basta”.
Stazione di Foggia centrale per traffico passeggeri – Unica nota positiva viene dalla conferma, ribadita recentemente anche in Commissione Trasporti, della centralità dello scalo di Foggia per il traffico passeggeri, dopo le iniziali ipotesi su una nuova stazione per l’Alta capacità a Borgo Cervaro. “La deviazione, il cosiddetto baffo, si farà, ma interesserà solo il traffico dei treni merci, che non transiteranno più per la stazione di Foggia. Un elemento anche di sicurezza”. Resta, inevasa e pesante, l’incognita sul finanziamento dell’intera opera – che nel tratto tra Orsara e Apice richiederà addirittura un lungo tratto di galleria tutta da realizzare – e i tempi di effettiva realizzazione. Un tempo, qualunque sarà, che il Sud, la Puglia, la Campania, vivranno come una tara alle speranze di nuovo sviluppo e occupazione.
Redazione Stato




