Per il Veneto sono stati annunciati fondi per 300 milioni, con la sospensione delle rate dei mutui e lo stanziamento Abi di 700 milioni di euro per prestiti a famiglie e imprese. “E per i cittadini e gli agricoltori del Salernitano, della Basilicata, della stessa Puglia e di Liguria, Toscana e le altre aree già investite da precipitazioni torrenziali?”, chiede il presidente dell’Assemblea pugliese. “Gli acquazzoni cadono su tutti, ma per il governo bagnano solo i veneti. È un singolare caso di strabismo delle calamità, che pure sono generosamente distribuite per tutta la penisola. Tutto il Paese è in ginocchio, non solo il Nord Est padano”.
“L’andamento climatico inclemente di questo autunno sta chiedendo il conto di anni di malgoverno del territorio – osserva Introna – le abbondanti piogge hanno colpito dappertutto e dovunque hanno messo a nudo l’uso dissennato del territorio, gli abusi colpevolmente tollerati, le ferite inferte all’ambiente. Gli errori si pagano e ci consegnano un Paese fragile: ogni acquazzone più violento arreca danni, disagi, a volte morti”.
“Di fronte a queste ferite – insiste il presidente del Consiglio regionale pugliese – ci sono delle urgenze, innanzitutto un piano straordinario di messa in sicurezza, di risanamento, di rimboschimento, di manutenzione di fiumi e corsi d’acqua, di attenzione ai pericoli dell’erosione delle coste”. Nell’immediato, per il presidente Introna “non si comprende quale modello di federalismo abbia ispirato il governo nazionale nello stanziare per il solo Veneto 300 milioni, peraltro insufficienti rispetto ai danni stimati. Non si capisce perché non si sia adottata una visione complessiva, dando una prima importante risposta a ferite generali, non semplicemente regionali. Il federalismo del clima, non fa sconti a nessuno, quello del governo distingue figli e figliastri”.
IL PRESIDENTE DI CONFAGRICOLTURA VECCHIONI VISITA LE AZIENDE ALLUVIONATE DEL VENETO: “BENE I 300 MILIONI DAL GOVERNO, MA UNA PARTE DEVE ANDARE ALL’AGRICOLTURA”.
– Il presidente nazionale di Confagricoltura Federico Vecchioni è oggi in Veneto per incontrare gli imprenditori colpiti dai tragici eventi meteorologici ed alluvionali della scorsa settimana. “Apprezziamo la rapidità con cui il Governo ha stanziato 300 milioni di euro per le zone alluvionate del Veneto – ha detto il presidente durante una conferenza stampa nel municipio di Saletto, in provincia di Padova -. Si tratta di una risposta concreta al dramma che ha interessato la regione e chiediamo che una parte adeguata di tali risorse venga destinata alle imprese agricole devastate”.
Confagricoltura evidenzia che nelle province di Padova, Vicenza e Verona molte zone sono state totalmente allagate con danni irreparabili a colture, allevamenti, serre, impianti per la lavorazione dei prodotti. Nella sola provincia di Padova sono stati sommersi oltre 7 mila ettari, invasi dall’acqua oltre 40 allevamenti e sono annegati circa 140 mila capi. Inoltre, sono stati allagati capannoni agricoli con prodotti raccolti, scorte e macchinari.
Confagricoltura stima, ad oggi, che l’agricoltura veneta abbia subito danni non inferiori a 50 milioni di euro su cui l’assessore regionale Franco Manzato conta di intervenire utilizzando 10 milioni del Piano di sviluppo rurale. “Gli interventi contemplati nel Piano di sviluppo della Regione però non bastano – ha avvertito il presidente Vecchioni -. E’ necessario che una parte dei fondi debba arrivare dagli stanziamenti aggiuntivi del Governo e venga messa a disposizione degli agricoltori in tempi rapidissimi”. Sono necessari inoltre tempestivi interventi sulle banche: molte imprese agricole hanno rate di mutui in scadenza che non riescono ad onorare per la distruzione di raccolti e allevamenti; c’è inoltre una generale necessità di disponibilità finanziarie affinché le imprese riescano a riprendersi. Confagricoltura ha chiesto quindi alla Regione di destinare gli stanziamenti per i prestiti agevolati, deliberati in questi giorni, prioritariamente alle aziende delle zone alluvionate.
Infine, vanno subito assegnati i fondi per il ripristino degli argini dei fiumi e dei canali lesionati. In questo momento l’intero sistema idrico del Veneto è in condizioni di estrema precarietà. “Siamo solo all’inizio dell’inverno – ha sottolineato Vecchioni – e ci troviamo in condizioni assolutamente inadeguate ad affrontare la stagione. Nuove, abbondanti precipitazioni causerebbero devastazioni anche peggiori di quelle che l’agricoltura veneta deve sopportare in questo momento”.
Redazione Stato



