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GUERRA Dall’Italia a Sarajevo: l’inchiesta sui “turisti della guerra”

Un inchiesta indaga sugli italiani che negli anni ’90 partivano per Sarajevo per partecipare all’assedio della città

AUTORE:
Redazione
PUBBLICATO IL:
11 Novembre 2025
Cronaca // L'inchiesta //

Un’inchiesta aperta recentemente presso la Procura di Milano, coordinata dal pm Alessandro Gobbis, indaga sugli italiani che negli anni ’90 partivano per Sarajevo per partecipare all’assedio della città. Le accuse, a carico di ignoti, comprendono omicidio volontario aggravato da crudeltà e motivi abbietti, secondo quanto riportano La Repubblica e Il Giorno.

Secondo gli atti, i protagonisti erano i cosiddetti “turisti della guerra”, italiani che pagavano per unirsi all’esercito serbo e sparare ai cittadini di Sarajevo, contribuendo al massacro di oltre 11mila persone durante l’assedio della città, durato dal 1992 al 1996.

L’inchiesta nasce da un esposto del giornalista Ezio Gavazzeni e dell’ex giudice Guido Salvini, che hanno ricostruito come molti italiani, provenienti dal Nord Italia, si recassero a Sarajevo dai grattacieli del quartiere Grbavica per partecipare a veri e propri “safari umani”.

Già nel 2022, al festival Ajb Doc, il docufilm “Sarajevo Safari” del regista sloveno Miran Zupanič, prodotto da Al Jazeera Balkans e Arsmedia, documentava questi eventi. Anche l’ex sindaca di Sarajevo, Benjamina Karić, aveva presentato una denuncia contro ignoti per individuare gli organizzatori di questi viaggi, denuncia ora inclusa nel fascicolo milanese.

Secondo quanto riportato da East Journal nel luglio 2025, Magenta sarebbe stata una città di raccolta dei “turisti della guerra”: dal 1992 al 1994, un pullman partiva una volta al mese verso Sarajevo, con un raduno intermedio a Trieste. I partecipanti erano per lo più di ideologia neofascista, e i viaggi erano organizzati tramite due strutture parallele: una in Italia, per il reclutamento, e una in loco, per convogliare i “cecchini volontari” verso Sarajevo.

Lo riporta milanotoday.it.

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