Manfredonia

Pescherecci fermati in Croazia, tornano i comandanti. Ricostruzione della vicenda


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IsoladiPelagosa(Palagruza)

Isola di Pelagosa/Pelagruza (image by Wikipedia.en)

Manfredonia – RITORNO in Italia per i comandanti dei due pescherecci sequestrati il giorno dell’Immacolata (8 dicembre), in seguito ad uno sconfinamento ed attività di pesca illecita nelle acque di Pelagosa, un piccolo arcipelago del mare Adriatico. Il comandante dell’equipaggio del ‘Nuova Giovanna’ sarà infatti ricevuto in serata nel porto di Manfredonia, mentre è previsto nella mattinata di domani (il peschereccio è partito alle ore 14 dalla Croazia del 12 dicembre) l’arrivo del comandante dell’Andrea Cesarano (entrambi gli equipaggi arriverrano con i rispettivi uomini (2) a bordo delle motovedette). Si era svolto lo scorso 9 dicembre, nel corso di un processo aperto dalla magistratura croata, il giudizio riguardante le contestazioni avvenuta a carico dei due motopesca di Manfredonia fermati a largo di Pelagosa. Entrambi gli equipaggi sarebbero stati “assistiti costantemente” dalle autorità consolari italiane durante lo svolgimento del dibattimento. I responsabili delle autorità consolari  hanno assistito gli uomini dei due pescherecci dopo essere stati allertati dal Comando Generale delle Capitanerie di Porto. A riguardo, al Comandante del Motopesca Nuova Giovanna, che ha ammesso tra l’altro di aver pescato in acque croate, è stata comminata una sanzione pecuniaria ammontante a 25.000 euro circa. Anche al comandante del Motopesca Andrea Cesarano è stata comminata una multa, per la violazione commessa, pari a 42mila euro. Va tuttavia segnalato che grazie ad un impianto di ‘Blue box’ installato a bordo dell’Andrea Cesarano, il comandante della stessa avrebbe segnalato a personale della Capitaneria di porto che al momento del fermo si trovava in acque internazionali (per la presenza su acque internazionali la magistratura croata avrebbe allora dovuto far riferimento alle norme del diritto internazionale relative alla possibilità di intervento su suolo, da parte di operatori delle autorità portuali relative, per accertare una infrazione riconducibile ad ammende). Le cifre dell’ammenda sarebbero state stabilite, oltre all’accertamento della presenza o meno in acque croate, anche alla quantità di pescato, al tempo relativo alla presunta attività illecita. Entrambi gli uomini a bordo degli equipaggi, il comandante Michele Di Candia del peschereccio Andrea Cesarano e Nicola Castigliego del Nuova Giovanna, con due marinari a bordo per ogni nave,  sarebbero tutti in buone condizioni, pronti pertanto per tornare a Manfredonia. A margine di quest’operazione va considerata la candida affermazione di un operatore del porto di Manfredonia, per il quale “i due pescherecci si sarebbero spinti a largo di Pelagosa solo per necessità finanziarie”. Ovvero: quando l’impellenza di ”fare cassa” supera l’accortezza nelle proprie attività di pesca. Il fermo: Va ricordato che i due pescherecci erano stati fermti alle 7,35 locali dell’otto dicembre da alcune motovedette croate che avevano intercettato ed accusato, alle due imbarcazioni, di aver superato il confine delle acque nazionali. Entrambi i due motopesca (“Andrea Cesarano” di 21,20 metri di lunghezza per 41,48 tonnellate di stazza lorda e “Nuova Giovanna” (18,15 metri; 22,95 tonnellate), sono iscritti nel compartimento marittimo di Manfredonia. Dopo essere state fermate, le  due unità sono state scortate fino al porto di Vis (isola di Lissa), dove sono state sottoposte a  sequestro, in attesa del giudizio, avvenuto il 9 dicembre. Il differente ritorno dei due comandanti, con gli uomini nel porto di Manfredonia – come sottolineano dalla Capitaneria di porto sipontina – è dovuto alla temporalità nel  pagamento delle ammende. Il comandante dell’Andrea Cesarano avrebbe pagato infatti successivamente la cifra relativa all’ammenda stabilita dalla magistratura croata.  Il trattato: Si ricorda che Pelagosa (in croato: Palagruža) è un piccolo arcipelago del Mar Adriatico, situato tra le Isole Tremiti e l’isola di Lagosta ed a circa 60 km dalla penisola italiana del Gargano. Il gruppo di isole, che è ora disabitato, fece parte del Regno d’Italia dal 1861 al 1873 dal 1915 al 1947 ed attualmente appartiene politicamente alla Croazia. Per struttura geologica sono la naturale continuazione delle Isole Tremiti (fonte: Wikipedia) e appartengono quindi, a livello geografico, allo stato italiano.  Fino al 1861 Pelagosa ha costituito  l’avamposto più remoto del Regno delle Due Sicilie. Dopo la seconda guerra mondiale, il trattato di Pace di Parigi tra l’Italia e le Potenze Alleate irmato il 10 febbraio 1947 stabilì la cessione alla Jugoslavia, con l’art. 11 comma 2, della “piena sovranità sull’isola di Pelagosa e sugli isolotti adiacenti“, aggiungendo che l’isola di Pelagosa sarebbe rimasta smilitarizzata. Lo stesso Trattato di Pace stabilì anche che i pescatori italiani avrebbero goduto “gli stessi diritti a Pelagosa e nelle acque adiacenti di quelli goduti dai pescatori jugoslavi prima del 6 aprile del 1941″(ossia il diritto, in base agli “Accordi di Brioni” del 14 settembre del 1921 e agli Accordi di Nettuno del 20 luglio 1925, tra il Regno d’Italia e Regno dei Serbi, Croati e Sloveni,  di pescare con non più di 40 barche di stanza a Lissa e in determinati specifici periodi). In tacita applicazione di questo trattato, le acque di Pelagosa sono ancora oggi visitate da numerosi pescherecci italiani, nonostante si tratti di acque territoriali croate. Dal 1991 l’arcipelago di Pelagosa fa parte della repubblica indipendente di Croazia. Le reazioni degli esponenti politici nazionali: anche il Vicepresidente della Camera onorevole Antonio Leone ha seguito la vicenda degli armatori delle due  imbarcazioni di Manfredoniai. “Grazie ai contatti tenuti da Leone con il Ministero delle Politiche Agricole oltre che con il Consolato Italiano – dicono dalla segreteria del partito – è stato possibile accelerare le procedure di rilascio degli equipaggi oltre che delle imbarcazioni manfredoniane. Ringraziamenti per l’opera svolta sono stati comunicati dagli stessi proprietari delle imbarcazioni che si sono tenuti in costante contatto sia con l’avvocato Stefano Pecorella che con lo stesso Presidente Leone”. L’avvocato Pecorella ha espresso a riguardo la sua “preoccupazione” per i contorni non chiari dell’operazione delle forze di Polizia Croate, avendo ricevuto rassicurazioni sia dagli stessi titolari delle imbarcazioni che dalla Capitaneria di Porto, che le imbarcazioni manfredoniane al momento del loro fermo si trovavano in acque internazionali. Alla luce di questo dato lo stesso Leone ha sollecitato il Consolato Italiano a proporre opposizione, alla multa inflitta dalle Autorità Croate, presso l’Autorità Giudiziaria competente.

Pescherecci fermati in Croazia, tornano i comandanti. Ricostruzione della vicenda ultima modifica: 2009-12-11T18:56:30+00:00 da Giuseppe de Filippo



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